Responsabilizzato il governatore di Oaxaca per la protesta della Appo

appoE’ lenta la giustizia ma a volte arriva. I responsabili della repressione contro la Appo verranno puniti. La protesta dei maestri che nel 2006 esigevano un aumento di stipendio si era trasformata in una lotta di ben più ampio respiro: aveva coinvolto studenti, operai, disoccupati, professionisti e mirava a far cadere il governatore di Oaxaca per impiantare un sistema diverso che includesse tutte le forze sociali. La Corte suprema del Messico ha ritenuto responsabili di diverse violazioni dei diritti umani sia il governatore che il capo della polizia, ma non il presidente della repubblica Vicente Fox che aveva mandato l’esercito a reprimere nel sangue (venti morti, decine di desaparecidos, di feriti e di detenuti) la protesta.

CITTA’ DEL MESSICO – La Corte Suprema di Giustizia del Messico (SCJN per le sigle in spagnolo) ha responsabilizzato il governatore di Oaxaca, Ulises Ruiz, di grave violazione dei diritti umani durante il conflitto sociale che tre anni fa ha quasi paralizzato la capitale di questo stato del sud del paese provocando venti morti.

L’Assemblea Popolare dei Popoli di Oaxaca (APPO), un conglomerato di organizzazioni sociali protagonista nel secondo semestre del 2006, aveva come principale richiesta la rinuncia di Ruiz, ha celebrato oggi la decisione della Corte che condanna il governatore della provincia.

Nel suo documento per la ricerca sui fatti accaduti nel conflitto “oaxaqueño”, il massimo tribunale del paese ha rifiutato di segnalare come Responsabili Vicente Fox, allora presidente del Messico (2000-2006), e i  membri del suo gabinetto, per aver omesso di intervenire nel caso.

Pedro García, consigliere dell’APPO, ha lamentato che il documento esonera  Fox e ha argomentato che l’attivista dell’APPO Alejandro García Hernández è stato assassinato da un militare, “il che dimostra che il governo federale aveva anche a che fare con la repressione”.

Con otto voti contro tre, i magistrati della SCJN hanno responsabilizzato di vessazione alle garanzie basiche Ruiz e il capo della Sicurezza Pubblica di Oaxaca, José Manuel Vera, il direttore della Polizia Ministeriale, José Moreno, e della Polizia Ausiliare, Joaquín Berges y Dorantes.

La corte ha determinato che durante il conflitto sociale a Oaxaca si sono commesse violazione ai diritti di accesso alla giustizia, all’integrità personale, alla vita, cosi come alle garanzie alla liberta e alle libertà di transito, di lavoro, di pensiero, d’espressione, di istruzione, di proprietà, alla pace e all’acceso all’informazione.

Il documento della Suprema Corte non ha effetti giuridici, ne genera responsabilità concrete, ma sarà inviato al presidente Felipe Calderón, al Congresso federale, alla Procura della Repubblica e al Congresso di Oaxaca in modo che decidano se ci sono responsabilità penali, civili, amministrative o politiche.

La crisi a Oaxaca è scoppiata nel maggio del 2006 con uno sciopero di docenti che esigevano migliorie salariali. Al movimento si sono unite diverse organizzazioni sociali che dopo si sonodenominate APPO.

Le proteste si sono approfondite e il governo di Fox ha inviato alla fine di ottobre alla città di Oaxaca, capitale statale, migliaia di poliziotti federali per controllare il conflitto che ha lasciato una ventina di morti e 300 persone detenute, sette delle quali sono ancora in prigione.

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