La droga non esiste

di Barbara Meo EvolicocainaCARACAS – Secondo i media venezolani, la droga non esiste. Non se ne parla mai. La droga appare su giornali e tv solo in caso di sequestri di ingenti quantità. Ma sul grave e diffusissimo problema della tossicodipendenza si tace. Cosa fa il governo per combattere il consumo di droghe pesanti? Quali e come sono le strutture di riabilitazione? In Argentina e Messico non è più reato possedere una piccola quantità di marijuana. Invece di perdere tempo nell’arresto dei piccoli consumatori, così ci si potrebbe concentrare nella cattura dei ‘pesci grossi’.

Il Dipartimento antidroga (Ona) ha annunciato che inizierà un programma comunitario di prevenzione contro la droga. Dal 26 settembre in 335 municipi in tutto il Venezuela si spiegheranno gli effetti nocivi del consumo ad adolescenti e adulti e si formeranno delle persone affinché proseguano l’attività di prevenzione nelle comunità. Funzionerà?

Forse questo è il primo passo affinché l’uso di droghe pesanti non sia criminalizzato ma riconosciuto come un problema sociale. Così il tossicodipendente non dovrebbe essere considerato un delinquente, ma una persona che richiede di cure fisiche e psicologiche. Quali e di che qualità i piani di prevenzione e le strutture per la riabilitazione dei tossicodipendenti in Venezuela? Senza dubbio insufficienti, in particolare per le donne.

In effetti, secondo gli esperti a contatto con chi abusa di droghe pesanti, negli ultimi cinque anni le donne hanno aumentato il consumo, in particolare di eroina e cocaina. Ma nella capitale, dove vivono oltre tre milioni di donne, vi sono unicamente due strutture che curano la dipendenza dall’eroina, in cui vi sono solamente 5 posti per le donne.

Altro dato allarmante: l’età di inizio si è abbassata a 12 anni, ma ci sono molti bambini che cominciano a ‘tirare crack’ o colla a 9 anni.

Di droga si parla solo quando le forze dell’ordine sequestrano una grossa quantità in mano ai narcotrafficanti, ma si parla poco delle ripercussioni dell’uso nella società. Ignorare il problema della droga, inevitabilmente lo aggrava. E’ come l’omertà con la mafia, nessuno denuncia, nessuno critica, e i suoi tentacoli continuano ad ampliarsi. Leggendo e guardando i media venezolani sembra che la tossicodipendenza non esista. Ciò che è molto lontano dalla realtà.

Spesso si cade nel luogo comune, secondo cui gli stupefacenti sono usati solo nei ‘barrios’. Grave errore. Il crack senza dubbio è utilizzato da persone umili per il basso costo di una dose (soli 4 Bs F). Ma l’eroina in Venezuela è sicuramente la droga dei ricchi per l’alto prezzo e la cocaina è trasversale. Anzi, un consumatore abbiente, avendo maggior potere d’acquisto, può fare uso di maggior quantità. L’uso della cocaina può essere nascosto molto più facilmente del consumo di alcol, sostanze psichedeliche, antidepressivi, crack e eroina. Gli effetti della cocaina vanno a braccietto con l’immagine dell’uomo o la donna di successo, e sono amici della società di consumo. Passano quindi più facilmente inosservati.

Visto che il silenzio sulle droghe non aiuta, sarebbe necessario non solo sensibilizzare sulla tematica i bambini e gli adolescenti, ma andare a toccare le persone che sono già consumatori saltuari. E aprire spazi pubblici di dibattito.

Proibire l’uso è la soluzione? La polizia oggi utilizza molto tempo per multare e arrestare i piccoli consumatori, tempo che viene sottratto alla ricerca dei ‘pesci grossi’. L’amministrazione messicana ha legiferato sulle droghe pesanti. Da qualche tempo possedere 5 gr. di erba, 0,5 gr. di eroina, 0,4 gr. di cocaina e qualche grammo di oppio non è più un reato. E il tribunale di Buenos Aires ha emesso recentemente una sentenza in cui si depenalizza l’uso personale di marijuana.

Bisogna portare alla luce il problema dell’enorme diffusione della droga in Venezuela. Chi sa se quella seguita del Messico non è la soluzione.

www.meoevoli.eu

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