Recuperare il passato e reinventare il futuro

CARACAS – Ugo Jezzi, giornalista e presidente del Centro studi Aics, ha presentato a Caracas e Maracay la XXII versione del Calendario astrologico in dialetto abruzzese. Ma quante persone ancora oggi parlano l’abruzzese e quante sanno leggerlo? I figli degli emigranti italiani parlano poco perfino l’italiano. L’inziativa è stata promossa dall’ass. Abrumolven e patrocinata dal Comune di Chieti, la Provincia di Chieti e la regione Abruzzo.

Recuperare il passato e reinventare il futuro. Questo il motto del Centro studi Aics ‘D. Spezioli’ diretto da Ugo Jezzi e concretizzato nel Calendario astrologico abruzzese presentato venerdì per la prima volta in Venezuela.

L’ideatore dell’originale calendario, Jezzi, ha parlato delle origini e delle caratteristiche del ‘Lunarjie di Cchjiete’ sia presso il Centro Italiano-venezolano di Caracas (Civ) sia, il sabato, presso la Casa d’Italia di Maracay (Cim).

L’iniziativa promosssa dall’associazione Abruzzesi e molisani nel mondo, patrocinata dal Comune di Chieti, la Provincia di Chieti e la regione Abruzzo, ha l’obiettivo di portare alla collettività italiana un assaggio delle proprie radici. Gli anziani arbuzzesi infatti parlano ancora il dialetto, ma i giovani italo-venezolani no: per loro sarà allora una riscoperta. Il ricavato delle vendite dei calendari sarà donato alla Chiesa N.S. di Pompei per il pranzo di San Gabriele del 7 marzo.

Il Lunario è stato già presentato a New York, a Bruxelles e in Lussemburgo, oltre che in varie regioni d’Italia, ma questa è la prima volta in America latina. “L’aspirazione è che nei prossimi anni il Calendario continui ad arrivare in Venezuela e sopratutto ad essere usato nelle case” ha detto Jezzi.

Dopo le prime parole della presidente dell’ass. Tina di Battista, Jezzi, giornalista italiano, ha elencato teatralmente gli ‘ingredienti’ che compongono il ‘Lunarjie’:

“Innanzitutto la convivialità perché è un testo da godersi in compagnia o in famiglia; la tipicità perché è uno strumento per ricordare le tradizioni dell’Abruzzo; le potenzialità di elisir di lunga vita poiché contiene tutte le informazioni sui vitigni autoctoni conosciuti per rendere longevi e vittoriosi; la creatività grazie alle sue eccezionali tavole e il peperoncino che consiste nell’ironia, ovvero il sale della vita”.

Jezzi con il suo caratteristico humor racconta poi la nascita del Calendario:

“Trenta anni fa, quando è stato creato l’ente di promozione culturale Aics, non era conosciuta la satira. Abbiamo allora deciso di interessarci alle tradizioni facendo sempre dell’ironia, così sono sorti il primo Festival del peperoncino e, 22 anni fa, il primo Lunarjie di Cchjiete, uno dei pochi in dialetto nella penisola”.

I testi del Calendario di Mario D’Alessandro e i disegni del famoso vignettista del Messaggero Gianfranco Tartaglia, alias Passepartout, si rinnovano ogni anno secondo l’argomento scelto da Jezzi.

“Il tema del 2010 è il vino autoctono e l’anno prossimo saranno i piatti tipici abruzzezi. Gennaio sarà dedicato agli immancabili spaghetti alla chitarra”.

Il venerdì, al termine del discorso dell’ideatore è intervenuto il vicepresidente del Civ, Michele Castelli, evidenziando come queste iniziative siano necessarie perché, mostrando uno spaccato della cultura italiana popolare, sono uno strumento per trasmettere le nostre tradizioni alle nuove generazioni.

Pierluigi Spiezia, giornalista e presidente dell’Aics America latina, ha parlato degli obiettivi dell’associazione recentemente fondata:

“Da un lato dare dei servizi ai nuovi emigranti italo-latinoamericani nella penisola e dall’alro promuovere attività culturali per gli emigranti italiani in America latina”.

Il presidente della fondazione Abruzzo solidale, Amadeo di Lodovico, ha auspicato che il dialetto continui a essere parlato e sua moglie Anna Taraschi ha declamato vari proverbi, indovinelli, storielle e ricette del Calendario in abruzzese. Anche Francesco Michelangelo, l’ex-presidente della Federaizone delle associazioni abruzzesi in Venezuela, si è cimentato con il dialetto recitando una lunga poesia sulla regione d’origine.

Dovrebbe essere normale un clima di collaborazione e amicizia fra associazioni regionali in Venezuela. Così è stato dimostrato dalla riunione presso il Civ per la presentazione del Calendario in cui erano presenti sia Abrumolven che la Federazione.

Dopo aver ricoradato che la divisione fra Abruzzo e Molise è stata imposta per ragioni politiche, Jezzi ha concluso:

“L’anno prossimo l’estroso Lunario di Chieti si chiamerà Calendarie astrologgiche Abbruzzese e Molisane”.

 Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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