Torna Zelaya in Honduras: è repressione

honduras golpe de estadoTEGUCICALPA – Decine di feriti e oltre un centinaio di prigionieri sono i risultati provocati dagli scontri avvenuti in diversi quartieri di Tegucigalpa, mentre migliaia di manifestanti sono stati violentemente fermati dalla polizia e dai militari di  fronte all’Ambasciata Brasiliana dove si trova rifugiato il Presidente dell’Honduras, Manuel Zelaya.

Il regime di fatto che presiede Roberto Micheletti tiene le persone bloccate nelle loro case da un coprifuoco che dura ormai da 38 ore, istituito dopo l’entrata a sorpresa nel paese di Zelaya, deposto il 28 giugno e ora rifugiato all’Ambasciata Brasiliana a Tegucigalpa. 

Il coprifuoco è iniziato Lunedi alle 16 ora locale (22.00 GMT) ed è stato prorogato da Micheletti fino a Mercoledì alle 6 ora locale (12.00 GMT). ed è stato istituito allo scopo di evitare le manifestazioni di massa dei sostenitori di Zelaya, che chiedono i loro immediato ritorno. 

L’ambasciata brasiliana rimane delimitata dalla polizia e dai militari per impedire l’ingresso delle persone e dei prodotti alimentari. 

La vice Ministro degli Esteri, Martha Lorena Alvarado Micheletti, ha detto che non aveva intenzione di aprire la sede dell’Ambasciata del Brasile a catturare Zelaya: “Noi rispettiamo la Convenzione di Vienna e sappiamo cosa sia la responsabilità di rispettare una proprietà che fa parte di un altro paese “.

“Tuttavia, siamo rimasti sorpresi dell’’accoglienza che è stata fatta al sig Zelaya, nel senso che dal terrazzo dell’ambasciata ha contattato la folla, ha fatto discorsi, chiedendo una rivolta perché si violasse il coprifuoco,” ha aggiunto. 

Nel frattempo, la coordinatrice del Comitato dei familiari dei detenuti e desaparecidos in Honduras, Bertha Oliva, ha riferito che allo Stadio di Chochi Sosa a Tegucigalpa sono detenute oltre 100 persone, tra cui donne e bambini, e la maggior parte sono stati “gravemente picchiati “da parte di polizia e militari”. 

“Mentre alcuni governi e agenzie internazionali discutono su ciò che sta accadendo in Honduras è in atto un colpo di stato militare, de facto, del regime fascista che ha lanciato gas lacrimogeni contro l’Ambasciata Brasiliana, trascurando la vita di Zelaya e della sua famiglia, di diplomatici assaliti da proiettili, bastoni e bombe”, ha detto il dottor Juan Almendares, difensore dei diritti umani.

Intanto, il presidente de facto Micheletti ha detto di essere disposto ad avviare un dialogo con il presidente deposto,  se questi accettera’ le elezioni presidenziali di novembre.

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