Generazione senza futuro?

Il documentario indaga sulla crisi che attanaglia l’Europa, sulle cause e le responsabilità
dell’attuale situazione e analizza in particolare gli effetti devastanti della recessione sui giovani. “No future generation?” si pone come obiettivo di raccontare le iniziative di Resistenza che la società europea ha sviluppato dal basso per affrontare la crisi, da un
lato, dando voce a coloro ai quali i grandi network normalmente non concedono spazio (la gente comune che arranca e non arriva a fine mese e i personaggi scomodi) e, dall’altro, raccogliendo opinioni di politici, intellettuali, economisti e artisti. È stato girato in Italia, Francia, Spagna e Regno Unito.

Gocce di speranza per la salute mentale

di Barbara Meo Evoli

La cooperativa Phoenix di Rutigiliano in Puglia che ha accolto gli stagisti italo-venezuelani

CARACAS – Si è concluso a Caracas il corso di formazione per educatori della riabilitazione psichiatrica e manager dei servizi socio-sanitari diretto a italo-venezuelani.

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La povertà in Italia e in America latina

Sono nove milioni i latinoamericani che cadranno in povertà quest’anno a causa della crisi, ossia il 33 per cento della popolazione. In Italia sono ben un milione e 700 i minorenni in povertà, ovvero il 23 per cento di questa fascia. Questi i dati dell’ultimo rapporto Onu. Più della metà di questi bambini hanno meno di undici anni e vivono nel Mezzogiorno. Il governo non ha ancora varato il piano per l’infanzia, oggetto di raccomandazione dell’Onu, che dovrebbe essere disegnato ogni due anni.

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Oggi la cittadinanza costa 200 euro, ieri costava 14,62

legalita_e_immigrazione1ROMA – La richiesta di cittadinanza costa ben 200 euro sia per chi risiede in Italia che per chi risiede all’estero. E da oggi è attivo il conto corrente per pagare questo contributo. Prima la richiesta costava il prezzo della marca da bollo, 14,62 euro, oltre a quello delle traduzioni legali del certificato di nascita e penale. Il governo ha giustificato la tassa mettendo in rilevanza il peso economico che deve sostenere il paese nel riconoscere come italiano un immigrato o un figlio di un emigrante all’estero. Ovviamente ha omesso di rilevare il patrimonio di risorse che rappresentano l’immigrazione e la passata emigrazione per l’Italia.

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Lotta alla Leucemia, la solidarietà fra Italia e Venezuela

C’è un ponte di solidarietà fra l’Italia e il Venezuela. E’ stato costruito nel 1999 dall’Associazione per il trapianto di midollo osseo (Atmo). Questo progetto dà l’opportunità ai bambini venezolani malati di leucemia di recarsi in Italia per essere sottoposti gratuitamente a tutte le cure necessarie. La fondatrice dell’Atmo, Mercedes Alvarez, spiega che il tumore delle cellule del sangue è la prima causa di morte dei bambini in Venezuela e che in questo paese, oltre al fatto che il trapianto allogenico non si effettua, i prezzi sono proibitivi (1.000.000 contro i 50.000 in Italia). Quando la cooperazione funziona!

leucemia bimbo

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Ancla, un’associazione al servizio degli italo-latinoamericani in Abruzzo

Tra il 1876 e il 1976 sono emigrati ben 25 milioni e 800 mila italiani in tutto il mondo, 900 mila sono stati accolti dal Venezuela. Oggi uno su tre degli espatriati è tornato in Italia. Più della metà dei giovani venezolani arrivati in Abruzzo nel 2008 è tornato deluso da dove era venuto ancla - associazione nazionale civile dei latinoamericani in abruzzo

CARACAS – L’Associazione nazionale civile Latinoamericani in Abruzzo (Ancla) ha l’obiettivo di “dare sostegno a coloro che oggi arrivano dall’America latina”. Così spiega il vice-presidente di Ancla Pedro Paolucci, nato in Venezuela e poi emigrato in Abruzzo.

La storia si ripete. Ma questa volta il flusso di coloro che attraversano l’oceano rincorrendo un sogno va nel senso contrario.

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L’Italia, da paese dell’integrazione al rifiuto del diverso

integrazione

CARACAS – L’Italia, più di tante altre nazioni europee, è un paese che è frutto di un’integrazione centenaria fra gruppi etnici, linguistici, sociali e culturali diversi che sono giunti e si sono stabiliti nella penisola nel corso degli anni. Cominciamo dalle origini. Prima dell’Impero romano, vi erano i Greci. Continuar leyendo “L’Italia, da paese dell’integrazione al rifiuto del diverso”

“Mistero di Los Roques”, i parenti reclamano giustizia

La procuratrice generale Ortega Díaz ha assicurato martedì alla delegazione italiana che le indagini non si fermeranno fino a quando non si imputeranno delle responsabilità

L'ammiraglio Vitaloni, il familiare di una vittima Manuel Alcalà con i suoi due legali, Riccardo Tropiano, Deborah Napoli e il comandante Mario Pica
L'ammiraglio Vitaloni, il familiare di una vittima Manuel Alcalà con i suoi due legali, Riccardo Tropiano, Deborah Napoli e il comandante Mario Pica

CARACAS – “Siamo venuti per reclamare giustizia”. Così afferma Riccardo Tropiano, il rappresentante legale della coppia di italiani che si trovava sull’aeromobile scomparso nel nulla il 4 gennaio 2008.

Subito dopo l’incontro organizzato dall’Ambasciata d’Italia con la magistratura venezolana, Tropiano, che oltre a legale è cognato di una delle vittime dell’incidente, afferma: “Siamo venuti in Venezuela perché si è chiusa una seconda fase delle indagini. Si pensava di aver avvistato una parte dell’aereo e invece era una roccia. E non è la prima volta che succede”. Affinché non venisse chiuso il caso, sono venuti a far sentire la propria voce i parenti di una delle vittime e gli esperti della Farnesina.

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L’integrazione a tavola

 

CARACAS – “La cucina è sacra nella famiglia italiana. La domenica è il giorno in cui ci si riunisce per condividere il piacere di stare assieme a tavola”. Così Armando Boccaranda spiega l’amore per l’arte culinaria.

Oggi, a 28 anni, è aiuto-cuoco e socio del ristorante “Carpaccio Bar” nel centro commerciale Tolon di Caracas. Ma la passione per la cucina, trasmessa dalla famiglia di origine italiana, la aveva fin da piccolo.

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Storia di una famiglia fra i due continenti

I Taglialatela

CARACAS – Lavorare duro tutta la vita, capacità di rinventarsi e cultura del risparmio. Questa la ricetta di Pasquale Taglialatela, arrivato in nave da Napoli a dodici anni.

“Quella che a quei tempi era l’America per gli italiani, adesso è l’Europa per i venezolani” afferma sicuro della propria massima Pasquale.

La storia della sua famiglia in Venezuela comincia nel lontano ’48 con il viaggio dei genitori alla volta dell’America. Gente che va, gente che viene, gente che rimane. Così sono le storie dell’immigrazione nel susseguirsi delle generazioni.

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In Italia: “classi differenziate” per stranieri, in Venezuela: insegnamento e integrazione

CARACAS – In Italia il partito del Carroccio, parte della maggioranza, ha proposto un emendamento al disegno di legge sulla riforma scolastica in cui si istituiscono delle “classi differenziate” per stranieri. La proposta è stata giustificata dallo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi come “una misura di buon senso” in quanto permetterebbe ai figli degli immigrati “di frequentare delle lezioni separate dagli italiani per imparare meglio la nostra lingua”.

Separare gli studenti madrelingua dagli stranieri rende veramente possibile un migliore apprendimento dell’italiano per i nuovi arrivati? O semplicemente li ghettizza e li rende alunni di ‘serie b’? Il condividere la stessa aula e gli stessi professori fra studenti di nazionalità o di origini diverse non arricchisce forse lo stesso insegnamento nelle scuole e il bagaglio culturale degli alunni?

La Voce d’Italia ha chiesto allora il parere del lettore italiano Valerio Giovetti presso l’Universidad Central de Venezuela e Simón Bolívar e la dottoressa Anna Greco, responsabile didattica presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas.

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Gli italiani della terza età: la cucina, il lavoro e le donne

Parlano i clienti del Cafetín di Chacao e quelli del Gran Café di Sabana grande di Caracas. Raccontano la storia della loro vita dall’arrivo in Venezuela negli anni ’50 fino ai giorni nostri

Gran café di Sabana frande a Caracas
Gran café di Sabana grande a Caracas

CARACAS – “Io sono felice con due peperoni verdi fritti e una patata bollita. Questa è la nostra tradizione: mangiare bene” dice Ernesto sorridendomi in piedi con le mani in tasca. Intorno a lui ci sono gli amici italiani del Cafetín Sucre di Chacao con cui passa tutti i pomeriggi a Caracas da quando è in pensione.

Camicia bianca a quadretti, canottiera della salute, orologio da polso, sguardo pacato: gli italiani del Cafetín chiacchierano, giocano a tresette, bevono un caffè, sorseggiano un bicchiere d’acqua, non fumano quasi. Seduti ai tavolini gialli di plastica sul marciapiede della strada Sucre alle 6 del pomeriggio al tramonto, si lanciano delle occhiate furtive fra di loro prima di decidere se aprirsi e lasciarsi andare.

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