Ancla, un’associazione al servizio degli italo-latinoamericani in Abruzzo

Tra il 1876 e il 1976 sono emigrati ben 25 milioni e 800 mila italiani in tutto il mondo, 900 mila sono stati accolti dal Venezuela. Oggi uno su tre degli espatriati è tornato in Italia. Più della metà dei giovani venezolani arrivati in Abruzzo nel 2008 è tornato deluso da dove era venuto ancla - associazione nazionale civile dei latinoamericani in abruzzo

CARACAS – L’Associazione nazionale civile Latinoamericani in Abruzzo (Ancla) ha l’obiettivo di “dare sostegno a coloro che oggi arrivano dall’America latina”. Così spiega il vice-presidente di Ancla Pedro Paolucci, nato in Venezuela e poi emigrato in Abruzzo.

La storia si ripete. Ma questa volta il flusso di coloro che attraversano l’oceano rincorrendo un sogno va nel senso contrario.

Degli espatriati italiani del XX secolo, 5,5 milioni si diressero verso l’America del Sud: 3 milioni furono accolti dall’Argentina, 1,5 dal Brasile e 900 mila dal Venezuela. Gli emigranti che partirono dall’Abruzzo in tutto il mondo furono circa 2 milioni.

Oggi sono ben 20 mila i venezolani stabiliti in Abruzzo e, solo nel 2008, sono arrivati dal Venezuela circa 300 ragazzi di origine italiana. Di questi il 90% è figlio di emigranti italiani e più della metà, dopo sei mesi, è tornato deluso in Venezuela.

I comuni di Montesilvano, Pescara, Pratola Peligna, L’Aquila, Francavilla, Roseto degli Abruzzi, sono fra quelli dell’Abruzzo e d’Italia con più alta densità di popolazione italo-latinoamericana. E non a caso l’Associazione ha sede proprio a Montesilvano.

“L’Ancla – spiega lo psicologo Paolucci – vuole dare orientamento ai giovani che arrivano nel paese. Vuole aiutare i nuovi immigrati nella ricerca ardua di un lavoro e di una casa, nelle prassi burocratiche per ottenere i documenti necessari e fornire corsi di insegnamento della lingua a un prezzo accessibile a tutti”.

“I giovani venezolani arrivano con il ‘sogno’ del paradiso terrestre dell’Italia – sostiene Paolucci, abituato a scrutare negli occhi della gente -. Un po’ come arrivavano gli italiani nel secondo dopoguerra in Venezuela: pieni di entusiamo, con l’impegno di rimboccarsi le maniche e la sicurezza di trovare un mondo migliore. Gli emigrati degli anni ’50 hanno avuto l’opportunità di costruirsi una vita in America latina, ma a  quelli di oggi chi ci pensa?”.

In questo contesto l’Associazione, fondata nel dicembre 2008, ha proposto un progetto che contempla la creazione del Centro “InformAncla” chiedendo finanziamento alla Regione. Questo Centro, oltre a garantire una risposta attiva alla domanda sempre crescente di regolarizzazione da parte degli italo-latinoamericani appena arrivati in Italia, ha l’obiettivo di promuovere i processi di inserimento e integrazione sociale, di avvio all’autonomia e di accesso alla piena cittadinanza dei giovani immigrati.

Il progetto, oltre a proporsi di  favorire il mantenimento della cultura di origine e l’associazionismo, vuole promuovere l’insegnamento dell’italiano come seconda lingua attraverso l’utilizzo dei mediatori culturali.

L’Ancla, che ha appoggiato il candidato del Pdl Alfredo Castiglioni, oggi vice-presidente della Regione, si autofinanzia totalmente. Sebbene con pochi mezzi, l’Associazione a seguito del terremoto ha svolto una campagna attraverso ‘Radio International Fm’ per raccogliere beni di prima necessità da destinare ai terremotati.

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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2 risposte a Ancla, un’associazione al servizio degli italo-latinoamericani in Abruzzo

  1. leonardomeoevoli ha detto:

    Oggi siamo andati a leggere un pò di articoli scritti da te….non sapevo che si diceva “venezolani”…..
    Certo gli aquilani dopo il terremoto non saranno molto ospitali.

    Perchè quindi sono delusi …? forse perchè come dici tu , ormai , gli europei sono insoddisfatti, hanno tutto e non sanno più di essere felici!!

    Anne Revol

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    • barbarameoevoli ha detto:

      Una delle cose belle dell’America latina è proprio l’allegria della gente, qui le strade sono piene di sorrisi, in Europa invece sono affollate da musi lunghi … qui la gente ha una vita più difficile ma vive più felice!

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