Mistero di ‘Los Roques’, servono altri 4 milioni di dollari

I familiari delle vittime italiane che si trovavano sull’aereo caduto quasi due anni nel tratto Caracas-Los Roques e i loro legali hanno incontrato il segretario generale di Palazzo Chigi. Il rappresentante del governo li ha rassicurati sull’impegno dell’esecutivo per la prosecuzione delle ricerche. Servono altri 4 milioni di dollari affinché si inizi la seconda fase di rastrellamento e tale somma dovrebbe essere a carico dell’Italia. Il governo venezolano ha già speso ben 5 milioni di dollari. Ma chi c’era a bordo di quest’aereo per giustificare una tale ingente spesa?

famiglia durante copia
La famiglia Durante che si trovava sull'aereo

 CARACAS – Il governo italiano è disposto a collaborare economicamente affinché proseguano le indagini di ricerca dell’aeromobile che è scomparso nei flutti il 4 gennaio 2008 nel percorso Maiquetia-Los Roques. Le ricerche hanno il prezzo di ben 2 milioni 800 mila euro.

Mercoledì i familiari delle otto vittime italiane e i loro legali hanno incontrato a Roma il segretario di Palazzo Chigi, prof. Manlio Strano, dopo aver esercitato pressioni affinché il caso non venga archiviato.

All’uscita dall’incontro il  rappresentante legale di Fabiola Napoli e Stefano Fragione, Riccardo Tropiano, si è detto molto soddisfatto della disponibilità del governo italiano:

“Il segretario di Palazzo Chigi – ha detto – ci ha rassicurato sull’impegno del governo a partecipare sia economicamente che tecnicamente alla ricerca del bimotore della compagnia Transaven. E’ stato presentato un nuovo progetto di ricerca dai tecnici italiani, l’ammiraglio Giovanni Vitaloni e il comandante Mario Pica che dovrebbe essere approvato dalle autorità venezolane”.

Questa seconda fase di ricerche dovrebbe svolgersi fra agosto e inizio novembre, in quanto dopo questa data le condizioni metereologiche renderebbero impossibili le operazioni. I tecnici italiani hanno individuato un’area più estesa rispetto a quella già esplorata fino ad oggi con tecnologia di alta affidabilità. Rimangono quindi ancora delle superficie non rastrellate.

A maggio la sorella di Fabiola, Deborah Napoli e il legale della coppia, Tropiano, erano venuti a Caracas con Vitaloni e Pica per fare il punto delle indagini. Avevano incontrato la procuratrice generale Luisa Ortega Díaz, il procuratore che si occupa del caso, José Gregorio Morales, e la giunta direttiva dell’Istituto nazionale di aeronautica civile (Inac).

A seguito dell’incontro con la procuratrice, Vitaloni aveva detto:

“Solo al termine delle ricerche nell’area delimitata, e se non verrà trovato il relitto, si potranno fare delle ipotesi diverse dall’incidente”. Potrebbe trattarsi allora di sequestro o dirottamento.

All’inizio di luglio la procura di Caracas ha iscritto nel registro degli indagati Efrain Rodriguez, il titolare della compagnia aerea Transaven, e due azionisti, Miroslava Rodríguez e Verónica Guanipa, con l’accusa di omicidio intenzionale per le carenze di manutenzione del velivolo.

L’aereo Let – 410 non è mai atterato, né si è mai ritrovato un pezzo. Sulla riva del mare, solo lo scheletro del copilota. Di Stefano Fragione, Fabiola Napoli, Paolo Durante, Bruna Guerrieri, le figlie Sofia ed Emma, Rita Calanni e Annalisa Montanari, gli altri passeggeri e il pilota, neanche una traccia.

Il governo venezolano ha già speso 5 milioni di dollari per le ricerche del relitto e dei corpi delle vittime e, a breve, dovrebbero essere spesi altri 4 milioni. Ma chi c’era a bordo di quest’aereo?

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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