Si apre per Venezuela e Italia un nuovo capitolo

CARACAS – Martedì Eni e Pdvsa hanno firmato tre accordi strategici per lo sfruttamento di giacimenti della fascia petrolifera dell’Orinoco, una delle più grandi riserve al mondo di oro nero. Il sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti, a colloquio con il quotidiano La Voce d’Italia, illustra le prospettive di collaborazione tra Venezuela e Italia ed assicura il coinvolgimento delle aziende italo-venezolane.

di Mauro Bafile

“Insieme al mio omologo, il viceministro Alejandro Fleming, abbiamo concordato di lavorare, da oggi a maggio, alla preparazione della bilaterale Venezuela-Italia. Il Presidente Chávez ha sottolineato l’importanza degli accordi firmati ed ha chiesto la collaborazione italiana in progetti di sviluppo integrale nelle zone dell’Orinoco. Vuole evitare che gli investimenti nell’ambito petrolifero e petrolchimico costituiscano delle oasi. Insomma, il suo obiettivo è favorire lo sviluppo economico e sociale nelle aree interessate. Il capo dello Stato ha anche ricordato l’esperienza italiana dei ‘distretti industriali’, e ha detto che sono un esempio da seguire”. Parole intrise di ottimismo contagioso; progetti che, se trasformati in realtà, potrebbero rafforzare la presenza delle grandi aziende italiane in Venezuela. E’ stanco il sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti. Stanco ma soddisfatto per quanto è riuscito a seminare e anche a raccogliere, nel corso di questa ‘visita-lampo’ in Venezuela.

– Nella riunione con il viceministro Fleming – precisa l’on. Scotti -, abbiamo analizzato come lavorare per ottenere risultati concreti nei prossimi mesi. Abbiamo studiato tutti gli aspetti, da quelli tecnici a quelli finanziari. Ho colto l’occasione per far presente al Presidente Chávez le difficoltà di alcune nostre imprese di costruzione, a causa dei ritardi nei pagamenti. Gliel’ho detto, a nome del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

 L’Ambasciatore Luigi Maccotta interviene per far presente che “si tratta di grandi imprese italiane”.

 – Stiamo parlando di Impregilo, Astaldi, Ghella – precisa -. Sono tutte aziende disposte a lavorare, ad impegnarsi, a mettere a disposizione le loro esperienze, le loro tecnologie, i loro uomini.

 Il Sottosegretario Scotti evidenzia come il Presidente Chávez, nel corso della cerimonia della firma degli accordi tra Eni e Pdvsa, abbia fatto riferimento alle circostanze che condussero alla nascita della Holding italiana.

 – Comunque –  facciamo notare -, tra Pdvsa ed Eni ci sono stati anche momenti particolarmente delicati.

– Sì, è  vero – ammette l’on. Scotti -. Lo ha raccontato lo stesso Presidente Chávez all’Amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni. Ha parlato di contrasti e contrapposizioni. Dopo due anni, è nata la collaborazione che ha portato ai risultati odierni. Molte volte dai contrasti, anche profondi, nascono le migliori amicizie, le grandi opportunità.

– Lei ha accennato alla partecipazione italiana in grandi progetti in aree prossime all’Orinoco. Ci è sembrato di capire che non si tratta solo di nuclei industriali ma di veri e propri poli urbani. In quali ambiti interverrebbero le aziende italiane?

– Innanzitutto – illustra -, le nostre imprese sono all’avanguardia come know-how e come tecnologia sia nella programmazione e progettazione che nella realizzazione di progetti di sviluppo locale. Abbiamo fatto esperienze importanti in questo senso. E vantiamo risultati assai positivi dal Friuli alla Lombardia. Poi, abbiamo grandi imprese di costruzione e piccole e medie aziende molto interessanti. Quest’ultime, come già accade in altri paesi dell’America Latina, potrebbero arrivare ad accordi con imprese locali di proporzioni simili; ditte in grado di cogliere l’occasione d’investimento che deriva dalla costruzione di grandi complessi petrolchimici e di raffinazione. Siamo anche pronti a studiare forme di finanziamento internazionale.

 – Quando si firma questo tipo di accordo si pensa sempre alle grandi aziende ed alle piccole e medie imprese italiane che ne vengono coinvolte. Si dimentica spesso che all’estero esiste un tessuto imprenditoriale costituito da aziende proprietà di connazionali. Nel caso del Venezuela, come verranno coinvolte le nostre imprese? Sarà ancora una volta affidata alla sensibilità di ognuno dei direttori delle multinazionali interessate?

– Le aziende italo-venezolane – ci rassicura il sottosegretario – dovranno essere coinvolte. Bisogna analizzare ogni situazione.

Anche l’Ambasciatore Maccotta interviene per garantire che “si creerà un indotto”. E illustra il modello che si applica da anni in Venezuela, nell’ambito del progetto ferroviario.

– E’ un modello – ha precisato – al quale ha fatto riferimento anche il Direttore dell’Astaldi nella riunione sostenuta con l’on. Scotti. E’ un modello che ha funzionato.

E’ vero, e ci consta. Ma ci chiediamo quanti Direttori di grandi aziende italiane hanno la stessa sensibilità umana e, soprattutto, la conoscenza della forza della nostra imprenditorialità, come il dottor Rocco Nenna?

– E’ un modello a seguire – insiste il sottosegretario -. E’ una maniera di fare sistema. Si parla di infrastrutture, strade… Possiamo promuovere la collaborazione tra le piccole e medie imprese italiane e venezolane.

 E l’Ambasciatore, dopo aver sottolineato che il Presidente Chávez ha avuto  parole di apprezzamento nei confronti della nostra Comunità, precisa per concludere:

– Tra i vari settori di interesse, il Presidente Chávez ha ricordato la pesca, l’agricoltura, l’edilizia, l’educazione e la sanità. Insomma, i campi di interesse sono tanti, veramente tanti.

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3 risposte a Si apre per Venezuela e Italia un nuovo capitolo

  1. Michele ha detto:

    Sapete se ci sono accordi per la omologazione della patente di guida venezuelana in Italia e viceversa, gia che il ministro Frattini nell’ultima visita a Caracas ha detto che stavano studiando quest’accordo. Grazie.

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  2. Michele ha detto:

    ok grazie

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