Rispettare e ammirare le meraviglie della natura

apertura expo“Se si vuole salvare l’umanità dall’autodistruzione, bisogna distribuire meglio le ricchezze e le tecnologie che sono disponibili nel pianeta. Meno lusso e spreco in quei pochi paesi affinché ci sia meno povertà e fame in gran parte della Terra. Che scompaia la fame e non l’uomo”. Fidel Castro Ruz, 1992

CARACAS – Stiamo distruggendo il nostro pianeta e se non smettiamo in tempo sarà troppo tardi. Questo il messaggio lanciato dalla mostra ‘Biodiversità: ispirazione pittorica’ in cui partecipa anche l’italo-venezolano Leo Gerulewicz.

La natura e gli animali sono un bene prezioso e la responsabilità della loro protezione oggi ricade sugli esseri umani. Nell’esposizione collettiva, oltre alle opere raffiguranti le meraviglie della natura, vi è un piccolo cortile rotondo in cui si aggirano dei coniglietti e dei polli e una sorgente d’acqua circondata da felci.

‘Leo’ espone quattro opere tutte contrassegnate dalla sua tecnica prediletta: il puntinismo. Due sono totalmente astratte, una è basata sul giallo e rappresenta un paesino venezolano nella tranquillità del tramonto e l’altra, con prevalenza di blu scuro, raffigura il sole che sorge sul mare e illumina i flutti sottostanti.

Gli altri arstisti nei loro quadri mostrano quasi tutti gli elementi della natura: i fiori, le farfalle, i fiumi, gli alberi, le montagne, l’acqua, mentre due si sono concentrati sulla catena montuosa dell’Avila.

“Da 40 anni dipingo l’Avila  – afferma Freddy Simoza che ha esposto anche a Napoli, Benevento e Roma -.  E’ una montagna sublime, un paradiso del Venezuela, per questo l’ho scelta”. I suoi dipinti si contraddistinguono per delle righe verticali che frammentano l’immagine in tante parti e imprimono movimento alla raffigurazione.

Maria Gabriela Ascanio usa il colore intenso per parlare allo spettatore:

“Lavoro con la linea curva – spiega l’artista con pacatezza -. Inizio dipingendo delle linee e da lì costruisco gli animali. I fiori, l’acqua e le farfalle delle sette opere qui esposte vogliono esaltare il bello della natura”.

Tre piccoli quadri di una precisione inaudita mostrano l’Avila in tutto il suo splendore. Sono le opere di Guillermo Ferrer Bianchi, discendente di uno dei primi italiani che emigrarono in Venezuela:

“L’Avila è un’icona per i carachegni – sostiene con sicurezza -. Dipingo questa montagna con due versioni diverse: la naturalistica e la sperimentale urbana. La prima tecnica è un cantico alla natura. Di fatti il monte Waraira Repano si staglia davanti al cielo senza che vi sia l’intervento dell’uomo: è un realismo magico. Con la seconda cerco di ricostruire l’Avila mostrandolo in orari e situazioni diverse sintetizzate in un unico quadro. Divido lo spazio in finestre ed in ognuna utilizzo una tecnica pittorica diversa e nella parte inferiore metto l’Urbe rumorosa e vivace”.

Oltre a Gerulewicz, Simoza, Ascanio, Ferrer, hanno esposto anche Walter De Leon e Antonio Nuez.

Tutte le opere che circondano la sorgente al centro della sala portano a questa riflessione: “Rispetta la natura che è meravigliosa”.

L’esposizione è aperta al pubblico dalle 8:00 alle 15:00 dal lunedì al venerdì presso la Controlaria general, P.B. , Av. Andrés Bello, Sector Guaicaipuro, Caracas. 

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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