L’esposizione che risveglia la memoria storica

CARACAS – Rispolverare la memoria collettiva serve sempre. Il pittore Umberto Pepe mostra la vulnerabilità dell’essere umano attraverso le immagini dei drammi della nostra storia recente.

L’esposizione di Pepe, intitolata “Tempi eroici”, ubicata presso la galleria Oficina # 1 nel Centro d’Arte Los Galpones a Caracas, termina proprio questa domenica.

“Incidenti affascinanti, catastrofi naturali, immagini della guerra – spiega Pepe – risvegliano la coscienza collettiva riproducendo quei momenti drammatici che spesso sono stati dimenticati troppo velocemente”.

La tranquillità di Pepe, madre abruzzese e padre campano, contrasta con i suoi quadri. Pensieroso seduto su una sedie semplice nella galleria fa allora un parallelo storico:

“Mentre nel Medioevo dipingevano fatalità della natura per spiegare il rapporto fra Dio, l’Uomo e il Male, io riproduco sia momenti che hanno fatto cambiare il mondo come la caduta delle Torri gemelle, sia incidenti contro cui è difficile battersi come gli incendi sull’Avila, sia sceneggiature tristemente possibili nella nostra epoca come l’attacco alla Tour Eiffel, al Big Beng o al Vaticano”.

Le immagini di “Tempi eroici” sono state trovate su internet, lo strumento più democratico di accesso alla conoscenza. Perciò hanno la dimensione del monitor del computer.

La tecnica scelta è olio su legno. Sono state inoltre predilette dal pittore, che ha svolto numerose esposizione individuali e collettive, le sequenze di quadri che riproducono un avvenimento nel tempo:

“Faccio scorrere in maniera lenta l’olio sulla tavola, che infatti impiega due giorni ad asciugarsi. Questa tecnica dà al pubblico l’impressione del movimento”.

L’artista che ha studiato sia all’Universidad central de Venezuela sia al Politecnico di Torino sia all’Istituto universitario Armando Reverón, ha una passione per il volo. Per questo la presenza ripetuta dei velivoli e la sequenza di quadri dell’aereo che cade in picchiata e si schianta al suolo: l’opera preferita dall’autore.

“L’eroe fallisce e si avvicina alla condizione di essere umano”.

Sostenitore dell’idea che “l’ispirazione viene dipingendo”, Pepe preferisce il bianco e nero:

“La memoria storica non ha colori ed è spesso sfocata. I miei dipinti sono come delle foto d’epoca di archivio fatte per colpire l’inconscio”.

L’opera dell’esposizione più osservata dal pubblico è sicuramente ‘La calavera’. La sequenza rappresenta l’uomo, di cui si intravedono solo gli occhi inespressivi fissi nel vuoto, con una maschera a gas, l’utensile che simboleggia la guerra e la distruzione, infine il cranio solitario dell’uomo su sfondo nero.

“La gente – conclude l’artista – si vede riflessa nella sequenza: in bilico fra un passato troppo spesso dimenticato e un futuro molto incerto”.

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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