Lotta alla Leucemia, la solidarietà fra Italia e Venezuela

C’è un ponte di solidarietà fra l’Italia e il Venezuela. E’ stato costruito nel 1999 dall’Associazione per il trapianto di midollo osseo (Atmo). Questo progetto dà l’opportunità ai bambini venezolani malati di leucemia di recarsi in Italia per essere sottoposti gratuitamente a tutte le cure necessarie. La fondatrice dell’Atmo, Mercedes Alvarez, spiega che il tumore delle cellule del sangue è la prima causa di morte dei bambini in Venezuela e che in questo paese, oltre al fatto che il trapianto allogenico non si effettua, i prezzi sono proibitivi (1.000.000 contro i 50.000 in Italia). Quando la cooperazione funziona!

leucemia bimbo

CARACAS – Un ponte di solidarietà fra l’Italia e il Venezuela. Un progetto che fa guarire i bambini venezolani dalla leucemia. Il tumore del sangue è la prima causa di morte dei minori in Venezuela.

L’Associazione per il trapianto di midollo osseo (Atmo) dà l’opportunità ai bambini venezolani malati di leucemia di recarsi in Italia per essere sottoposti a tutte le cure necessarie. Ogni sei mesi i minori di 15 anni sono inviati in Italia e, dopo il trapianto, tornano semestralmente durante tre anni per gli accertamenti.

Non solo. L’Associazione ha promosso l’accordo fra l’Università “La Sapienza” di Roma e il ministero della Salute venezolano per provvedere alla formazione specializzata del personale medico che opera nell’Unità di trapianto di midollo in Venezuela.

La fondatrice dell’Associazione, Mercedez Alvarez, parla con la tranquillità di chi crede nella solidarietà fra popoli, entusiasta dei risultati, spera di poter continuare ad ampliare il progetto che, oltrepassando l’oceano, unisce i due paesi. Oltre ad essere presidente dell’Atmo, Alvarez è stata anche la fondatrice della ‘Fondazione per il trapianto di midollo osseo’ (Ftmo) che si adopera per la creazione di una unità di trapianto in Venezuela al servizio di quei settori della popolazione con scarse risorse economiche.

Riguardo al progetto dell’Associazione, Mercedes spiega incrociando le mani e guardando lontano:

“Riusciamo a mandare 35 bambini all’anno nelle regioni di Piemonte, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia, Veneto, Umbria, Lazio e Toscana. Vengono selezionati in Venezuela e gli si offre, insieme alla famiglia, un alloggio nella città dove viene effettuata la cura”.

“Il risultato è ottimo – esclama raggiante -: a due anni dal trapainto ben il 66,1 per cento dei bimbi sopravvive!”.

Dell’alloggio si fa carico l’Associazione Peter Pan Onlus che a Roma possiede due strutture, ognuna di 15 stanze. L’associazione è nata dal desiderio di un gruppo di genitori di bambini malati di tumore di offrire accoglienza alle famiglie non residenti nella città del trattamento.

Riguardo agli accordi di cooperazione fra l’Italia e il Venezuela, soddisfatta e con la speranza di stipularne dei nuovi con altre regioni, spiega:

“A fine giugno l’Atmo ha rinnovato il patto con il Lazio. E’ molto difficile concretizzare degli accordi con altri paesi europei, come la Spagna e la Francia che sono anche altamente specializzate nel trapianto di midollo”.

Con la franchezza di chi si dedica ad allievare il dolore altrui e la precisione di una specialista, Mercedes rivela la carenza di strutture pubbliche che effettuano il trapianto di midollo in Venezuela, mancanza comune a quasi tutta l’America latina:

“Qui innanzitutto si realizza unicamente il trapianto autologo o allogenico con cellule di familiari, ma non quello con cellule di altri donanti vivi iscritti presso le banche dati del midollo a livello internazionale. Inoltre, sono solo due le strutture che effettuano il trapianto: la Clinica Caracas, a cui non tutti possono accedere, e l’ospedale pubblico di Valencia. Mentre in Italia sono 108 le Unità di trapianto”.

In Venezuela i costi di un trapianto sono proibitivi: ben un milione e 500 mila dollari è il prezzo nel privato. In Italia, invece, alla sanità pubblica del Friuli un trapianto costa 58 mila euro, 40 mila a Roma e 27 mila a Padova.

“Questi costi necessari a curare i bambini venezolani in Italia – spiega la presidente della Atmo – sono coperti dalle Regioni con i soldi dei contribuenti italiani, dai fondi di Pdvsa, Pequiven e Banfoandes e di altre grosse imprese”.

La malattie ematologiche colpiscono ogni anno in Venezuela 1640 nuovi bambini minori di 15 anni. Il 40 per cento di questi pazienti soffre di leucemia e il 30 per cento ha bisogno per salvarsi della tipologia di trapianto di midollo osseo che non si pratica in Venezuela.

“Siamo una goccia nell’oceano – conclude con il tono di chi vorrebbe fare molto di più -: riusciamo a curare solo l’1 per cento dei bambini affetti da leucemia. Ma questi bimbi che salviamo, li salviamo grazie all’anima solidale degli italiani”.

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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