È in costruzione la nuova associazione di giovani italo-venezuelani

CARACAS – Questa sarà democratica? o sarà come la maggior parte delle associazioni italiane che sono composte dall’elite dei potenti della collettività o dai loro figli e nipoti? Coloro che integrano queste associazioni si arrogano il diritto di decidere su tematiche importanti (il voto all’estero, la scuola, l’assistenza) e mostrano un immagine fittizia degli italo-venezuelani, pavoneggiandosi di rappresentare ‘tutta’ la comunità italiana. Quando invece rappresentano solo se stessi, pur ricevendo finanziamenti pubblici.

E’ nata una nuova associazione italiana. Questa volta fatta di giovani. La sua finalità è tenere alta la bandiera dell’immigrazione in Venezuela.

La Federazione dei giovani italo-venezuelani (Fegiv) ha tenuto la seconda riunione sabato scorso presso il Centro Italiano-venezolano (Civ) di Valencia, dopo il primo incontro svoltosi presso la Casa d’Italia di Maracay (Cim) lo scorso 27 febbraio. La Fegiv si trova infatti ancora in processo di costituzione e a breve dovrebbe registrarsi come associazione civile.

“Vogliamo promuovere le relazioni fra l’Italia e i giovani italo-venezolani – spiega Antonella Pinto, la presidente provvisoria, 22 anni –. L’obiettivo è far integrare la gioventù italiana, farla sentire parte della numerosa collettività qui presente e cercare di conservare la memoria storica dell’italianità”.

Per adesso i membri attivi sono trenta, tutti con un’età compresa fra i 18 e i 35 anni. La maggior parte sono studenti universitari di psicologia, ingegneria, architettura, giurisprudenza e medicina, ma vi è chi lavora, o lavora e studia. I ragazzi provengono per adesso dalle città di Guanare, Barquisimeto, Maracay e Valencia e appartengono all’associazione Abruzzesi e molisani, Campana, delle Marche, Laziale ed alla Federazione degli abruzzesi.

“L’idea è organizzare attività culturali, sportive, ricreative – prosegue con entusiamo Pinto, studente di giurisprudenza – che uniscano la gioventù italo-venezolana di tutto il paese. Altri obiettivi della Fegiv sono sia promuovere la creazione di nuove associazioni o comité di ragazzi, sia coordinare i convegni dei giovani italiani nel mondo a livello nazionale ed internazionale”.

È noto a tutti che le associazioni regionali italiane nate a seguito della grande emigrazione del secondo dopoguerra sono composte nella gran maggior parte da persone di mezza o terza età. L’iniziativa vuole contrarrestare questo fenomeno.

“Il filo diretto fra l’Italia e il Venezuela sono le associazioni – afferma sicura di quello che dice Pinto – e spesso i ragazzi rimangono apatici dinanzi alle manifestazioni organizzate da queste. Vogliamo invece che gli impulsi a creare e fare vengano dagli stessi giovani”.

La Fegiv non ha ricevuto nessun finanziamento pubblico né privato, è sorta così: dalla voglia di fare di un gruppo di ragazzi già attivi nella nostra comunità. E fino ad ora ha potuto contare con il sostegno della Faiv, del Cim di Maracay, del Civ di Valencia e della Cavenit dello stato Carabobo.

Contemporaneamente al percorso di formazione della Fegiv, è nata l’Associazione Giovani italo venezuelani (Agiv) registrata a febbraio. I membri del gruppo sono stati ricevuti il 9 del mese scorso presso l’Ambasciata d’Italia. “La Fegiv – dice Pinto – ha l’intenzione di lavorare in stretta collaborazione con l’Agiv”.

Pinto fa un appello allora a tutti i giovani italo-venezolani già involucrati in un’associazione, comité o istituzione italiana in Venezuela a farsi vivi per partecipare al progetto in itinere. La prossima riunione è fissata per il primo maggio a Barquisimeto e la seguente sarà a Caracas.

“Tutti gli incarichi della giunta direttiva attuale – conclude Pinto – sono provvisori. Quando la Fegiv si registrerà, indirremo delle elezioni per dare la possibilità a tutti i giovani italo-venezolani di essere eletti democraticamente”.

La Federazione apre le porte alla collaborazione di tutti. Non chiuderà le porte in caso di una riunione.

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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