Dopo tre mesi, liberato Armellin

L'imprenditore trevigiano liberato ieri a Caracas Roberto Armellin

CARACAS – E’ terminata la lunga prigionia dell’imprenditore trevigiano sequestrato il 22 ottobre insieme al suocero liberato sei giorni dopo il rapimento. Roberto Armellin, 48 anni, si trova a Caracas in buone condizioni di salute. Visto che non vi è stato nessun intervento della polizia, non è da escludere la possibilità del pagamento di un riscatto per la liberazione.

 

CARACAS – Quando erano state quasi perse le speranze, è stato liberato l’imprenditore trevigiano Roberto Armellin. Sequestrato il 22 ottobre scorso a Caracas insieme al suocero, Walter Iannotto, ieri mattina si è presentato alle 8:30 nella casa a Caracas dove si trovano la moglie, Marlene, e Iannotto, che era stato liberato sei giorni dopo il rapimento.

Armellin, anche se provato, si trova in buona salute. Il Consolato d’Italia e l’esperto Antisequestri dell’Ambasciata hanno seguito costantemente da vicino la vicenda durante l’intera prigionia. Ieri sera il Console generale, Giovanni Davoli, si è recato a trovare Armellin nella sua abitazione e probabilmente è stato accompagnato anche da un funzionario dell’Ambasciata d’Italia.

Davoli, che ha seguito le indagini in collaborazione con le autorità venezolane, la polizia locale ed è sempre in contatto con la famiglia della vittima, ha assicurato:

“Il nostro connazionale sta bene, ha raccontato di essere stato trattato bene dai sequestratori. Ieri è stato lasciato libero”.

L’imprenditore di Conegliano, di 48 anni, era venuto in Venezuela, come tutti gli anni, per controllare il lavoro della fabbrica di plastica di cui è proprietario insieme al suocero nella zona di Valles del Tuy. Entrambi sono stati prelevati direttamente dalla villetta in cui soggiornavano che si trova nella strada 6 di Colinas de Vista Alegre nel sud ovest della capitale. Dopo la liberazione dell’anziano Iannotto il silenzio stampa.

La polizia scientifica di Caracas (Cicpc) ha portato avanti le trattative per la liberazione di Armellin. Il direttore della Cicpc, Wilmer Flores, aveva detto dopo la prima liberazione che nel caso in cui le negoziazioni non andassero a buon fine le forze dell’ordine venezolane sarebbero intervenute direttamente. Ma non ve ne è stato bisogno.

Sebbene il giorno seguente del sequestro i familiari avessero ricevuto una telefonata dalla Colombia con la richiesta di un riscatto, per loro la liberazione del congiunto sarebbe stata dovuta alla mancanza di scelte alternative da parte dei sequestratori. Nessun componente dell’organizzazione criminale sarebbe stato tuttavia arrestato.

Visto che ieri non vi è stato nessun intervento della polizia, non è da escludere la possibilità del pagamento di una congrua somma per la liberazione non solo di Armellin, ma anche di Iannotto. I delinquenti avevano infatti lasciato in libertà quasi tre mesi fa solo l’anziano, 80 anni, che si trovava in precarie condizioni di salute e che durante l’attesa della seconda liberazione si trovava a Caracas, mentre avevano mantenuto in ostaggio il più giovane Armellin. 

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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