Brasile, donne all’opera per ridurre la violenza nelle favelas

Il contrasto fra ricchi e poveri

Il contrasto fra ricchi e poveri

Per combattere la criminalità è necessario comprenderne le cause. Considerando che i poveri in media in America latina sono 3 o 4 volte di più dei ricchi, la delinquenza non deriverà forse dal grosso divario fra ricchi e poveri? Succede allora che chi possiede di meno sottrae illecitamente al ricco. Da un lato è vero che il sistema, così come è architettato, non dà la possibilità a molti poveri di uscire dal proprio stato di miseria, dall’altro è vero che uscirne dipende anche molto dalla volontà e tenacia del singolo. I furti e le rapine derivano sicuramente anche da un sistema di valori in vigore nella società, per cui la felicità si raggiunge solo attraverso il consumo di beni. Il governo di Lula ha tentato di sconfiggere la delinquenza istruendo le donne che vivono nelle ‘favelas’. Sono state scelte le donne per la loro sensibilità, la loro capacità di ascolto e la loro capacità di farsi ascoltate senza imporsi. Le donne hanno il compito, secondo il programma, di individuare i giovani a rischio-criminalità e di portarli sulla buona strada offrendogli la possibilità di seguire corsi formativi tecnici.

Barbara Meo Evoli

SAN PAOLO – In una città con oltre 6 milioni di persone, dove circa 1,5 milioni vivono nelle ‘favelas’, la violenza e il narcotraffico è all’ordine del giorno. E’ per questo che il governo brasiliano ha creato un piano conosciuto come ‘Territori di Pace’ che coinvolge 2.500 donne responsabili della prevenzione dei conflitti locali senza l’uso della violenza. Il piano, dotato di oltre 6 miliardi di dollari, è stato lanciato alla fine di 2008 dal governo di Lula e adesso si iniziano a vedere i primi risultati.

“Ci sono riprese per tutto il tempo, durante le ore di scuola, quando si va al lavoro,…in questa guerra tra trafficanti e polizia, purtroppo, le persone sono quelle che subiscono le conseguenze e questo si riflette nella nostra vita”, afferma Alessandra Da Cunha, una delle donne che partecipa in questo progetto. Nella pratica la loro funzione è quella di rilevare giovani in rischio e portarli nei programmi per lo sviluppo professionale. L’obiettivo è sviluppare una cultura di pace attraverso un gruppo di donne. Secondo quanto assicura Rita Lima, coordinatrice di questo programma “l’obiettivo è quello di ridurre l’insicurezza nella zona attraverso i cittadini e non attraverso la repressione della polizia”.

“La pace in un territorio dove c’è la violenza è solo possibile se è nata dai propri abitanti”, afferma Lima. Le donne sono state selezionate e formate e ricevono un piccolo stipendio di 80 euro al mese. “Questo programma è una vera e propria rivoluzione per migliorare la sicurezza delle baraccopoli” disse Lula durante la presentazione a dicembre 2008. ‘Territori per la Pace’ è parte di un piano di 3.000 milioni di euro lanciato nel 2007 dal ministero della Giustizia, con l’obiettivo di lottare contro la criminalità.

Sergio Santos, residente in uno dei quartieri più colpiti dalla droga e dalla delinquenza ha assistito ai primi risultati del progetto. “Le strade sono asfaltate, sono state costruite nuove scuole, insomma, la tranquillità è tornata”. Secondo i dati ufficiali, in Brasile ci sono circa 45.000 omicidi l’anno.

Funzionerebbe un programma del genere anche in Venezuela?

www.meoevoli.eu

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