E’ “desaparecida” Petra, chiami chi sa dov’è

Nel luglio 2007 la signora Mercedes Almao è partita per l’Italia, dove viveva con un anziano italiano nel salernitano, e da quel giorno non si sa più nulla di lei

CARACAS – “Sono preoccupata per mia madre. Ho bisogno che mi chiami per sapere qualcosa di lei. Ho bisogno di sapere che è viva e che sta bene” dice Norma Salas Almao con le lacrime agli occhi. Poi lancia un messaggio diretto alla madre partita più di un anno fa per l’Italia e di cui non ha più notizie:

“Per piacere chiamami, ricordati che sono tua figlia”.

La mamma di Norma, Petra Mercedes Almao (carta d’identità 2916­800), 63 anni, è scomparsa nel nulla appena arrivata in Italia nel luglio 2007. Nessuno ha saputo più niente di lei. Né una chiamata, né una lettera. Niente. I tre figli hanno disperatamente provato a chiamare al numero della casa dove aveva vissuto per vari anni ma non vi è stata mai risposta. Vivono ancora oggi nell’attesa di un segno di vita di Petra dal giorno in cui ha preso l’aereo per Roma.

La signora Petra, nata a Barquisimeto, come tante donne venezolane ha cresciuto i figli fin da piccoli da sola. Nel ’77 si è trasferita con i tre bambini nella capitale per cercare lavoro. Di professione sarta, ha lavorato per vent’anni presso l’impresa di vestiti, scarpe e accessori Tropicana e poi, su richiesta del datore di lavoro, si è trasferita nell’isola di Margarita.

Una donna forte ma con sguardo dolce. Una donna che ha lottato tutta la vita per offrire ai suoi figli un futuro migliore e una vita meno dura. Cresciuti i bambini, ormai quasi adulti, ha deciso di tentare la fortuna partendo per Mar­garita. Lì ha continuato a disegnare e confezionare abiti inviando una parte dei suoi guadagni ai figli.

In quell’isola dei Caraibi Petra ha vissuto più di dieci anni. Ha affittato una stanza e il proprietario di quella bella casa era il signor Michele, un italiano che aveva trent’anni più di lei. Da semplice relazione tra inquilino-proprietario il rapporto si è poi trasformato in qualcosa di più. Petra ha preso infatti cura dell’anziano per 18 anni spostandosi per lui dal Venezuela all’Italia. Un giorno si è ammalato Michele e suo figlio ha deciso di farlo curare nel suo paese d’origine.

Per Petra è cominciata allora  una nuova vita nel Vecchio continente. Ha scelto infatti, a ormai 53 anni, di partire e attraversare l’oceano per tentare la sorte. In Italia, fedele a Michele, ha continuato a prendersi cura di lui fino alla sua morte.

Decisa a rimanere lì, ha vinto un concorso del Vaticano per confezionare vestiti clericali.

“Mia madre – spiega Norma commossa mentre si aggiusta i capelli – è sempre stata molto brava a cucire. L’ha fatto tutta la vita con entusiasmo e talento. Non mi stupisce che abbia vinto quel concorso o che perfino abbia confezionato lei stessa l’abito del papa Benedetto XVI”.

Vestita con una maglietta rossa e jeans attillati, vari braccialetti ai polsi e il cellulare inman­cabilmente in mano, Norma racconta gli ultimi ricordi che ha della madre:

“E’ venuta in Venezuela nel giugno del 2007 ed è rimasta solo pochi giorni. E’ tornata dopo dieci anni di vita in Italia per stare con mio fratello che ha l’Hiv. Voleva vivire gli ultimi anni di vita di suo figlio standogli accanto. All’improvviso è arrivata una chiamata dall’Italia: era il figlio del signor Michele”.

Secondo Norma, il figlio dell’italiano emigrato negli anni ’50 che aveva fatto fortuna a Mar­garita ed era tornato in Italia per vivere i suoi ultimi giorni, aveva rinunciato all’eredità del padre per donarla a Petra. Quale quindi il motivo dell’imprevista chiamata dall’Italia a Caracas? Far tornare Petra affinché firmasse i documenti della successione e diventasse l’unica erede del patrimonio.

“Mia madre è partita in fretta e furia. Era pure malata. Ma anche con la bronchite si è dimessa dall’ospedale per volare in Italia. Sono quindi doppiamente preoccupata perché al momento della partenza non era in buona salute”.

“I miei fratelli ed io abbiamo telefonato alla casa dove viveva con il signor Michele. Lì chiamavamo sempre in passato, ma niente: sicuramente hanno tagliato la linea. Forse hanno venduto quella casa. Il numero è: 0039.09­75.793­11”.

Teggiano, in provincia di Salerno, sarà ancora la dimora della piccola sarta Petra? Pare inverosimile che una madre, attenta ai figli tutta la vita, si dimentichi di loro. Gran parte dello stipendio di Petra volava dall’altra parte dell’oceano in rimesse per i figli che ancora oggi vivono nel barrio di Sarría a Caracas.

“Chiunque sappia qualcosa di mia madre mi chiami per favore!” conclude con la speranza ancora viva negli occhi.

Il numero di Norma è 0058.414.0277838

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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