Comites di Córdoba, “Sempre in contatto con la comunità”

BUENOS AIRES – Ci sono Comites che lavorano e Comites che non lavorano.  Non si può fare di tutta l’erba un fascio ovviamente. Penso comunque che per rappresentare una comunità italiana nel mondo una condizione imprescindibile sia parlare l’italiano, altrimenti come si fa a promuovere l’italianità?

“Cerchiamo di portare agli italiani emigrati il sorriso della patria”. Cosí dice in collegamento telefonico il presidente del Comites di Cordoba in Argentina, Rodolfo Borghese, citando una frase degli Scalabriniani.

Fra le attività svolte l’anno scorso, il rappresentante della collettività ricorda l’omaggio ai presidenti della Repubblica argentina di origine italiana Arturo Frondizi (1958-62) e Arturo Umberto Illia (1963-66): “Abbiamo fatto erigere due monumenti per non dimenticare due uomini politici che hanno fatto onore sia all’Italia che all’Argentina e che hanno lasciato un segno indelebile in questo paese”.

Poi prosegue enumerando gli altri monumenti costruiti a Cordoba per rendere omaggio all’Italiano emigrante, a Giuseppe Garibaldi, a Dante Alighieri, a Manuel Belgrano, l’inventore della bandiera argentina di origini italiane. “Nel 1996 – racconta parlando del passato non cosí recente – abbiamo regalato un monumento all’Università di Cordoba e un altro di Guglielmo Marconi è stato eretto nella città di Punta del Este in Uruguay dove lo scienziato si era recato nel 1911 in occasione della nascita della Repubblica Argentina”.

Il presidente del Comites ricorda inoltre le iniziative portate avanti dalle ben 172 associazioni presenti nella circoscrizione di Cordoba che hanno attivamente partecipato ai festeggiamenti per il Centenario della Repubblica argentina (1910-2010).

Borghese afferma laconico in itañol che le problematiche affrontate l’anno scorso sono state le solite: le carenze nell’assistenza economica e sanitaria e i ritardi nelle richieste di cittadinanza. “A dicembre non è stato rinnovato l’accordo con Suisse Medic per la copertura assicurativa dei bisognosi e l’Ospedale italiano di Cordoba, che esiste da 130 anni, essendo una struttura privata, non eroga servizi gratuiti ai connazionali. Per quanto riguarda il sussidio economico del Consolato, sono circa 200 le persone in stato di necessità che lo ricevono ma per il 2011 non è certo che tutti possano usufruirne – poi aggiunge – Tenendo conto degli arretrati nelle domande di cittadinanza, un miglioramento si avvertirà sicuramente a partire da maggio quando verrà attivato dal Consolato un nuovo sistema su appuntamento”.

Oltre alla sede centrale del Comites che si trova nella città di Cordoba (aperta tutti i giorni dalle 9 alle 17), l’organismo, sottolinea Borghese, svolge le sue funzioni appoggiandosi alle associazioni sparse sul territorio e alla rete consolare onoraria: “la nostra circoscrizione è enorme: ha una superficie pari a due volte e mezzo l’Italia”.

All’orizzonte non ci sono progetti concreti per il 2011, ma “il desiderio di continuare in contatto permanente con la comunità” conclude.

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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