Forse presto la legalizzazione dell’aborto

abortoIl Perù vive un intenso dibattito attorno all’argomento della legalizzazione dell’eutanasia e dell’aborto. Il progetto dovrebbe permettere l’interruzione di gravidanza in caso di malformazioni congenite e violenza sessuale. Ma quando verrà riconosciuto alla donna il diritto a interrompere la gravidanza liberamente e gratuitamente entro il terzo mese?

Il diritto ad abortire è un corollario inevitabile del diritto fondamentale all’autodeterminazione e alla signoria sul proprio corpo. Non riconoscere questo diritto significa che qualcuno – non importa se singolo, comunità o Stato – può diventare padrone del corpo di una persona e farne il proprio strumento, irrompendo violentemente nella sfera più intima dell’altro.

La “miccia” è stata la proposta della Commissione Speciale del Codice Penale peruviano del Congresso per la sua depenalizzazione.

Il progetto, avvallato in prima istanza e che dovrà essere discusso in un dibattito ampio in sede legislativa, permetterà di interrompere la gravidanza in casi di violenza sessuale o malformazioni congenite, d’accordo con il documento ufficiale.

I gruppi pro-vita hanno criticato severamente l’iniziativa, mentre associazioni pro-abortiste hanno apprezzato che finalmente il Congresso abbia deciso di toccare un argomento tabu.

I gruppi femministi hanno dichiarato in un comunicato che nel 1990 il Congresso depenalizzò l’aborto per violazione e l’aborto eugenetico (feto con malformazioni genetiche), ma nel primo Governo di Alan Garcia, il presidente ha vietato l’attuazione della norma per la pressione del clero. La Chiesa, al momento, non si è pronunciata ufficialmente.

Adesso, la commissione speciale, integrata da parlamentari, rappresentanti del Ministero di Giustizia, dal Collegio di Avvocati di Lima e dalle Università, ha l’incarico di controllare ed elaborare un progetto di legge per modificare il Codice Penale, che dovrà essere discusso nel Congresso.

Inoltre, due settimane fa, la commissione ha deciso di modificare l’articolo 112 del Codice che permette ai giudici esimere sanzioni alle persone che interrompono la vita di un malato, sempre che quest’ultimo lo richieda espressamente.

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