Ricomincia il processo per l’omicidio del leader Guaranì

Il leader guaraní Kaiowá Marcos Veron

SAN PAOLO – Forse i tempi un po’ stanno cambiando. Il processo contro coloro che uccisero il leader guaraní brasiliano Veron sta ripartendo. Il capo indigeno aveva osato opporsi a un ricco allevatore per difendere la propria comunità.

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Coca Colla, la nuova bibita andina

LA PAZ – La Bolivia produrrà una nuova bibita, Coca Colla, prodotta con foglie di coca e altri aromi. D’altronde la masticazione della foglia di coca è una pratica socio-culturale, rituale, millenaria del popoli indigeni andini. “E’ comune – ha detto Evo Morales – a milioni di persone in Bolivia, Peru’, nord dell’Argentina, Cile, Ecuador e Colombia”, e quindi “un diritto delle popolazioni indigene delle Ande”.

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I latifondisti fumigano duecento indigeni

soiaASUNCION – E’ lunga la disputa territoriale fra latifondisti brasiliani e indios del Paraguay. Per far abbandonare le terre agli indigeni, i latifondisti della soia hanno deciso di fumigare 200 di loro da un aereo che ha spruzzato sui campi degli agenti tossici. Il presidente del Paraguay Fernando Lugo ha reagito e si è aperta un’inchiesta.

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Gli indigeni contro una nuova diga in Amazzonia

kayapo-womanSAO PAOLO – Gli indigeni fanno sentire la propria voce. Prima non gli faceva eco nessun media. Oggi grazie anche alla maggior sensibilità dell’opinione pubblica sulla tutela dell’ambiente, protestano e riescono a volte a fermare dei progetti devastatori per la natura, come è successo in Perù. Questa volta sono gli indigeni Kayapò a protestare contro la costruzione di una diga che devierebbe l’80% delle acque del fiume Xingu in Amazzonia.

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Uno su quattro Mapuche è povero

mapuche

SANTIAGO – Uno su quattro Mapuche che abita nella regione di Araucanía, 700 chilometri a sud di Santiago, vive in condizioni di povertà, secondo una ricerca condotta dal Centro per gli studi (CEP). La realtà indigena, ancora spesso, è incompresa e bisfrattata dai governi progressisti dell’America latina.

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Maya, le piramidi usate come casse di risonanza

mayaCANCUN – Oltre alla matematica e all’astronomia, la cultura maya conosceva anche la musica e l’acustica come dimostrano le piramidi. Un gruppo di ricercatori americani guidati dell’istituto tecnologico della Georgia ha scoperto che la piramide di El Castillo, nello Yucatan messicano, funziona come una gigantesca cassa di risonanza. Lo studio ha anche dimostrato che l’altezza e lo spazio tra gli scaloni creano un filtro acustico che enfatizza le frequenze.

Gli indigeni reclamano uno spazio nell’etere

radiodifusion

BUENOS AIRES – Il controllo dell’opinione pubblica argentina è senza dubbio il fondo delle dure lotte necessarie a modificare la legge sulla radiodiffusione, emanata durante la dittatura. Le grandi corporazioni non sono disposte a lasciare il potere che per decenni hanno utilizzato per manipolare la realtà e beneficiarsene. Ma gli indigeni oggi hanno deciso di far sentire la propria voce, dopo secoli di invisibilità imposta dallo stato.

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Sentenza storica contro l’impunità

guateCITTÀ DEL GUATEMALA – E’ stato condannato per la prima volta nella storia del Guatemala un ex militare complice del genocidio maya: l’ex comisionado militar, Felipe Cusanero. Il Tribunale ha inoltre chiaramente affermato la natura permanente del reato di sparizione forzata, che non è previsto dal codice penale. Guatemala ha il primato del numero di desapariciones: oltre 45 mila.

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Un piano per estinguere gli indigeni Awà

awaBOGOTÀ – Sono 28 gli indigeni Awá uccisi presuntamente dai paramilitari e dall’esercito dall’inizio dell’anno in Colombia. Questo paese non dovrebbe essere una delle grandi democrazie dell’America latina? Il relatore speciale dell’Ufficio Onu sui diritti umani dei popoli indigeni, James Anaya, ha dichiarato che la situazione di queste etnie “è grave, critica e profondamente preoccupante”. Continuar leyendo “Un piano per estinguere gli indigeni Awà”

Onu, le terre devono rimanere agli indigeni

JORNADA PERULIMA – Dopo la forte repressione effettuata dalla polizia contro gli indigeni dell’Amazzonia peruviana, la Commissione dell’ Onu Cerd ha raccomandato al governo di non consentire alle compagnie petrolifere lo sfruttamento del sottosuolo. Per la prima volta la voce degli indigeni si è fatta sentire a livello internazionale, costando però la morte di decine di persone. Il governo di Alan García rispetterà il monito e non sottrarrà la terra e le sue risorse ai suoi abitanti per venderla ai colossi del petrolio?

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Si candida l’indagato dell’assassinio di 13 indigeni

pando_leopoldo_fernandez_512_324LA PAZ – Gli sforzi della opposizione per affrontare nelle elezioni di dicembre il presidente Evo Morales hanno avuto oggi un imprevista svolta con la candidatura alla vicepresidenza dell’ex prefetto di Pando, Leopoldo Fernández, in carcere da dieci mesi.

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Continua la repressione contro i Mapuche

di Geraldina Colottimapuche«In Cile, la sitiuazione dei mapuche peggiora, la repressione continua – dice la poetessa Rayen Kvyeh al manifesto –. Nonostante le promesse della presidente Michelle Bachelet, si continua ad applicare la legge antiterrorismo del dittatore Pinochet. Per far condannare in quanto terroristi i mapuche che si battono per il recupero delle proprie terre, vengono prodotte prove inaccessibili alla difesa e testimoni falsi che depongono mascherati, pagati anche 50 milioni di pesos. Spese che figurano nel bilancio della Procura della repubblica». Continuar leyendo “Continua la repressione contro i Mapuche”

Alla volta del magico mondo degli indigeni

Le due passioni della scrittrice italo-venezolana Marisa Vannini, il mondo degli indios e i bambini, si fondono e danno vita al romanzo “El Cháman de los Cunaguaros” recentemente pubblicato dalla casa editrice statale ‘El perro y la rana’. La maestra e professoressa ha percorso il Venezuela visitando le comunità indigene per raccogliere le loro favole e permettere ai venezuelani di riscoprire le proprie radici.

La scrittrice italo-venezolana Marisa Vannini
La scrittrice italo-venezolana Marisa Vannini

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Perù, il primo ministro si dimette e vincono gli indigeni

indigena indios peru

A seguito delle proteste degli indios contro la “legge sulla selva”,  con cui il governo intendeva liberalizzare lo sfruttamento delle risorse naturali della regione amazzonica, il parlamento ha ritirato il decreto in questione

LIMA – Il capo del Consiglio dei Ministri del Perù, Yehude Simon, ha rassegnato le dimissioni martedì scorso, assumendosi il prezzo politico degli scontri avvenuti lo scorso 5 giugno tra gli indigeni della regione amazzonica e le forze della polizia. L’episodio ha causato la morte di 24 poliziotti e di dieci civili.

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Santa Cruz spaccata in due

La battaglia delle autorità locali contro il governo di Evo Morales

Sulla piazza centrale 14 septiembre di Santa Cruz
Sulla piazza centrale 14 septiembre di Santa Cruz

SANTA CRUZ, Bolivia – Per le strade del centro di Santa Cruz si vedono case, bar e locali pubblici con bandiere e insegne verdi con scritto “Autonomia Sì”, ma appena si oltrepassa la terza circonvallazione nella direzione della periferia, scompaiono e sono sostituite dalle scritte verniciate a mano “Evo adempie” alle sue promesse elettorali, “Bolivia cambia”.

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24 maggio 2008: L’umiliazione degli indigeni

L’opposizione e la rivendicazione del trasferimento del potere esecutivo a Sucre

Sucre, BOLIVIA – «Solo perché ho un cognome indigeno mi hanno presa e mi hanno picchiata con un bastone -denuncia la ex-diputata dell’assemblea costituente del Movimento al Socialismo (MAS), Dora Copa Calizaya- mi hanno ripetutamente colpita fino a farmi sanguinare la testa. C’era un uomo che non smetteva di darmi pugni e calci come se io fossi stata armata, ma non gli stavo facendo niente».

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Referendum a Santa Cruz: sconfitta o vittoria dell’opposizione?

Autonomia regionale vs governo centrale

 

Cartina della Bolivia
Cartina della Bolivia

 

A favore di una maggiore autonomia della provincia più ricca della Bolivia non ci sono solo i grandi proprietari terrieri e industriali ma anche parte degli elettori che votarono per il governo progressista di Evo Morales. I risultati del referendum del 4 maggio parlano chiaro: il Tribunale elettorale di Santa Cruz ha dichiarato che, con un terzo di schede scrutinate, il Sì per l’approvazione dello statuto indipendentista ha raggiunto l’85% e l’astensione registrata è stata pari al 36%.

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