Berlusconi a giudizio, lo sconcerto degli italiani nel mondo

di Barbara Meo Evoli

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CARACAS – Le interviste ad alcuni italiani residenti in Venezuela dimostrano che i connazionali nel mondo, sia di destra che di sinistra, si vergognano dell’immagine che Berlusconi dà dell’Italia all’estero.

I rappresentanti della Collettività italiana sono rimasti attoniti dinanzi alla notizia che il gip ha approvato la richiesta di rito immediato per il premier Silvio Berlusconi. Tutti concordano inoltre sul fatto che il presidente del Consiglio dovrebbe essere un esempio per i connazionali dentro e fuori dall’Italia.

Secondo il consigliere del Cgie Michele Coletta il Cavaliere deve semplicemente sottoporsi al giudizio: “Bisogna percorrere il cammino segnato dalle leggi senza cercare di distorcerlo proponendo delle norme ad personam – dice -. Bisogna applicare le regole del codice che prevedono questa tipologia di rito nel processo penale. I giudici devono fare il loro mestiere e rimanere imparziali”.

Anche Jhonny Margiotta, presidente dell’Associazione giovani italo-venezuelani (Agiv), coincide con Coletta sul fatto che, per dare un’opinione su una notizia che reputa “sconcertante”, è necessario attendere l’esito della decisione del collegio giudicante che si riunirà il 6 aprile. “Nel caso in cui Berlusconi venga condannato – afferma -, il che deve ancora succedere, si proporranno il ricorso in appello e in Cassazione. In questi due gradi di giudizio la sentenza potrebbe essere ribaltata (i casi sono numerosissimi), perciò fino a un’eventuale condanna definitiva il cittadino Berlusconi risulta innocente davanti alla legge e può continuare a svolgere il compito che gli è stato affidato dagli elettori – conclude ricordando l’uguaglianza di tutti davanti alla legge – Se il premier è colpevole, è giusto che paghi”.

Il presidente di Villa Pompei, Giorgio Mazzucchelli, in qualità di avvocato, preferisce invece non esprimere un’opinione politica su un’indagine giudiziaria: “Non posso condannare una persona su dei reati solo ipotizzati – spiega -. L’importante è che l’Italia abbia un presidente del Consiglio che svolga il suo ruolo: mandare avanti il paese e agire per tutelare i più deboli”.

Anche il presidente della Casa d’Italia Franco Lualdi reputa giusto non esprimersi né sulla colpevolezza né sull’innocenza del premier, pur ritenendo che dovrebbe essere giudicato per il suo operato come uomo politico e non per la vita privata da “festaiolo”. “In qualità di primo cittadino Berlusconi non dovrebbe esporsi come ha fatto – afferma – Non dovrebbe dare un’immagine di sé così discutibile”. Per quanto riguarda il prossimo futuro Lualdi, non pensa che si andrà alle elezioni anticipate “perché in questo momento non conviene al Pdl. Se i membri del partito continuano a fare quadrato intorno al premier, nel caso in cui cada Berlusconi troveranno un sostituto, altrimenti potrebbe succedere che qualcuno decida di abbandonare il Cavaliere e allora cambierebbero le cose”.

Il presidente del Comites di Maracaibo, Cono Siervo, invece, pensa che sia necessario tornare alle urne. “Osservando le difficoltà in cui sono incorsi molto connazionali umili dopo i tagli disposti per l’assistenza e la sanità all’estero, quanto prima vada via Berlusconi meglio è per gli italiani nel mondo – poi però sottolinea – Dobbiamo aspettare e rispettare la decisione dei giudici. Bisogna ammettere che queste accuse attinenti alla vita privata del premier, anche se forse vere, sono state mosse per un interesse politico. Comunque in qualità di rappresentante dell’Italia, Berlusconi avrebbe dovuto comportarsi in maniera decorosa”.

Come Siervo, anche il presidente di Faiv, Mariano Palazzo, spera che presto si svolgano le elezioni legislative: “È necessaria una svolta – dice -, da tanti mesi il governo è instabile e questo non giova all’Italia”. Poi ammette: “Se il processo contro Berlusconi dovesse proseguire, sarebbe la prova che nel Belpaese vi è una democrazia trasparente in cui non esiste immunità neanche per il presidente del Consiglio. Ciò non toglie che mi senta a disagio davanti alla notizia del premier rinviato a giudizio, quando dovrebbe essere un esempio per gli italiani”.

Pur sottolineando la natura apartitica della Federazione di giovani italo-venezuelani (Fegiv), la presidente, Antonella Pinto, pensa che sia giunto il momento di tornare alle urne per scegliere un nuovo Parlamento: “Tutta la collettività deve esercitare il diritto al voto”. “Berlusconi deve sottoporsi a giudizio e la legge deve applicarsi anche per lui – conclude – Da non dimenticare che, oltre a questa accusa gravissima di prostituzione minorile, ci sono vari procedimenti pendenti per il premier. Il presidente del Consiglio in questo momento non rappresenta un esempio per gli italiani nel mondo e per i giovani: sarebbe meglio che si faccia da parte”.

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