Ad un anno dal terremoto, “Il coraggio della speranza”

CARACAS – Ad un anno dal terremoto, il centro storico dell’Aquila giace sotto le macerie. Ricordare nella speranza che cominci una pronta ricostruzione. Questo l’obiettivo della mostra fotografica multimediale che si inaugura oggi presso il Centro Italo-venezolano di Caracas.

L’Aquila, città d’arte piena di vita. La scossa delle 3:32 nella notte del 6 aprile. Le grida e la disperazione della gente. Queste sono alcune immagini del video che sarà proiettato all’inizio della mostra “Il coraggio della speranza” oggi alle 19:30.

Poi un cavo con un cartello che dice “Proibito”. Dei caschi rossi per ripararsi dalle possibili cadute. Tanti parallelepipedi appesi al soffitto con le foto scattate da quindici fotografi abruzzesi qualche secondo dopo il sisma e a sei mesi dal disastro.

La mostra, sorta da un’idea del presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Nazario Pagano, è promossa oltre che dal Civ, dalla Fondazione Abruzzo solidale, l’Associazione abruzzesi e molisani nel mondo, il Gruppo dei 15, il quotidiano online Abruzzo24ore e la ‘Voce’.

L’obiettivo della mostra, secondo il presidente di Abruzzo solidale Amadeo Di Lodovico e la presidente di Abrumolven Tina di Battista, è non far dimenticare la tragedia e ricordare la solidarietà della gente con coloro che sono stati colpiti dal sisma.

“Ho visto il disastro con i miei occhi – afferma Di Lodovico -. Attraverso la raccolta di fondi siamo riusciti a far costruire un centro civico nel paesino di Villa Sant’Angelo. Oggi, anche se dall’altra parte dell’oceano, non possiamo perdere il ricordo di ciò che è avvenuto”.

“La solidarietà è fatti di atti, non di parole, – sostiene di Battista – e rompe le barriere del regionalismo. Le persone che hanno collaborato con donazioni ed organizzato delle attività di beneficienza a favore della popolazione colpita dal sisma provenivano da tutte le regioni d’Italia. Il terremoto ha toccato tutti. La mostra, quindi, vuole rinnovare i sentimenti di italianità”.

Il direttore della ‘Voce’ Mauro Bafile e l’editore di Abruzzo24ore Gianfranco di Giacomantonio denunciano la mancata ricostruzione del centro storico dell’Aquila e quindi la morte dell’attività economica della città.

“Da un lato, la mostra – spiega di Giacomantonio – vuole portare a una presa di coscienza della devastazione non solo fisica ma anche morale subita dalla gente. Il terremoto ha spazzato via la storia delle persone che non potranno mai più recuperare ciò che hanno perso. Dall’altro, l’esposizione lancia un appello affinché la popolazione si riappropri della città. Anche se ancora oggi l’Aquila è chiusa, ci auguriamo che presto cominci una ricostruzione”.

“Urge un vero e proprio restauro – conclude il direttore del nostro quotidiano – di una città storica come l’Aquila. È fondamentale ridare gli spazi pubblici alla popolazione ed in particolare ai giovani. La speranza è ancora viva. Ma se non si riapre il centro storico, l’Aquila muore”.

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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