La conferma di Wikileaks: gli studenti uccisi a Sucumbíos non erano delle Farc

WASHINGTON – Secondo un cablo diplomatico rivelato da Wikileaks, gli studenti messicani assassinati dallo Stato colombiano nel bombardamento dell’accampamento delle Farc nel 2008 non appartenevano alla guerriglia. Come al solito la disinformazione impera.

Un cablo diplomatico trasmesso a Washington il 28 marzo del 2008 dall’ambasciata degli Stati Uniti in Messico, e recentemente diffuso in rete da Wikileaks, afferma che Verónica Natalia Velázquez Ramírez, Soren Ulises Avilés Ángeles, Juan González del Castillo e Fernando Franco Delgado, studenti messicani assassinati dallo Stato colombiano nel bombardamento del primo marzo di quell’anno all’accampamento diplomatico del Comandante Raúl Reyes in territorio ecuadoriano, non erano “i contatti” delle FARC in Messico, né avevano ricevuto addestramento militare da parte della guerriglia.

Tali informazioni menzognere, sbandierate dal governo colombiano e smentite in primo luogo dai familiari delle vittime, erano state diffuse dai grandi media messicani, colombiani e statunitensi, nonostante i governi coinvolti sapessero perfettamente che erano prive di qualunque fondamento.

Gli studenti, che portavano avanti una ricerca universitaria sul campo, avevano da poco partecipato a un congresso pubblico organizzato alla Casa della Cultura di Quito; prive di fondamento, dunque, anche le accuse contro Lucía Morett, unica sopravvissuta al bombardamento e tuttora perseguitata dall’Interpol su richiesta dei governi di Colombia ed Ecuador.

Wikileaks rivela, inoltre, che l’informazione secondo la quale nel computer del Comandante Reyes ci sarebbero stati dati relativi ad un presunto carico di droga che la guerriglia avrebbe inviato ad un cartello messicano, era altrettanto falsa.

Come sempre, dopo la gogna mediatica nessuno dei giornali implicati in questa vergognosa operazione di guerra psicologica (con l’evidente scopo di “legittimare” un’azione di guerra completamente illegale, in spregio a tutte le convenzioni internazionali che regolano i conflitti) ha pubblicato smentite di alcun tipo: inesorabilmente, giornali e tv di proprietà della famiglia del presidente Santos pubblicano solo le veline dell’oligarchia, e l’obiettività nell’informazione dei grandi media resta una chimera irraggiungibile.

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