Civ, la quota mensile vale quasi quanto uno stipendio minimo

L’ultima assemblea generale del Centro Italiano-venezolano di Caracas (Civ) ha stabilito che le quote mensili verranno nuovamente aumentate. La quota adesso costa ben 573 bolivares, quasi il valore dello stipendio minimo venezuelano (953 Bs F). Per diventare socio è necessario comprare un’azione (carissima) dell’esclusivo club e poi essere sottoposto a un test psicologico fatto da un sociologo del Civ che verifica le corrette attitudini della famiglia. Dinanzi all’enorme piscina olimpionica ed alle terrazze dei bar raffinati si staglia il barrio di ‘Las minas’. 

Il centro Italo-venezolano

Il centro Italo-venezolano

Il barrio di Las minas che si affaccia sul Centro Italo

Il barrio di Las minas che si affaccia sul Centro Italo

 

 

 

 

 

 

 

 

CARACAS – Fatta la somma, bolívar più bolívar meno, la quota mensile da versare nelle casse del Centro Italiano Venezolano sarà di 573,34 Bsf.  Quindi, da venerdì scorso, esserne soci è più difficile; richiede un sacrificio economico non indifferente. Il nostro sodalizio “caraqueño”, che nell’immaginario dei suoi fondatori doveva essere il luogo di riunione di tutti gli italiani – ricchi e meno ricchi – della capitale, rischia di trasformarsi in un’oasi per i soli fortunati che, nonostante la recessione economica, l’incremento costante dell’inflazione e la disoccupazione crescente, potranno permettersi il lusso di spendere quasi un “salario minimo” per pagare la rata mensile più le quote “straordinarie”. E se la somma non ha raggiunto livelli ancor maggiori lo si deve solo all’equilibrata cernita dei soci che hanno saputo scindere le richieste della Giunta Direttiva imprescindibili, da quelle meno importanti.

Erano cinque i punti presentati all’esame dell’Assemblea dei soci. E, in ognuno di essi, era esplicitamente richiesto un esborso straordinario mensile per la durata di un semestre. Se i primi due aspetti al vaglio dei soci (l’inizio dei lavori per puntellare i terreni soggetti a smottamenti e la ricostruzione delle infrastrutture indispensabili per le attività connesse con la pratica del tennis) erano considerati da tutti necessari, seri dubbi venivano mossi sul terzo quesito (un “poutpourri” di temi tra i quali alcuni considerati irrilevanti – leggasi rivestimento della piscina olimpionica e costruzione di un terzo campo di calcio con erba artificiale – ed altri importanti -: l’istallazione di un sistema di monitoraggio delle aree di svago con camere a circuito chiuso e la messa a punto della piccola “succursale” amministrativa all’entrata del Civ -).

Nessun problema per l’ultimo argomento: incremento della rata mensile, dal momento che l’inflazione pesa  sull’economia del Centro Italiano Venezolano così come su quella delle famiglie.

L’Assemblea si è svolta in un clima di pacata polemica. Come sempre non sono mancate critiche tra i soci, che hanno approvato i punti algidi presentati dall’esecutivo. Alcuni hanno lamentato l’apparente inattività dell’attuale Giunta Direttiva, che avrebbe atteso ben 9 mesi prima di presentare una proposta per correggere i danni provocati dallo smottamento avvenuto poco prima della fine del 2008. Altri hanno deplorato la carenza di chiarezza, di progetti concreti e cifre reali. Non è mancato chi ha chiesto di diluire in più mesi gli aumenti delle quote. Infine, c’è stato anche un richiamo alla riflessione.

A conclusione dell’Assemblea ecco il voto dei soci che hanno approvato i punti: Nº 1(385 si, 93 no), Nº2 (299 si, 166 no) e 5 (281 si, 177 no). E bocciato i punti Nº 3 (155 si, 283 no) e Nº 4 (210 si, 243 no). Da sottolineare che nel caso del punto Nº 4, a causa di alcune differenze tra voti scrutati e numero di votanti, è stato necessario un secondo computo, nonostante l’assurda pretesa di uno dei membri della Commissione “ad hoc” di “aggiustare” i risultati. Pretesa che ha provocato la reazione di tutti i presenti, in primo luogo dello stesso presidente Chiavaroli. E così, i risultati definitivi venivano resi noti solo poco prima dell’alba.

L’Assemblea dei Soci, quindi, ha riconfermato la fiducia all’attuale Giunta Direttiva la quale ha, ora, il peso di una grande responsabilità: evitare ulteriori ritardi dei lavori per i quali sono state chieste ed approvate quote straordinarie e, soprattutto, affrontare con coraggio e decisione l’inesorabile questione dei “morosi” se si dovesse verificare, come si teme, un incremento del fenomeno. E dovrà affrontarsi, evitando la soluzione più semplice e comoda – leggasi la svendita di azioni già seguita in sordina da altre Giunte Direttive –, cercando alternative che permettano anche a chi, per motivi temporali oggi non può, di sostenere la spesa. Solo così si potrà rispettare la volontà dei fondatori: far sì che il nostro Civ continui ad essere la “casa di tutti gli italiani del Venezuela”.

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