“La Dama Rota” e il vuoto esistenziale

CARACAS – I vestiti nascondono il vuoto esistenziale che le persone portano dentro di sé. La coreografa Caterina Sagna ha voluto così creare un personaggio cangiante, “La dama rota”, che nascesse e morisse continuamente a seconda del mondo esterno. La prima dello spettacolo, co-organizzato dall’Istituto italiano di cultura con la compagnia Rio Teatro Caribe, è stata presentata al Celarg venerdì sera.

L’opera, creata e interpretata da Sagna, era stata presentata per la prima volta in Francia nel 2000 e, grazie al grande successo riscosso, aveva poi girato in altri quattro paesi europei. Oggi arriva oltreoceano per la prima volta.

“La signora”, protagonista dell’opera, viene vestita e svestita da due servi che, a seconda dell’abito e della musica prescelta, decidono come sarà il suo umore. La “Dama” si trasforma interiormente ed esternamente di scena in scena: dall’indossare un abito elegante mentre si muove con pose sensuali su una sedia, al vestito lungo mentre sorseggia lo ‘spritz’, passa alla tenuta eclettica in gonna arancione quando si mette in verticale sulla testa o fa aerobica diretta da un megafono. Immancabili la gran serata di gala con champagne e cappelletti colorati e una protagonista entusiasta della propria apparenza e la fine melancolica della festa.

“Gli inservienti – spiega la coreografa – costruiscono un vestito diverso per la signora per ogni occasione della vita. L’apparenza è scelta da fuori e la protagonista diventa qualcuno grazie alla montatura esterna. Il suo esistere in una solitudine assoluta dipende dal vestito che indossa”.

Durante tutto lo spettacolo di teatro-danza, accompagnato da una serie di musiche che vanno dall’elettronica di Chemiclas Brothers al jazz di Django Reinhardt, vi è una spiccata e permanente ironia sulla condizione dell’essere umano: “L’umorismo è forte ma non si trasforma mai in parodia”.

“I due uomini vestono la ‘signora’ in maniera che arrivi al massimo della sua sensualità – puntualizza Sagna -. Nell’opera è anche presente una carica erotica che però non si concretizza mai in un incontro con l’altro sesso”.

La coreografa italiana è stata un mese a Caracas per riallestire l’opera intepretata magistralmente al Celarg da Talia Falconi, Delbis Cardona e Francisco Denis.

“L’interprete deve essere se stesso, deve sapere ascoltarsi – spiega Sagna che all’età di 4 anni già inventava coreografie -. Dopo aver creato il personaggio, ho spiegato agli attori come viverlo e tutti e tre lo hanno interpretato a modo loro. Senza nulla togliere all’utilità della tecnica in uno spettacolo, a mio parere è come un bagaglio culturale quando si parla: nutre il proprio modo di essere”.

Spesso l’italianità è collegata all’eccessiva cura dell’apparenza, dell’aspetto fisico e all’importanza data alla moda. Queste caratteristiche sono ben rappresentate da “La Dama Rota”. Per questo motivo l’Istituto italiano di cultura (Iic), ha scelto un’opera che critica una peculiarità che in fin dei conti, non è solo italiana, ma di tutta la società odierna.

“ ‘La Dama Rota’ lancia un messaggio – spiega la direttrice dell’Iic, Luigina Peddi -: spogliarsi dall’apparenza che non rende felici per andare alla ricerca di se stessi. D’altronde il vuoto interiore della ‘signora’ non viene mai colmato dal mondo esterno”.

La Compagnia che mette in scena lo spettacolo è venezolana e la coreografa che lo ha inventato italiana. “Un’opera che nasce quindi da un’integrazione perfetta e dal saper riconoscersi negli stessi difetti” conclude Peddi.

La compagnia 

Ogni montaggio, ogni proposta, ogni messa in scena ha rappresentato una nuova avventura per la compagnia, una sfida che ha reso possibile mettere insieme linguaggi e sperimentare codici estetici.

La compagnia, inizialmente composta da Francisco Denis e Talía Falconi, entrambi formati in Europa, ha messo in scena i primi spettacoli nel 1994 nella cittadina di Rio Caribe. Subito dopo aver iniziato l’esperienza nell’oriente del paese, molti amici li hanno raggiunti per integrarsi al gruppo sperimentale.

Dopo essersi trasferiti a Caracas, nel 2001 hanno fondato la Sala Río Teatro Caribe nel quartiere di San Bernardino che è tuttora la sede della compagnia ed uno spazio aperto alla presentazione di gruppi di teatro di indagine, laboratori e corsi di danza, teatro e circo.

In tutti gli spettacoli della compagnia gli attori e i ballerini sono stati parte essenziale della creazione della stessa opera e del suo montaggio. Le sue opere hanno partecipato a molteplici festival internazionali in Colombia, Ecuador, Repubblica dominicana, Messico, Francia, Corea, Iran, Portogallo, Spagna e Cuba. Ha vinto inoltre il Premio nazionale della Danza nel 2007.

Rio Teatro Caribe presenterà sempre nel Celarg da marzo a maggio altre tre opere: “Toto, Yayo, Tulio y Talía”, “Sueño Pelele” e “Sexo”.

La coreografa

Caterina Sagna inizia come interprete nella Compagnia Sutki di Torino, sotto la direzione di Anna Sagna. Nel 1980 entra a far parte della Compagnia di Carolyn Carlson al Teatro La Fenice di Venezia e partecipa a diversi spettacoli di Jorma Uotinen.

Nel 1987 fonda la Compagnia Nadir e avvia un ciclo di coreografie, che durerà dieci anni, ispirate ad opere letterarie, tra cui Les Bonnes di Jean Genet per lo spettacolo Lemercier nel 1988. Questa prima fase di lavoro, caratterizzata da una ricerca introspettiva e visionaria, si conclude nel 1999 con una trilogia composta dai due soli Cassandra (sul testo di Christa Wolf) e Esercizi spirituali (da Ignazio di Loyola, interpretato dalla coreografa), e dal duo La testimone, realizzato con la sorella Carlotta Sagna, su testi originali di Lluïsa Cunillé.

Nel 2000, Caterina Sagna fonda in Italia l’Associazione Compagnia Caterina Sagna.

Con la creazione de La Signora (2000), inizia un nuovo periodo caratterizzato da un aspetto inedito della coreografa, quello dell’umorismo e dell’ironia.

Nel giugno 2002, Caterina Sagna ha ricevuto dalla SACD il premio “Nouveau talent chorégraphique”.

Nel 2005 trasferisce la compagnia a Rennes (Francia) dove Basso Ostinato debutta

il 7 novembre 2006, per il festival Mettre en scène del TNB (Théâtre National de Bretagne). Per questo ha ricevuto il “Grand Prix du Syndicat de la Critique” per la stagione 2006-2007. Ha anche ricevuto il Grand prix du Syndicat de la Critique.

Nel 2009, fondazione della compagnia Caterina & Carlotta Sagna.

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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