L’emancipazione femminile da Mola di Bari a Ciudad Bolívar

CARACAS – Il romanzo “Paseo Orinoco” della molese Fanizza dipinge un pezzo di storia italiana spesso dimenticato dai mass media: l’emigrazione degli anni ’50 in Sudamerica.

Dai vicoli dipinti di bianco di Mola di Bari alle casupole colorate del centro di Ciudad Bolívar negli anni ’60. Il libro di Giovanna Fanizza presentato l’11 giugno in Puglia racconta la storia dall’infanzia alla gioventù di una donna che riesce a liberarsi dai tabù dell’epoca.

Oltre ad essere una testimonianza del percorso di emancipazione della protagonista, “Paseo Orinoco” è uno dei pochi romanzi che parla dell’emigrazione vissuta da tante famiglie non solo pugliesi ma di tutta l’Italia. Il patrigno della bambina che racconta la storia sceglierà infatti proprio il Venezuela per costruirsi una nuova vita ed uscire dalla povertà che attanagliava la Penisola nel dopoguerra.

Al tavolo dei relatori nel Castello Angioino di Mola di Bari, la cittadina in cui ha origine la storia, erano presenti Giovanna Fanizza, Annella Andriani, responsabile del Presidio del Libro e dell’associazione Italo Calvino, Marta Tricarico, componente dell’Associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori (Aiaf), Katia Graziosi, delegata dell’Unione donne in Italia (Udi) di Bologna e Barbara Meo Evoli, giornalista della ‘Voce’ e autrice della fotografia della copertina del romanzo.

“Il romanzo – ha sottolineato la rappresentante dell’Udi – mostra uno spaccato al femminile della Puglia e di Bologna degli anni ’50 e ’60. Fanizza riesce a dipingere in maniera estremamente realistica e coinvolgente la vita delle donne e le convenzioni sociali a cui erano sottoposte: l’ignoranza non scelta, l’onta della gravidanza fuori dal matrimonio, l’obbligo di farsi carico del focolare domestico. Non può mancare la pennellata che raffigura il ’68 che ha simbolizzato per molte una liberazione”.

L’avv. Tricarico, ‘portaStaffetta’ dell’Emilia Romagna della campagna contro la violenza sulle donne dell’Udi, ha ricordato che la protagonista del libro si batte affinché siano riconosciuti i propri diritti rimanendo segnata da ferite indelebili che però non le impediscono di realizzarsi. “Il cammino erto intrapreso dalle due figure centrali del romanzo rappresenta un insegnamento per le donne di oggi.  Negli ultimi anni infatti – ha evidenziato – è aumentata la precarietà nel lavoro e la disoccupazione femminile più di quella maschile”.

Meo Evoli ha reso pubblico l’impegno di occuparsi della diffusione del romanzo in Venezuela, concentrando il suo intervendo sulla fase del libro qui ambientata. “I mass media tacciono sulla storia dell’emigrazione italiana, poche sono state le parole espresse sui problemi, i successi e l’integrazione con le comunità locali dei connazionali all’estero. ‘Paseo Orinoco’ ridà dignità a questi uomini e queste donne che solo 50 anni fa abbandonarono il proprio paese alla ricerca di un futuro migliore”.

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