Onu, le terre devono rimanere agli indigeni

JORNADA PERULIMA – Dopo la forte repressione effettuata dalla polizia contro gli indigeni dell’Amazzonia peruviana, la Commissione dell’ Onu Cerd ha raccomandato al governo di non consentire alle compagnie petrolifere lo sfruttamento del sottosuolo. Per la prima volta la voce degli indigeni si è fatta sentire a livello internazionale, costando però la morte di decine di persone. Il governo di Alan García rispetterà il monito e non sottrarrà la terra e le sue risorse ai suoi abitanti per venderla ai colossi del petrolio?

NEY YORK – La raccomandazione diffusa dalla Commissione ONU per l’Eliminazione delle Discriminazioni Razziali (CERD) è che il governo peruviano non deve consentire lo sfruttamento di petrolio e gas nelle terre dei popoli indigeni senza il loro previo “consenso informato”.

In ottemperanza al monito dell’ONU, il governo peruviano dovrebbe sospendere le esplorazioni petrolifere nelle foreste in cui le comunità indigene hanno espresso parere contrario, e in quelle abitate da popoli indigeni non ancora contattati dall’uomo bianco.

Prima di deliberare, il CERD ha voluto ascoltare le delegazioni del governo peruviano e delle associazioni indigene e per i diritti umani.

Il risultato è un rapporto allarmato, a causa delle “serie tensioni del paese, che hanno addirittura innescato le violenze, e che sono state alimentate dallo sfruttamento delle risorse del sottosuolo appartenenti tradizionalmente ai popoli indigeni”.

La Commissione ha sollecitato il governo peruviano a compiere un’indagine sul violento conflitto dello scorso giugno nella regione amazzonica, che ha causato decine di vittime, provocato dalla decisione del governo di cedere alle compagnie petrolifere le foreste abitate dagli indigeni.

“Il governo deve costituire al più presto una commissione indipendente, composta anche di una rappresentanza indigena, e condurre un’indagine definitiva, oggettiva e imparziale” afferma il CERD.

“Sollecitiamo il presidente García a metter fine, una volta per tutte, alla sua politica di smembrare l’Amazzonia senza il consenso dei popoli che la abitano” ha commentato Stephen Corry, di Survival.

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