Frattini incontra la collettività italiana a Caracas

Il ministro degli Esteri Frattini e l'Ambasciatore MaccottaCARACAS – Toccata e fuga del ministro degli Esteri Frattini in Venezuela. Giovedì nell’incontro con la Collettività italiana il titolare della Farnesina ha ascoltato le problematiche dei connazionali per trovare delle soluzioni o per adempiere a una pura formalità? La sua visita ha comunque raggiunto un obiettivo: sbloccare il debito di 1 miliardo e 200 euro del governo venezuelano con le multinazionali italiane presenti sul territorio. Sono stati inoltre firmati 6 accordi di cooperazione.

Fra i rappresentanti della collettività italiana presenti all’incontro con il ministro degli Esteri Frattini c’è chi reputa la visita decisamente positiva per gli italiani del Venezuela e c’è chi si domanda perplesso come verranno concretizzati i tanti bei propositi espressi.

La presidente dell’Associazione degli Abruzzesi e molisani nel mondo, Tina di Battista, considera che la riunione di giovedì è stata un importante passo nell’avvicinamento dell’Italia alla nostra comunità:

“Il ministro si è dimostrato sensibile e ricettivo dinanzi ai problemi degli italo-venezolani ed aperto a fare il possibile per intercedere dinanzi al presidente Chávez”.

In sintonia con di Battista, la scrittrice Marisa Vannini pone però l’accento sulle discriminazioni che soffrono i giovani italo-venezolani che non sono in possesso della cittadinanza italiana:

“Questo può succedere perché sono nati nel momento in cui il genitore aveva dovuto rinunciare alla cittadinanza. Adesso quindi questi figli di emigrati italiani non hanno accesso alle facilitazioni e benefici disposti dal governo italiano”.

Anche secondo il presidente della Casa d’Italia di Maracay Mariano Palazzo, deputato a chiedere tutela in un caso specifico di esproprio, l’incontro con Frattini è stato positivo:

“È stata una riunione più che altro informativa e un’occasione per far presente l’espropriazione della ‘Beneficiadora industrial Guigue’ della famiglia Santone”.

Giorgio Mazzucchelli, il presidente della A.C. Cristoforo Colombo, ha invece voluto criticare l’impostazione del rapporto fra il governo e la collettività. Ha spiegato questo concetto con un semplice gesto: la consegna a Frattini di una pagina del quotidiano La Voce d’Italia del 2004 in cui si annuncia l’apertura di un sito internet che avrebbe dovuto facilitare la comunicazione fra gli italiani del Venezuela e la Farnesina.

Dopo aver sottolineato che la visita del ministro rappresenta sicuramente una legittimazione della funzione degli italiani all’estero, Michele Coletta, membro del Cgie, ha affermato:

“A volte vi è stata divaricazione tra le parole ed i fatti. Speriamo che questo non riaccadi”. Ha chiesto inoltre il ripristino dei fondi per i giornali all’estero che “sono i veri difensori della Collettività”.

Anche Rosita di Geronimo, membro del Comites e della Fondazione Oasis, si è chiesta se i discorsi di ieri verranno concretizzati ed ha portato come esempio il progetto dell’ospedale degli italiani mai costruito:

“I fondi erano stati canalizzati e vi era l’ok di Chávez e dell’allora ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia, ma al momento di costruire gli italiani si sono tirati indietro”.

Il presidente dell’Agiv Jhonny Margiotta spera che questa volta le richieste dei ragazzi italo-venezolani vengano accolte. Già durante la conferenza dei Giovani a Roma nel 2008 aveva incontrato il ministro degli Esteri ed espresso le sue preoccupazioni.

“Molti ragazzi italo-venezolani hanno il desiderio di emigrare in Italia, per questo chiediamo al governo di facilitare l’assegnazione di borse di studio, avviare la procedura per il riconoscimento dei titoli di studio e principalmente non essere riluttanti a concedere la cittadinanza ai discendenti fino alla quarta generazione. Spesso il governo su questo tema fa orecchie da mercante”.

C’è chi, invece di fare richieste, si pone la domanda dello scopo al di là delle apparenze di questa riunione.

“Il ritardo del governo nel pagamento alle grandi multinazionali – ha detto uno dei presenti alla riunione che vuole rimanere anonimo – è ricaduto sulle sub-contrattiste, ossia le piccole e medie imprese italiane e non. Ieri finalmente dopo l’arrivo di Frattini il presidente Chávez ha disposto il rimborso. Questa è una delle finalità della visita, mentre i rappresentanti della comunità italiana rimangono oggetti di decoro”.

 

Barbara Meo Evoli


Frattini alla Collettività “Conosco i vostri problemi”

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini – a Caracas per chiudere i lavori della II Commissione mista Italo-venezolana – ha incontrato giovedì mattina i rappresentanti della nostra Collettività. Un meeting necessario per rispondere alle perplessità degli italiani in Venezuela riguardo a tematiche delicate quali: sequestri, espropri ed occupazioni, tagli all’assistenza diretta, sistema pensionistico.

La riunione ha avuto luogo nella Sala Rio Ocamo dell’Hotel Gran Meliá di Caracas. Sul palco, accanto al ministro, l’Ambasciatore d’Italia in Venezuela, Luigi Maccotta, il Console generale di Caracas, Giovanni Davoli e l’Ambasciatore Pasquale Terracciano. In platea i rappresentanti del C.G.I.E ed alcuni membri dei Comites di Caracas, Puerto Ordaz e Maracaibo, insieme ad esponenti dei Patronati e delle Associazioni Civili e Regionali del territorio. Una parte ristretta della comunità italiana, ospitata ad invito.

Ad aprire l’incontro è stato l’Ambasciatore Maccotta, che ha sottolineato la sensibilità del ministro alle problematiche della Collettività. Il diplomatico ha poi passato la parola all’on. Frattini che, aprendo il suo intervento, ha affermato: – Conosco bene i vostri problemi. E sono qui per dare vere risposte, non indicazione generiche. Il ministro non ha risparmiato parole di elogio per le modalità con cui gli italiani hanno saputo inserirsi all’interno della società venezolana.

– Apprezzo il lavoro della Collettività – ha detto il ministro – che ha dato e dà ancora oggi un contributo essenziale allo sviluppo di un Paese amico quale il Venezuela, con cui come italiani siamo legati da vincoli antichi. Il vostro impegno fa onore all’Italia. Vi ringrazio – ha proseguito – per tenere vivo il senso di appartenenza ad una comunità apprezzata e stimata, perfettamente integrata e riconosciuta dalle Autorità per la sua serietà ed il suo spirito costruttivo.

Nel corso dell’incontro ha anche affermato: – L’Italia vi è vicina e vuole continuare a parlare con voi.

Problemi

Dopo le parole di saluto iniziali, l’attenzione si è focalizzata sulle preoccupazioni che turbano la Comunità italiana.

Il primo tema trattato è stato quello relativo alla piaga dei sequestri di persona. A questo proposito, il ministro ha sottolineato che fino ad oggi l’unico Governo ad agire concretamente nel territorio latinoamericano è stato quello italiano. Ha menzionato quindi l’invio dell’Esperto nazionale Anti-sequestro che “sta svolgendo un buonissimo lavoro” e il Corso di formazione offerto al Corpo di Polizia venezolano.

– I risultati sono ottimi – ha dichiarato il ministro – e quindi molto probabilmente oggi confermeremo la presenza dell’esperto e proporremo alle autorità venezolane un nuovo Corso di formazione. Il tutto – ha specificato – inserito in un quadro di cooperazione più ampio per la lotta al crimine organizzato.

Dopo la sicurezza personale, si è parlato della sicurezza delle proprietà, secondo gli italo-venezolani messe in pericolo dagli espropri decisi dal Governo e dalle invasioni. “Provvedimenti in alcuni casi criticabili”, ha opinato cautamente Frattini.

Il ministro ha ricordato ai presenti l’azione di sensibilizzazione svolta dalla Delegazione presente a Caracas nei confronti delle autorità venezolane. Inoltre, ha annunciato per il pomeriggio un incontro tra l’Instituto Nacional de Tierras ed i rappresentanti delle famiglie italiane vittime di espropri ed invasioni.

– L’ascolto di testimonianze dirette e dettagliate – secondo il ministro – porterà certamente ad un chiarimento. L’obiettivo – ha dichiarato – è garantire indennizzi effettivi, equi e tempestivi.

L’on. Frattini ha poi espresso la speranza di firmare presto un accordo bilaterale con il Venezuela per quanto riguarda il riconoscimento della patente di guida italiana.

– Le pratiche sono già state avviate – ha assicurato – e lo staff del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli sta già analizzando una proposta di accordo. In un incontro come quello di ieri, non poteva certo mancare il tema delicato dell’assistenza alle famiglie indigenti.

Il funzionario ha menzionato le cifre relative ai “drastici tagli” della Finanziaria, inevitabile conseguenza della crisi che dilaga in Europa: un meno 27 per cento dei fondi destinati all’assistenza diretta. Malgrado i tagli, però, il ministro ha sottolineato che solo nel 2010 sono stati stanziati 300 mila euro, cui si aggiungono i 630 mila euro per l’assistenza sanitaria.

Frattini ha dichiarato di sperare in un “seppur limitato” recupero dei fondi, precisando che in quel caso “ il Venezuela sarebbe tra i primi Paesi a beneficiarne”. Nota positiva le cifre relative ai finanziamenti destinati alla Promozione della lingua e della cultura italiana, che aumentano di un 5 per cento, pari a 400 mila euro.

Buone notizie anche per quanto riguarda la rete consolare. Il ministro ha dichiarato di aver ottenuto l’execuator per i Viceconsoli onorari di Puerto La Cruz, Barquisimeto e Valencia, mentre arriverà a breve quello relativo a Ciudad Bolívar. Per quanto concerne la creazione di un terzo Consolato in territorio venezolano, Frattini ha dichiarato: – A tutt’oggi non ci sono le condizioni economiche per un Consolato di prima classe. Posso però garantire che, se ci saranno fondi disponibili ricavati dalla ristrutturazione della rete consolare mondiale, il Venezuela sarà tra i primi a goderne.

Parla la Collettività

Il ministro Frattini ha dimostrato grande disponibilità di ascolto. Anche se era in programma il discorso di un solo rappresentante, anche altri connazionali hanno potuto parlare direttamente con il funzionario. Michele Coletta, del C.G.I.E, ha preferito consegnare personalmente una lettera.

Il primo a prendere parola è stato il presidente del C.G.I.E., Ugo Di Martino, con una serie di richieste relative a tematiche già affrontate dal ministro. Eccezion fatta per il problema relativo all’insufficienza di valuta pregiata per le imprese e all’irrispettato accordo in materia pensionistica.

Ha proseguito Johnny Margiotta, presidente di AGIV, con un discorso relativo ai problemi dei giovani italo-venezolani e subito dopo Emilio Lanzilli, presidente dell’Associazione Campani dello Zulia. Come padre di un ragazzo sequestrato da paramilitari, Lanzilli ha ringraziato il ministro per l’attenzione riservata a tematiche delicate quali, appunto, il sequestro di persona.

Marisa Vannini, dell’A.C. Emilia Romagna del Venezuela, ha infine parlato delle conseguenze della perdita della nazionalità italiana, che non può essere trasmessa ai figli anche se riacquistata.

La mano del Presidente

Come già nel corso della giornata di giovedì, il ministro Franco Frattini ha espresso grande apprezzamento per la decisione del Presidente della Republica, Hugo Chávez, di sbloccare i fondi destinati alle imprese italine. Ossia, effettuare in due tranche il pagamento dei crediti arretrati che ammontano ad 1 miliardo e 200 milioni di dollari.

– Per il 2010 il debito è colmato – ha affermato il funzionario – ma nel 2011 dovremo trovare nuove forme di pagamento per far sì che l’Italia mantenga gli appalti.

L’Ambasciatore Luigi Maccotta, a questo proposito, ha dichiarato soddisfazione. – La visita del ministro Frattini ha già sbloccato tante cose e gli effetti dureranno per molto tempo.

Monica Vistali


Al via la cooperazione fra Italia e Venezuela

Frattini, al termine dell’incontro con il presidente Chavez è partito per Panama, ultima tappa della sua missione americana.La firma degli accordi di cooperazione Italia-Venezuela hanno riguardato il settore delle infrastrutture, le risorse idriche, la sanità e l’educazione. Frattini ha sottolineato che “ci sono altri interventi infrastrutturali che dobbiamo portare a termine per i quali dobbiamo trovare forme di finanziamento compatibili con la crisi economica”.

Nel corso dell’incontro con il Ministro Frattini, il presidente Chavez ha auspicato che il Venezuela possa diventare il paese che dà idrocarburi all’Italia e all’Europa . Un lavoro già avviato con l’Italia, con l’Eni che “cominciato ad operare nel nostro paese sia con il gas che con il petrolio”. L’accordo permette di produrre trentamila barili al giorno, ma Chavez assicura che in poco tempo potranno salire a “50mila al giorno”.

Dopo aver ricevuto la lettera segreta di Berlusconi, il presidente venezuelano ha concluso l’incontro con un “Viva l’Italia” sottolineando gli antichi legami di amicizia fra i due paesi nella speranza che l’alleanza si consolidi sempre più.

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