La destra si oppone alla nuova legge sulla tv

teleBUENOS AIRES – La Camera di Deputati dell’Argentina comincia oggi un dibattito in commissione sul progetto di Legge di Mezzi Audio visivi, ostacolato dall’opposizione e da gruppi imprenditoriali, ma che ha avuto l’appoggio dei partiti di centro sinistra, anche se con la condizione che si introducano delle modifiche. La legge ancora oggi in vigore è stata emanata durante la duttatura.


Il progetto si propone sostituire la “Legge di Radiodiffusione” emanata dalla dittatura nel 1981 ed è sostenuta da associazione professionistiche, sindacati, facoltà di scienze delle comunicazione, intellettuali, laboratori della comunicazione e registi.

Il governo conta sulla la maggioranza dei deputati per approvare il progetto, ma troverà difficoltà al Senato, dove la maggioranza è esigua.

L’Associazione Argentina di Televisione via Cavo (ATVC) ha dichiarato in un comunicato che vuole “dibattere uno per uno tutti i punti assurdi che il testo contiene”, come quello di smantellare la rete di Televisione via Cavo, in cui operano più di 700 aziende, per farla gestire da due aziende straniere o da un numero illimitato di cooperative di servizi pubblici, che potranno operare in esclusiva nelle località dell’interno.

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