Un pranzo di Natale offerto agli anziani poveri

CARACAS – Il pasto, a cui ha assistito il Nunzio apostolico, si è svolto presso la Chiesa N. S. di Pompei. Le signore che gestiscono la mensa settimanale per gli italiani in difficoltà hanno preparato un menù speciale. Non tutti quindi gli italiani del Venezuela possono permettersi di entrare al Club Italo (l’ingresso costa 100 Bs), né soffrono il rischio dei sequestri di persona. Sono solo una piccola percentuale i più fortunati.

CARACAS – All’insegna della solidarietà e della pace si è svolto il pranzo di Natale offerto dalla Chiesa Nostra signora di Pompei di Caracas. Giovedì scorso un centinaio di persone sono state servite con  affetto dal gruppo di signore che da otto anni gestisce la mensa popolare della parrocchia.

All’inizio del pranzo il Nunzio apostolico in Venezuela, monsignor Pietro Parolin, ha fatto il giro dei tavoli per stringere la mano agli impiegati della Chiesa e ai tanti anziani italiani in difficoltà. Il Nunzio ha colto quindi l’occasione per augurare calorosamente a tutti i commensali un felice Natale. Non ha potuto trattenersi durante il pranzo, poiché lo aspettava un altro impegno.

Appena servito il primo piatto, un anziano parrocchiano ha esclamato: “Non ho mai visto così tanta gente a una pranzo di Natale!”. “Le persone sono accorse più che per lo squisito pranzo – ha tenuto ad evidenziare Padre Zelindo -, per sentirsi parte di una grande Famiglia in tempi caratterizzati dall’ansietà”.

Oltre a padre Zelindo, padre Sergio e il personale della Parrocchia, al pranzo erano presenti tanti italiani meno fortunati di altri e gli anziani che tutti i giovedì, senza saltarne uno, pranzano alla mensa popolare. Questa volta però c’era un menù speciale natalizio con lasagna fatta in casa, vitello e funghi, pandoro e frutta, accompagnato da vino e spumante.

Tanti anziani sorridevano mentre assaporavano il piatto preparato con tanta attenzione con la stessa tecnica e meticolosità delle loro madri e nonne, spesso inoltre chiedevano il bis mentre i bambini giocavano liberamente nella sala.

Per l’occasione erano presenti quasi tutte le signore che gestiscono il servizio della mensa settimanale, sorta da un’idea di padre Sergio e proseguita da padre Zelindo. Regnava l’allegria fra risa e esclamazioni in dialetto, ma non mancava ordine e organizzazione nella preparazione dei piatti e nel servizio ai tavoli.

Oltre alle fondatrici: Nicol Ponte, Veneranda Valletta e Gina Ruocco, divisi fra la cucina e la sala vi erano coloro che partecipano e sostengono attivamente la mensa da vari anni: Carmelina de Santis, Maria Coletta, Maria Grande, Lidia Guastella, Cristina Brunetti, Francesca Luccherini, Antonietta Tufano e Vito Saturno.

La mensa è finanziata da imprese, associazioni e persone singole che offrono denaro, cibo o strumenti di lavoro. Qualche settimana fa finalmente dopo varie richieste è stata regalata una nuova cucina industriale: le signore cuoche ne erano felici!

“Serve sempre l’aiuto dei benefattori  per mantenere viva la mensa degli italiani – hanno esclamato in coro -. Siamo grate a coloro che ci hanno appoggiato. Ma non dimenticatevi di noi!”.

Un gesto di solidarietà non ha prezzo.

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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