Nuova normativa per il mestiere più vecchio del mondo

QUITO – Mentre in Italia si torna indietro nel tempo e si multano prostitute e clienti, in Ecuador il governo si pone all’ascolto delle associazioni delle lavoratrici del sesso. Loro non vogliono un trattamento speciale, ma semplicemente una normativa che tuteli i loro diritti come qualsiasi lavoratore. Questa è la via della legalità, che vuol dire anche lotta alla tratta degli esseri umani.

Esiste un paese in cui i politici incontrano le prostitute per discutere con loro, di giorno e con i pantaloni ben allacciati. E’ l’Ecuador di Rafael Correa. Il 13 settembre scorso il presidente dell’Ecuador e vari ministri del suo governo hanno pranzato con una dozzina di lavoratrici del sesso per conoscere la problematica della categoria. La delegazione ricevuta dal presidente rappresentava 17 organizzazioni locali distribuite in 14 province e riuniva più di 18.000 donne che esercitano lavoro sessuale. Dopo quell’incontro, la situazione per le donne che operano nel settore dell’offerta sessuale è in processo di cambiamento. Il ministero della Giustizia e il ministero della Salute stanno lavorando congiuntamente con i rappresentanti della Redtrabsex, (Red de trabajadoras sexuales), rispettivamente per evitare discriminazioni per chi esercita il mestiere più vecchio del mondo e per elaborare un piano di prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale. In seguito alla riunione, avvenuta il 22 ottobre scorso tra la delegazione delle lavoratrici e il presidente dell’assemblea parlamentare, Fernando Cordero, è allo studio la modifica dell’articolo del codice penale ecuadoriano che sanziona con multe da sette a quattordici dollari e con la prigione da due a quattro giorni chi “staziona per molto tempo e senza motivo plausibile all’angolo della strada o in altro luogo non destinato al tempo libero degli abitanti”. Articolo con il quale in numerosi casi la polizia minaccia e trattiene le lavoratrici sessuali. E a fianco di una richiesta di maggior rispetto per le donne che esercitano questo lavoro, Redtrabsex sta incentivando progetti di formazione per microimprese al fine di offrire delle opportunità alle donne non più convinte di questo lavoro. E’ comune che chi si prostituisce per vivere, lo faccia dovendo mantenere figli e parenti, senza alternative di sussistenza. L’obiettivo finale della Redtrabsex è di eliminare la discriminazione sociale e la repressione della polizia nonché permettere alle lavoratrici del sesso di accedere ai programmi di sicurezza sociale riservati ai lavoratori. E anche dar loro una scelta.

Alessandro Ingaria

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