Perché Chavez ha rivinto. Oltre la propaganda

Perché dal 1999 ad oggi il Venezuela è stato classificato tra le dittature peggiori al mondo? Con quali prove e sulla base di quali parametri? Eccovi un decalogo dei diritti civili e politici rispettati in Venezuela, paradossalmente il paese delle “troppe libertà”.

Pubblicato sulla rivista Geopolitica: www.geopolitica-rivista.org/19120/perche-chavez-ha-rivinto-oltre-la-propaganda/

Lanciamo un appello al governo francese … affinché prenda consapevolezza della deriva antidemocratica d’un regime che … è indirizzato verso il totalitarismo” (Libération, 19/11/2007).

I principali osservatori indipendenti che hanno analizzato con attenzione la gestione di Chávez coincidono sul fatto che la autocrazia eletta bolivariana assomiglia ogni giorno di più a una normale dittatura” (El Mundo, 16/2/2009).

“‘Perchè il Campidoglio offre il suo patrocinio a una mostra a Roma sul dittatore Chavez?’ ha chiesto Giulio Santagata del Pd annunciando un’interrogazione parlamentare al ministro degli Esteri” (Repubblica, 2/3/2012).

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Gli indigeni reclamano uno spazio nell’etere

radiodifusion

BUENOS AIRES – Il controllo dell’opinione pubblica argentina è senza dubbio il fondo delle dure lotte necessarie a modificare la legge sulla radiodiffusione, emanata durante la dittatura. Le grandi corporazioni non sono disposte a lasciare il potere che per decenni hanno utilizzato per manipolare la realtà e beneficiarsene. Ma gli indigeni oggi hanno deciso di far sentire la propria voce, dopo secoli di invisibilità imposta dallo stato.

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Fuori dal mercato dei media le grande aziende

cristina fernandez

BUENOS AIRES – La Presidentessa argentina, Cristina Fernández di Kirchner, ha annunciato lunedì cambi nel progetto di legge dei Media Audiovisivi che si discute al Congresso, al fine di impedire che le grandi aziende telefoniche possano entrare nel mercato audiovisivo, offrendo, per esempio, quello che si conosce in altri paesi come triple play: telefonia, Internet e televisione via cavo. Fernandez ha detto no al monopolio di queste grandi aziende.

“Vogliamo così chiarire qualsiasi dubbio o sospetto di alcuni parlamentari vicini a noi, che temevano che si chiudesse con un monopolio per passare a un altro. Abbiamo l’assoluta volontà di togliere il monopolio a questo settore”, ha assicurato la Presidentessa.

Cristina Fernández ha convocato una conferenza stampa per annunciare questo cambiamento e ha difeso il progetto di legge chiedendo onestà intellettuale al momento di analizzarne i contenuti. “La nuova legge sostituirà un’altra che è in vigore dall’epoca della dittatura e che permetterà di ampliare il numero di voci”. Cristina Fernández ha assicurato che il progetto di legge non danneggia, in nessun caso, il contenuto dell’informazione che viene diffusa, “come esige il più completo rispetto alla libertà d’espressione”.

“Magnicidio vs maletín” in campagna elettorale

Le brucianti accuse lanciate da governo e opposizione: parlano il candidato all’alcaldia Libertador Stalin Gonzalez e gli intellettuali Roberto Hernandez e Luís Britto Garcia

CARACAS – In piena campagna elettorale fra governo e opposizione è stato muro contro muro. Accuse e contraccuse. Il presidente Hugo Chávez ha denunciato un tentativo di colpo di stato accusando gli Stati Uniti di parteciparvi. L’opposizione ha accusato il governo di essere legato allo scandalo della valigia degli 800 mila dollari che sarebbe stata inviata in Argentina per finanziare la campagna elettorale di Cristina Fernandez Kirchner.

“E’ molto difficile – dichiara il candidato all’alcaldia del municipio Libertador Stalin Gonzalez – che una tale ingente quantità di denaro possa uscire dal Venezuela senza l’autorizzazione del governo poiché il controllo del cambio dollari-bolivares è molto rigido. Inoltre – conclude – sono state accusate molte persone vincolate alla compagnia petrolifera statale Pdvsa”.

Sul tema l’intellettuale e attuale presidente del Celarg Roberto Hernandez Montoya ha fatto notare che se l’imprenditore statunitense e venezuelano Guido Antonini Wilson fosse stato legato al governo “avrebbe cercato protezione in Venezuela e si sarebbe sottoposto a un processo nel paese, invece di andare a rifugiarsi negli Stati Uniti”. “Perché inoltre utilizzare dei liquidi – si domanda – e non gli strumenti della finanza internazionale ben più sicuri in un trasferimento illecito di denaro?”.

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