Colombia, il ritorno alle armi di 7 mila militanti delle Auc

 Questa non è una guerra civile? 

Ivan Laverde, ex capo delle Auc
Ivan Laverde, ex capo delle Auc

BOGOTÀ – Nella sua deposizione davanti alla Corte Suprema di Giustizia, dove è stato ascoltato come teste nel processo al senatore Ricardo Chacon, Jorge Ivan Laverde, conosciuto come “l’Iguana” ha dichiarato che settemila ex militanti delle “Autodefensas Unidas de Colombia” (AUC) – organizzazione paramiltare di estrema destra – sono tornati alle armi riuniti in nuove bande dedite al narcotraffico.

Laverde, ex capo delle AUC, ha spiegato come la costituzione di queste nuove frange criminali sia sorta dal fallimento degli accordi di pace con cui, fra il 2003 e il 2006, il presidente Alvaro Uribe avrebbe negoziato l’immediato scioglimento degli squadroni delle AUC e il disimpegno totale dei suoi trentunomila componenti. “In questo momento – ha sostenuto Laverde davanti ai giudici – la gente si è riarmata per il mancato compimeno delle promesse da parte dello Stato che ha abbandonato questi ragazzi alla loro sorte. Noi non siamo nati delinquenti, siamo solo contadini. Il fatto è che in città non si è mai capito ciò che accade nelle campagne”.

Dopo aver chiesto l’aiuto della Corte per risolvere l’attuale situazione, Laverde ha inoltre denunciato il fatto che Ramiro Suarez, ex sindaco di Cucuta, capitale del dipartimento nord di Santander, si è sottratto a diversi patti stretti con i paramilitari.

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