Cocaina ed eroina, cresce il consumo fra le donne

Foto e articoli di Barbara Meo Evoli

CARACAS – Per il ‘gentil sesso’ emancipazione vuol dire anche maggior uso e spaccio di droghe pesanti. La violenza domestica spesso segue all’abuso di stupefacenti o alcol. La storia del consumo nascosto fatto dai politici.

Sia in Italia che in Venezuela è alle stelle l’uso della polvere bianca da parte di ragazze ed adulte, ma quanti sono a conoscenza di questo fenomeno? Gli ultimi dati dell’Ufficio nazionale contro la droga (Ona) del Venezuela che si riferiscono al 2007 parlano di un lieve aumento del consumo da parte delle donne, ma chi è a contatto con i tossicodipendenti (medici, psicologi, assistenti sociali) parla invece di una crescita vertiginosa negli ultimi dieci anni. Parallelamente anche gli arresti delle donne coinvolte nel traffico sono aumentati: sono passati da 361 nel 2000 a 988 nel 2008.

In Italia la situazione non è di certo migliore: la relazione al Parlamento del ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero del 2006 ha rilevato un incremento del consumo di cocaina di circa il 50 per cento nelle donne d’età compresa tra i 15 e i 24 anni.

“Per quanto riguarda l’uso di droghe lecite come alcol e tabacco – spiega Hernán Avila, il direttore dei progetti della Ong ‘Alianza para una Venezuela sin drogas’ – le donne oggi hanno pareggiato gli uomini. Le droghe ormai non sono più, come in passato, un problema del genere maschile”.

Il dottor Euribibes Smith, capo del dipartimento di psichiatria dell’Ospedale di Coche, uno dei maggiori di Caracas, conferma l’allarme-donna per l’abuso di stupefacenti:

“Le ragazze e le adulte vedono il problema della propria tossicodipendenza e chiedono aiuto. L’uomo no. In una società maschilista l’uomo non può piangere, né può andare dallo psicologo. Perciò per gli uomini è più difficile uscire dalla droga”.

Il dottor Smith mette in rilievo un dato che parla da solo: “Nove pazienti su dieci che si rivolgono a me per problemi di tossicodipendenza sono donne. Anche per questo, sono molte di meno quelle che ‘sniffano’ oltre i quarant’anni”.

Ma perché sempre più donne, spesso idealizzate come esseri puri, abusano oggi di stupefacenti? In Italia sicuramente il fenomeno si inserisce nel processo di omizzazione della figura femminile, secondo la psicologa clinica e sessuologa, Idhaly Guzman, in Venezuela invece:

“Le donne a volte iniziano per essere accettate dall’uomo e non essere da meno. Oggi hanno molto meno pudore di infrangere i tabù e di fare, per esempio, uso di cocaina pubblicamente. Le donne spesso hanno la responsabilità non solo del proprio lavoro, ma anche della famiglia, mentre invece gli uomini no. La solitudine e il continuo stress porta la donna a far maggior uso di ansiolitici, antidepressivi e sonniferi”.

Guzman tocca un altro tema caldo: la violenza domestica, un fenomeno spesso relazionato con l’abuso di una droga o dell’alcol:

“L’accettazione della violenza e degli stupefacenti nella relazione di coppia deriva, nella maggior parte dei casi, da passate esperienze simili. Spesso, infatti, le donne tossicodipendenti sono state colpevolizzate fin da piccole sia nella famiglia che nella società per non essere nate uomini”.

Il presidente della Fondazione Hombre Nuevo, Raul Bracho conferma lo stretto nesso smascherato dalla psicologa:

“Nove casi su dieci – afferma – delle donne che si rivolgono a un tribunale per violenza di genere sono state picchiate da un uomo che abusava di cocaina, crack o alcol”.

Secondo Humberto Castillo, il presidente della Fondazione Centegrupo che lavora da trentanni nella lotta alla droga a Caracas:

“Sono oggi in media un quinto le donne tossicodipendenti sul numero di uomini, cinque anni fa erano un decimo. Attraverso il processo di emancipazione e di liberalizzazione dei costumi, non solo, le donne hanno accesso più facilmente alle droghe, ma tale uso viene anche meglio accettato dalla società”.

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Droga e politica

Molti sono gli esponenti della politica italiana che negli ultimi anni sono stati coinvolti in inchieste sul traffico di droga. A volte, pare inverosimile, erano stati perfino promotori di campagne per la lotta contro l’uso di stupefacenti. Anche se in molti casi, trattandosi di consumo personale, le indagini sono rimaste senza conseguenze penali per gli interessati.

Così l’ultimo scandalo del deputato della regionale siciliana ed ex senatore dell’Udc, Salvatore Cintola, che acquistava droga e inviava i soldi con l’auto blu. Per Cintola è scattata una segnalazione alla prefettura come assuntore di stupefacenti, invece l’ormai ex segretaria del deputato regionale, Sabrina Di Blasi, 34 anni, è stata arrestata per spaccio.

In Venezuela fino a adesso non vi è stato nessuno scandalo documentato di politici che fanno uso di stupefacenti. Ma il dato sembra sospetto, visto il consumo diffuso nella società di cocaina e la diretta proporzionalità fra possibilità economiche e quantità comprata e assunta. Qui è più facile che in Italia corrompere gli agenti di polizia in cambio del silenzio, in particolare se si è un politico.

Luglio 2002 – L’arresto a Palermo di uno spacciatore, Alessandro Martello, porta ad indagare sulla cessione di cocaina ad alcuni esponenti politici. Martello riferisce di aver fornito la droga al sottosegretario Giuseppe Galati, dell’Udc, ed al senatore a vita Emilio Colombo; mentre non trova conferma il legame fra lo spacciatore ed il vice ministro dell’economia, Gianfranco Micciché. Martello sarà condannato nel 2005 a 10 anni, col rito abbreviato, come organizzatore del traffico.

Ottobre 2006 – Le Iene, trasmissione di Italia 1, tende un tranello ai deputati fuori da Montecitorio. Con la scusa di un’intervista, e di asciugare il sudore, vengono prelevati campioni per il test ‘drug wipe’ di cinquanta parlamentari. Risultato, secondo i curatori del programma: uno su tre sarebbe positivo agli stupefacenti su un campione di 50. Il 10 giugno 2008 la Cassazione ha confermato le condanne ai responsabili del servizio, per aver prelevato abusivamente i campioni per il test.

Luglio 2007 – Cosimo Mele, deputato dell’Udc, finisce nei guai quando una prostituta, con la quale si trova in un albergo, viene colta da malore, forse per l’uso di cocaina. L’accusa di omissione di soccorso viene archiviata, ma Mele, escluso dal gruppo dell’Udc, viene rinviato a giudizio un anno dopo per cessione di stupefacenti.

Ottobre 2009 – Scoppia il caso Marrazzo. Il presidente della giunta regionale del Lazio ammette di essere stato sorpreso in un appartamento in compagnia di un transessuale, così come l’uso occasionale di cocaina. Nell’aprile scorso, la Cassazione ha riconosciuto l’uso personale della cocaina, ed ha confermato le misure cautelari contro i carabinieri accusati di aver teso un’imboscata a Marrazzo a scopo di estorsione.

Febbraio 2010 – Il sottosegretario Carlo Giovanardi, che promuove un test fra i parlamentari per verificare l’uso di sostanze stupefacenti, annuncia che fra i 232 che hanno aderito all’invito c’è un caso di positività alla cocaina. Ma, data la forma anonima del test, il nome resta nascosto allo stesso Giovanardi e all’opinione pubblica.

www.meoevoli.eu

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