Conclusi appalti miliardari per le imprese italiane in Venezuela

Operai che costruiscono la linea ferroviaria Cua-La Encrucijada

Operai che costruiscono la linea ferroviaria Cua-La Encrucijada

CARACAS – Proprio nel giorno in cui si conclude l’accordo Italia-Venezuela per la costruzione di una ferrovia, a Viareggio muoiono 32 persone per un disastro ferroviario. Il ministro Matteoli, appena tornato in Italia da Caracas, è stato contestato all’uscita dal municipio di Viareggio.

Alla ricerca di espansione all’estero per gli investitori italiani in tempi di crisi, Matteoli si è recato prima in Cile, poi in Uruguay e infine in Venezuela, dove gli appalti sono i più consistenti.

“Sono molto soddisfatto dell’incontro con il ministro delle Infrastrutture Diosdado Cabello – ha dichiarato Matteoli a seguito della riunione di più di un’ora nel Ministero -. Abbiamo confermato la volontà politica di continuare ad ampliare i rapporti fra Italia e Venezuela. Sia, infatti, Chávez che Berlusconi sono due presidenti che parlano al popolo, a prescindere dalla diversità di colore”.

Per Matteoli non è stato possibile incontrare né il ministro degli Esteri Nicolás Maduro, né il presidente Chávez, perché entrambi si trovavano in una riunione d’urgenza a Managua a seguito del colpo di stato avvenuto domenica in Honduras. E’ stata preparata allora una bozza di lettera d’intenti per la cooperazione commerciale fra i due paesi, per la cui firma sarà Cabello ad andare in Italia o, altrimenti, lo stesso ministro italiano a tornare in Venezuela. In ogni caso è già prevista a Milano il 2 e 3 dicembre una riunione del ministro Frattini con l’omologo venezolano.

“Il governo venezolano apprezza le imprese italiane presenti sul territorio – così Matteoli ha riferito le parole di Cabello -. La condizione imprescindibile è che queste grandi imprese trasferiscano il ‘know how’ e formino i tecnici venezolani, ciò che in passato non avveniva. E’ fondamentale infatti l’acquisizione da parte dei venezolani delle conoscenze per conservare le infrastrutture costruite dagli stranieri”.

D’altronde, uno dei principi del governo di Chávez è raggiungere l’autonomia, non solo alimentare, ma anche tecnologica, senza così dover più dipendere per l’acquisto di tecnologia dai paesi ricchi.

“I lavori per la costruzione della linea ferroviaria Cúa-La Encrucijada, che dovrebbero concludersi nel 2012, continueranno – ha affermato soddisfatto Matteoli dopo aver ricevuto la conferma di Cabello -. Sono stati investiti ben 14 miliardi di dollari nell’opera pubblica”.

A seguito della firma del memorando d’intesa nel gennaio 2008, si è dato avvio ai lavori della ferrovia che attraverserà la zona centro-occidentale del paese. E’ previsto che il treno trasporti 16 milioni di persone e circa 11 milioni di tonnelate di merci all’anno.

Il ministro Matteoli ha anche detto che “il governo venezolano ha previsto  l’acquisto di mille autobus Iveco”. E la cifra delle unità “comprate potrebbe arrivare fino a 10 mila, visto anche che i motori non sono inquinanti”.

“Infine – ha proseguito – è stata progettata la costruzione di 14 cabinovie per collegare i ‘barrios’ con il centro delle città – come la linea di San Agustín a Caracas -. Le imprese italiane concorreranno per la realizzazione di queste opere. Sono d’accordo, infatti, con Cabello sul principio per cui portare il trasporto pubblico dove non c’è riduce la miseria”.

“L’unico aspetto che è rimasto nell’aria – ha concluso Matteoli – è il piano di viabilità della Gran Caracas che era stato firmato dall’ex-sindaco Juan Barreto e che è stato inadempiuto. Sottolineando che Caracas dovrebbe ospitare 120 mila automobili ed invece ne ospita un milione, Cabello, pur dimostrando l’interesse del governo a concretare il piano, si è dichiarato incompetente nella materia”.

“Questi grandi investimenti – ha precisato l’Ambasciatore d’Italia Luigi Macotta – portano benefici alla Collettività italiana, poiché già, per esempio, varie piccole e medie imprese partecipano alla costruzione della ferrovia”.

Ottimi accordi quindi per le grandi imprese italiane Ghella-Astaldi-Impregilo. Ma in epoca di tagli, di questi appalti miliardari cosa rimane alla Comunità italiana in Venezuela? Non si potrebbe pensare di investire una minima parte di questi proventi a favore della Collettività?

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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