“Gli italiani nel mondo meritano un trattamento dignitoso”

di Barbara Meo Evoli

L'eurodeputato dell'Italia dei Valori Niccolò Rinaldi

CARACAS – Il responsabile Estero dell’Italia dei Valori, Niccolò Rinaldi, assicura: “Se l’Italia avesse investito nelle collettività all’estero, Battisti sarebbe stato estradato”.

“L’Italia dei Valori ha sempre dato un grande valore all’elettorato italiano all’estero”. Così afferma il responsabile del coordinamento estero del partito, Niccolò Rinaldi, sottolineando come l’Idv sia l’unico partito in cui il proprio leader è stato un emigrante. Negli anni ’70, infatti, l’ex-magistrato Antonio Di Pietro ha lavorato come operaio e falegname in Germania.

“L’esperienza dell’emigrazione è un elemento fondamentale dell’identità italiana – dice l’eurodeputato Rinaldi – Le storie degli emigranti nel mondo hanno un valore pedagogico”. A riprova dell’attenzione data al fenomeno migratorio: “Nel 2009 abbiamo creato a Bruxelles una scuola di formazione per giovani italiani – precisa –. Nei tre giorni di lezioni a cui assistono 220 ragazzi vi è una mezza giornata dedicata al tema dell’emigrazione. Relativamente al passato, si tocca il tema delle discriminazioni che soffrivano gli emigranti, delle difficili condizioni in cui vivevano i minatori italiani in Belgio, della tragedia di Marcinelle del 1956 e dei problemi che implicava la lontanza geografica dalla propria terra. Ma si parla anche della posizione attuale dei connazionali all’estero che assistono al degrado dell’immagine dell’Italia”. Inoltre fra i progetti dell’Idv estero in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, vi è la pubblicazione di un libro che conterrà le testimonianze di 30 emigranti sparsi nel mondo. “Questo testo si configura come un atlante dei simboli che rappresentano il Belpaese e sarà presentato – conclude a dimostrazione dell’interesse per le collettività all’estero – alla Festa nazionale dell’Idv a Vasto a settembre, momento in cui si terrà anche un dibattito sull’emigrazione”.

“Gli italiani nel mondo meritano un trattamento dignitoso – sostiene con fermezza – perché hanno aiutato enormemente l’Italia attraverso l’invio decennale di rimesse. Dobbiamo tornare a un livello di spesa accettabile per le collettività all’estero. I tagli degli ultimi due anni sono stati devastanti considerando che, inoltre, non hanno rappresentato delle cifre rilevanti per il bilancio dell’intero paese. Non si può lesinare sui contributi per l’assistenza, la scuola, la lingua, l’associazionismo perché queste misure non sono forme di assistenzialismo, ma iniziative necessarie affinché l’Italia abbia peso nelle relazioni commerciali e politiche – insomma – abbia un ruolo rilevante nel mondo”.

Poi conclude sull’argomento facendo riferimento alla mancata estradizione di Cesare Battisti: “Se avessimo investito nelle collettività all’estero, l’ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo sarebbe stato estradato perché avremmo avuto altri rapporti di forza con il Brasile”.

Rinaldi così illustra le battaglie portate avanti dall’Idv nel 2010 in Parlamento: “Abbiamo fatto il possibile affinché non fossero applicati i tagli alle collettività all’estero, ma poi ha vinto la posizione della maggioranza. Le drastiche riduzioni ai capitoli per gli italiani nel mondo non solo sono un torto storico, ma anche un errore strategico, perché favoriscono una diminuzione delle forme di aggregazione dell’Italia all’estero nell’era della globalizzazione, in cui vi è più bisogno di conservare la propria identità”.

Concretamente “l’Italia dei Valori – continua – è riuscita a bloccare la chiusura dell’Istituto italiano di cultura di Bruxelles e dell’Istituto di commercio estero di Istanbul e a mantenere alta la partecipazione democratica delle comunità nel mondo, in particolare in Europa, organizzando manifestazioni importanti davanti alle Ambasciate per protestare contro la deriva dell’Italia”.

Per quanto riguarda il 2011 il responsabile dell’Idv ed eurodeputato non dipinge un futuro roseo: “Considerando che l’anno scorso sono state approvate solo dieci iniziative di legge su proposta parlamentare, siamo consapevoli che ci troviamo in uno stato di paralisi legislativa e sinceramente non vorrei ingannare gli elettori promettendo di portare a buon fine molte iniziative. Per uscire dallo stallo sono necessarie delle nuove elezioni”.

L’espulsione del deputato eletto in Svizzera Razzi

Il vice-presidente dell’Alleanza dei democratici per l’Europa lancia un appello diretto agli eletti all’estero chiedendo di fare attenzione a non diventare ostaggio del governo. “Sicuramente molti deputati e senatori – afferma – sono oggetto di forti pressioni da parte della maggioranza che sta cercando di acquistare voti necessari a rimanere in piedi”.

Per quanto riguarda la fuoriuscita dall’Idv di Antonio Razzi eletto in Svizzera, Rinaldi commenta: “È stato espulso dal partito perché nel voto di fiducia del 14 dicembre non ha seguito la posizione del gruppo parlamentare a cui apparteneva senza dare giustificazioni politiche. La linea dell’Idv non è cambiata e abbiamo assistito a un autentico volta faccia del deputato. Perciò, anche se non abbiamo le prove, Razzi potrebbe essere stato acquistato dalla maggioranza, anche perché eravamo a conoscenza delle difficoltà economiche in cui versava”.

Poi sottolinea che il cambio di casacca non è un connotato degli eletti all’estero visto che ci sono stati cambiamenti di partito operati sia da politici della maggioranza che del Pd. “È un peccato che ciò accada – conclude – I parlamentari eletti all’estero dovrebbero portare gli esempi migliori dei propri paesi di residenza e non adagiarsi sulla scia della politica dei salotti romani. Nel paese in cui vive Razzi, la Svizzera – puntualizza -, non vi sono episodi di trasformismo”.

Il voto all’estero: una conquista

“I Comites dovrebbero essere ascoltati di più” afferma Niccoló Rinaldi pur ricordando che l’Idv non ha proposto nessuna riforma né del funzionamento né dell’elezione dei membri di questo organismo di rappresentanza degli italiani all’estero. “Il loro lavoro – precisa – non è assolutamente in contraddizione con quello dei parlamentari eletti nel mondo visto che questi ultimi hanno la funzione di dare un contributo alla legislazione italiana”.

Per quanto riguarda il voto, il responsabile Idv nel mondo sostiene che sia più saggio mantenere la legge com’è: “Il riconoscimento dell’esercizio del voto all’estero è stata una grande conquista della normativa in vigore. Oggi non metterei in discussione questa legge per il rischio di tornare indietro. Dobbiamo comunque ammettere – poi puntualizza – che questa disciplina permette il compimento di abusi e frodi elettorali, non sarebbe quindi da scartare la possibilità di modificarla prevedendo il voto nelle sedi consolari invece che per corrispondenza. Anche se – conclude – questo meccanismo penalizza gli elettori dei centri lontani dai Consolati che si vedrebbero obbligati a percorrere centinaia di chilometri per recarsi a votare”.

Forse a breve in Venezuela

“Tra le mete da toccare prima delle prossime elezioni legislative vi è il Venezuela” assicura Rinaldi.

“L’Italia dei Valori è molto presente nei paesi europei – ammette –, ma poco in America latina, dove i circoli attivi si trovano più che altro in Argentina. Considerando che il partito è cresciuto dal 2 all’8 per cento nelle elezioni europee, oggi è necessario fare uno sforzo di radicamento oltreoceano”.

“A riprova del fatto che siamo sempre stati attenti agli italiani nel mondo, alla festa nazionale dell’Idv a Vasto hanno partecipato tanti residenti all’estero – precisa – Durante la visita in Venezuela del 2001 in cui era presente anche Antonio Di Pietro, l’incontro con la collettività di Caracas è stato straodinario – poi conclude -: questa è una dimostrazione della grande popolarità del leader del partito nel paese. Fra i nostri obiettivi vi è quindi l’apertura di un circolo dell’Idv in Venezuela”.

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