Un orgasmo del palato

Gli antipasti del ristorante L'IncontroCARACAS – Il Festival gastronomico italiano presso il ristorante L’incontro nell’hotel Alba di Caracas offre piatti tipici e fusioni tra diverse gastronomie in un ambiente mediterraneo. La setttimana di Festa delle invenzioni culinarie e dei sapori di tutta Italia termina domani.

Le costolette di maiale alla sarda, il pesce con gamberi alla pescaregna, gli involtini di salmone alla siciliana, il pollo alla lombarda. I sapori intensi del sud, del centro e del nord d’Italia riuniti in un solo magico luogo: il Festival gastronomico italiano.

Un’esplosione di gusti, odori e colori. Così sono i piatti di carne e pesce, la pasta, i risotti e le insalate che offre il Festival fino a domani il ristorante L’Incontro nell’hotel Alba a Caracas.

Una terrazza con una fontana che zampilla e delle poltroncine di vimini. Questo è l’ingresso del ristorante dall’aria mediterranea con serigrafie, pentole di rame e coppe di ceramica con raffigurazioni di agrumi appese alle pareti.

Dinanzi all’arcata che dà accesso alla sala interna, vi è il bancone di marmo su cui è appoggiato il pentolone fumante del minestrone. Dietro, i pizzaioli fanno volare le pizze prima di metterle nel forno a legna.

Il menù è stato creato dalla chef Sandra Cedeño Sandrotti, di origini pescaregne, che ha studiato presso la scuola ‘Il cucchiaio d’argento’ a Milano. Ogni piatto è il frutto di uno studio ossequioso e della combinazione di elementi della gastronomia italiana con lalcune tecniche di cucina internazionali.

Sandra ha voluto portare a tavola i profumi della Sardegna e della Turchia. Infatti a seguito dei contatti con il mondo arabo, l’isola mediterranea è rimasta impregnata dai sapori agrodolci delle spezie tipici di quella cucina. Le ‘costolette di maiale’ cotte in tre tempi, la cui prepazione dura circa due giorni, sono infatti servite con una salsa sublime di datteri, cannella e pepe dolce.

Non manca il tocco del mare che viene dalla terra originaria dei nonni della chef: Pescara. Il ‘mero’ grigliato è servito con gamberi e gamberetti e una salsa speciale che racchiude il meglio dei ‘sette mari’.

Dall’altra isola dal mare caldo, la Sicilia, proviene un altro piatto di pesce offerto nel Festival: gli involtini di salmone impanati con prosciutto crudo e bagnati nella menta fresca.

Ispirandosi alle grandi pianure fredde del nord d’Italia dove tradizionalmente si mangia l’agnello, Sandra ha voluto offrire un piatto di vitello con tartufo, noci tostate, prugne secche e gratiné di vegetali. “Ho scelto il vitello – spiega Sandra – perché in Venezuela è molto difficile trovare l’agnello. Ho inserito nel piatto le prugne per sottrarre un po’ del sapore forte del tartufo ma lasciarne intatto l’odore”.

Non manca il pollo alla lombarda con i granuli di pepe intero infuocati con il brandy e bagnati nella panna. Il piatto tipico della regione dove si coltiva il pepe è servito con la non meno tradizionale polenta della ‘Nonna’ e delle verdure.

Non ci si può saziare con il salato, perché è imprescindibile lasciare uno spazio per i dolci preparati dallo chef ‘pastelier’ Alì Matos. Vi sono quelli tradizionali come la panna cotta, il tiramisù e la cassata con gelato della casa al cappuccino. Ma L’incontro offre anche dolci tipici di altri paesi, come le ‘tartelettes’ francesi. L’ultima invenzione magica di Matos è il ‘Garibaldino’: una chiocciola ripiena di cioccolato bianco con sciroppo di menta e fragola.

Tra le caratteristiche del ristorante:

“In Venezuela si ha l’abitudine di mangiare un unico piatto, in Italia invece due – sostiene con entusiasmo la giovane chef -. Il nostro menù propone in una sola portata un primo e un secondo e non presenta forti contrasti di sapori. La combinazione fra il piatto di carne e di pasta può essere liberamente scelta dal cliente”.

Non spesso si vedono delle donne chef che dirigono un ristorante:

“Sono poche infatti – conclude Sandra toccandosi il cappello bianco – ed a volte è difficile farsi rispettare in una cucina. La mia ricetta è non dare tanti ordini, coinvolgere tutti nelle creazioni, così da formare una squadra affiatata”.

Barbara Meo Evoli

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