Fernandez e Bachelet, donne di potere

Le presidenti di Cile e Argentina, Michelle Bachelet e Cristina Fernandez
Le presidenti di Cile e Argentina, Michelle Bachelet e Cristina Fernandez

Cristina Fernandez e Michelle Bachelet sono le prime due donne presidenti nella storia dell’America latina. Ma sono ancora troppo poche le donne al potere nel mondo. Le presidenti dell’Argentina e del Cile sono state incluse nella lista della rivista Forbes, diffusa ieri, tra le cento donne di potere del mondo all’undicesimo e ventiduesimo posto.

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Brasile, donne all’opera per ridurre la violenza nelle favelas

Il contrasto fra ricchi e poveri
Il contrasto fra ricchi e poveri

Per combattere la criminalità è necessario comprenderne le cause. Considerando che i poveri in media in America latina sono 3 o 4 volte di più dei ricchi, la delinquenza non deriverà forse dal grosso divario fra ricchi e poveri? Succede allora che chi possiede di meno sottrae illecitamente al ricco. Da un lato è vero che il sistema, così come è architettato, non dà la possibilità a molti poveri di uscire dal proprio stato di miseria, dall’altro è vero che uscirne dipende anche molto dalla volontà e tenacia del singolo. I furti e le rapine derivano sicuramente anche da un sistema di valori in vigore nella società, per cui la felicità si raggiunge solo attraverso il consumo di beni. Il governo di Lula ha tentato di sconfiggere la delinquenza istruendo le donne che vivono nelle ‘favelas’. Sono state scelte le donne per la loro sensibilità, la loro capacità di ascolto e la loro capacità di farsi ascoltate senza imporsi. Le donne hanno il compito, secondo il programma, di individuare i giovani a rischio-criminalità e di portarli sulla buona strada offrendogli la possibilità di seguire corsi formativi tecnici.

Barbara Meo Evoli

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Ieri picchiate oggi non più

Parlano le ex utenti della casa Abrigo-Rifugio

CARACAS – Due vite colpite dalla violenza del marito e salvate dalla ‘Casa Abrigo’ diretta da Maria Santini: “Oggi non ho paura di lui, prima ero terrorizzata” afferma calmamente Nancy Siccha, 36 anni, fuoriuscita dalla ‘Casa’ tre anni fa, dopo che vi aveva trovato rifugio per 9 mesi. “Ho 4 figli e vivevamo in casa con lui. Era orribile – dice con un filo di voce – non avevo mai soldi e non potevo far niente. Non ho mai potuto pilotare la barca. Lui faceva di me quello che voleva. Ero abituata a che lui mi dicesse quello che dovevo fare. La mia famiglia è peruviana e ero sola a Caracas. Non sapevo proprio come uscire da quella situazione. Avevo una paura cane”. Continuar leyendo “Ieri picchiate oggi non più”

Gli italiani della terza età: la cucina, il lavoro e le donne

Parlano i clienti del Cafetín di Chacao e quelli del Gran Café di Sabana grande di Caracas. Raccontano la storia della loro vita dall’arrivo in Venezuela negli anni ’50 fino ai giorni nostri

Gran café di Sabana frande a Caracas
Gran café di Sabana grande a Caracas

CARACAS – “Io sono felice con due peperoni verdi fritti e una patata bollita. Questa è la nostra tradizione: mangiare bene” dice Ernesto sorridendomi in piedi con le mani in tasca. Intorno a lui ci sono gli amici italiani del Cafetín Sucre di Chacao con cui passa tutti i pomeriggi a Caracas da quando è in pensione.

Camicia bianca a quadretti, canottiera della salute, orologio da polso, sguardo pacato: gli italiani del Cafetín chiacchierano, giocano a tresette, bevono un caffè, sorseggiano un bicchiere d’acqua, non fumano quasi. Seduti ai tavolini gialli di plastica sul marciapiede della strada Sucre alle 6 del pomeriggio al tramonto, si lanciano delle occhiate furtive fra di loro prima di decidere se aprirsi e lasciarsi andare.

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