L’appello di Giancarlo Rocco: “Voglio vivere!”

VALENCIA – Il bebé di tre mesi, nipote di Rosi Minieri, ex membro del Comites di Valencia, è nato con una malformazione all’intestino. La nonna si appella alla comunità italiana per salvargli la vita. La famiglia ha già speso 500 milioni di bolívares in cure mediche, nel caso in cui manchino i fondi e il neonato dovesse essere tolto dalla clinica privata, vi è un’altissima probabilità di morte.

“Sono nato con una malformazione all’intestino, ma voglio vivere.

Mi chiamo Giancarlo Rocco e mia mamma, Judelianna Calles, mi ha dato alla luce il 10 settembre nel Policlinico privato ‘La Viña’ a Valencia. Da quel giorno lotto con tutte le mie forze per vivere, ma non so fino a quando dureranno ancora.

Sono nato prematuro all’ottavo mese e il mio primo giorno di vita mi hanno fatto un’operazione per ricostruirmi l’intestino. Quando mi sono risvegliato dopo l’intervento, mi sentivo bene e ho cominciato ad assoporare la vita anche se dalla sala di terapia intensiva.

Il mio corpo rigettava il latte e allora ho cominciato a sentirmi male. Ho avuto un’emorragia interna e mi hanno operato per una seconda volta il 25 settembre. Mi sono attaccato con tutte le mie energie alla vita e per venti giorni infatti il mio intestino ha funzionato e ha ben accettato 20 cc al giorno di un latte speciale creato per me.

Ma dopo ho ricominciato a non digerire il latte… Mi hanno fatto allora una Tac con infusione di un mezzo di contrasto endovenoso che mi ha fatto male.

Poco prima della mia terza operazione ho avuto la fortuna di vedere e toccare la mia mamma, nell’ambulanza che mi ha trasportato in un’altra clinica era accanto a me e mi ha fatto pure una foto! Ho visto mio papà, Carlo Rocco, quando sono nato e poi ogni giorno solo per pochi minuti, ma mi piacerebbe tanto stare nelle sue braccia.

L’ultimo intervento del primo dicembre è stato lunghissimo ma poi mi sono risvegliato e il dottore ha detto che il mio intestino era cresciuto. Questo, ha sostenuto il mio pediatra Gilbert Morillo, è molto importante perché vuol dire che ho ancora possibilità di vita! La cosa brutta è stato però che il mio intestino era tutto ostruito… avevo avuto un blocco intestinale.

Avevo perso molto sangue e ho avuto bisogno di una trasfusione, meno male che tanta gente è venuta a donare il sangue… mi hanno salvato.

Sabato mi hanno fatto una gastrostomia per vedere se immettendo direttamente l’alimento con un ago-cannula nel mio piccolo intestino riuscirò a digerirlo… speriamo bene! Anche perché è l’ultima speranza”.

La nonna di Giancarlo, Rosi Minieri, non ha potuto ancora mai vedere il nipote poiché le è proibito l’accesso alla terapia. Sta lottando ogni giorno per raccogliere dei fondi per permettere al bebé di stare ancora nella clinica ‘La Viña’.

“Abbiamo speso fino ad ora – spiega la nonna con un nodo alla gola – 500 milioni di bolívares per curare Giancarlo. La terapia intensiva costa ogni giorno ben 20 milioni Bs. Non vi è una struttura pubblica in Venezuela che fornisce le stesse cure di La Viña. Se fossimo stati poveri il bambino sarebbe già morto”.

Rosi Minieri, ex-membro del Comites di Valencia e professoressa di italiano presso la Missione cattolica italiana e il Centro Italiano-venezolano da venti anni, ha dedicato una vita alla diffusione della cultura e lingua italiana in Venezuela. Oggi fa un appello alla nostra comunità per finanziarie le spese passate e future finalizzate a tenere in vita il nipote.

“Giancarlo continua a crescere: questa è la luce che ci fa ancora sperare – aggiunge commossa Rosi -. Ringrazio tutti i collaboratori e i donatori, grazie ai quali abbiamo già raccolto ben 50 milioni. E’ emozionante vedere tanta solidarietà”.

Poi si sente la vocina flebile ma decisa di Giancarlo: “Voglio vivere!”.

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L’appello per salvare una vita 

Giancarlo ha un deficit di biotina (vitamina B6) e in Venezuela non esiste questa sostanza per essere iniettata in via endovenosa. La famiglia ha potuto acquistarla solo negli Stati Uniti.

Chi è in possesso o ha conoscenza di dove si trovi la vitamina B6 da 10 mg da somministrare in via endovenosa?

Chi voglia collaborare con una donazione può farlo con un bonifico al conto corrente della madre Judelianna Calles: Banca Banesco, num.  0134 0953 6195 3100 0673, c.i. 13.188.662. Per ulteriori informazioni chiamare la nonna disparata, Rosi Minieri, al tel. 0414.4160297.

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Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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