Come adottare a distanza un bimbo haitiano

CARACAS – Tanti bambini orfani e feriti. Questo ha lasciato il terremoto ad Haiti. Ma dal Venezuela c’è chi si adopera per dare una mano. L’associazione Icaro, diretta dal sacerdote italiano padre Leonardo, coordina l’“apadrinaje” dei piccoli feriti che si trovano nel centro di assistenza di Jimaní.

L’associazione Icaro, diretta da padre Leonardo Grasso, si è mossa in due direzioni: organizzando l’adozione a distanza dei bimbi haitiani e inviando alimenti a un campo di sfollati. 

“La situazione rimane tragica – spiega il sacerdote italiano residente in Venezuela da 15 anni -, anche se è passata la prima fase di emergenza grave in cui era necessario più che altro trarre in salvo i sopravvissuti dalle macerie e dare i primi aiuti ai feriti. Adesso uno dei più grandi bisogni è curare quei bambini feriti, senza braccia, senza gambe”.

Padre Leonardo si è recato subito dopo il sisma del 12 gennaio ad Haiti per coordinare l’assistenza da fornire dal Venezuela e vedere con i propri occhi le necessità della gente. È stato dal 16 al 24 gennaio scorso a Port au Prince, dove ha vissuto anche la scossa, successiva alla principale, di magnitudo 6.1 che ha fatto crollare molti edifici pericolanti.

Lo sguardo lucido di padre Leonardo ha visto oltre il breve periodo di emergenza in cui si trovava:

“A lungo termine, oltre alla ricostruzione materiale, sarà necessaria una ricostruzione del tessuto sociale. Moltissime persone hanno perso la vita, sotto le macerie è scomparsa anche la classe dirigente del paese. Sono crollate due università e sono morti sia i professori che centinaia di studenti. E’ crollato il palazzo dell’Arcivescovado, è morto l’Arcivescovo ed oltre duecento seminaristi”.

Icaro lancia allora un’adozione a distanza speciale per i bambini feriti che hanno bisogno di cure mediche e alimenti in gemellaggio con il centro di assistenza costruito appositamente per loro a Jimaní. Questo aiuto si chiama ‘apadrinaje’ perché può essere limitato nel tempo: da un minimo di una settimana con un costo di 100 Bs F ad un mese per 1.500 Bs F.

“Si dà la possibilità a chi non può permettersi di adottare un bambino per un lungo periodo – afferma il sacerdote – di portare un contributo anche con una piccola somma. L’associazione infatti raccoglie i piccoli finanziamenti ricevuti da diverse persone per portare un’assistenza completa a un solo bambino e ad ogni benefattore invia tutte le informazioni personali del piccolo che riceve le cure”.

Icaro collabora anche con un campo di sfollati nel quartiere, già molto povero prima del terremoto, di Cité Soleil a Port au Prince in cui lavorano volontariamente dei venezolani per organizzare la distribuzione di alimenti e vestiti.

Coloro che vogliono inviare oltremare il loro appoggio possono contattare l’associazione a San Antonio de Los Altos al tel. 0212.373.1364, a Caracas al tel. 0212.690.3025, o all’e-mail: contacto@icaro.org.ve.

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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Una risposta a Come adottare a distanza un bimbo haitiano

  1. Lia ha detto:

    HO SCRITTO AL NOSTRO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
    GIORGIO NAPOLITANO

    (LETTERA APERTA)
    06/febbraio 2010

    Al Presidente della Repubblica
    GIORGIO NAPOLITANO

    Signor Presidente,
    La prego di leggere la mia supplica!
    E’ una signora disperata che Le scrive. mi chiamo Lia Basso di Bologna.
    Oltre ad essere una cittadina Italiana
    che paga le tasse e vive con onesta per questo paese, che io amo.
    Sono anche la zia di un ragazzo,
    e Le scrivo per mezzo di mia sorella ,(la mamma).

    Per la sua incoscienza e irresponsabilità, mio nipote Vincenzo Molinelli,
    si è cacciato nei guai con la Giustizia Venezuelana precisamente a Caracas
    E dal mese di Gennaio (il 16) è rinchiuso nel carcere di “Los Teques” , chiamato anche
    “il cimitero dei morti viventi”. Solo questo soprannome mette paura ad una mamma e non solo.
    Per la burocrazia ferrea che esiste a Caracas è quasi impossibile contattare suo figlio,
    Le autorità della Farnesina hanno detto a mia sorella ( la mamma) che quello è un carcere
    Dove i diritti degli uomini sono inesistenti e che un animale viene trattato meglio.
    (Ma credo che Voi , Signor Presidente, sapete meglio di noi la situazione delle carceri di Caracas,)
    Le scrivo per ChiederLe di intercedere affinché mio nipote sappia che non è solo
    E da cittadino Italiano il suo Presidente lo accolga nel Suo manto come un padre
    perché abbiamo paura, Io come zia e mia sorella come madre,
    Di non rivedere più il nostro caro, ( che è anche padre di una bambina di 8 anni.)

    Lo so, lui ha sbagliato, ma quello che chiediamo non è la assoluzione del reato,
    ma che si faccia di tutto per estradarlo in Italia e che sconti qui la condanna
    che a Caracas gli è stata inferta.
    La prego di ascoltare questa preghiera e che ci dia la possibilità di fare almeno un tentativo
    di rivedere in vita il nostro ragazzo. ( Vincenzo Molinelli.)

    LA PREGO , PADRE LEONARDO, DI NON ABBANDONARCI!

    Cordiali saluti
    Lia Basso

    VIA CASALE 16/B SAN GIORGIO DI PIANO
    40016 BOLOGNA. ITALIA
    Cell: 335-6062070
    Tel: 051-6630347

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