Cuba, una nuova rivoluzione nell’istruzione

L’AVANA – Il governo di Cuba ha deciso di rivoluzionare il proprio sistema d’istruzione: diminuire il numero di universitari a favore della formazione di figure professionali tecniche. Nell’isola infatti ben un decimo della popolazione è laureta.

La misura vuole rispondere alle necessità espresse da economia e società: fin’ora si è puntato a fornire una formazione universitaria al maggior numero possibile di persone, causando la diminuzione di mano d’opera e, conseguentemente, una deformazione economica: negli scorsi anni, le aziende hanno visto crescere il personale amministrativo e diminuire la produttività, assieme al numero degli operai.

La riforma, diretta dal ministro dell’Istruzione superiore, Miguel Díaz Canel, sarà incentrata su una riduzione dei posti disponibili nelle università e il reindirizzamento dei giovani cubani verso scuole per la formazione professionale. Canel ha fatto sapere “che lo sforzo che viene fatto nella formazione professionale, si trasformerà più avanti in benefici per la comunità, risolvendone i problemi”.

Il ministro informa che Cuba vive il paradosso di avere più di un milione di laureati (spesso frustrati perchè non trovano impiego nel settore per il quale hanno studiato) e un deficit di 111 mila tecnici specializzati in discipline tecnologico-scientifiche di base.

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