In Italia: “classi differenziate” per stranieri, in Venezuela: insegnamento e integrazione

CARACAS – In Italia il partito del Carroccio, parte della maggioranza, ha proposto un emendamento al disegno di legge sulla riforma scolastica in cui si istituiscono delle “classi differenziate” per stranieri. La proposta è stata giustificata dallo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi come “una misura di buon senso” in quanto permetterebbe ai figli degli immigrati “di frequentare delle lezioni separate dagli italiani per imparare meglio la nostra lingua”.

Separare gli studenti madrelingua dagli stranieri rende veramente possibile un migliore apprendimento dell’italiano per i nuovi arrivati? O semplicemente li ghettizza e li rende alunni di ‘serie b’? Il condividere la stessa aula e gli stessi professori fra studenti di nazionalità o di origini diverse non arricchisce forse lo stesso insegnamento nelle scuole e il bagaglio culturale degli alunni?

La Voce d’Italia ha chiesto allora il parere del lettore italiano Valerio Giovetti presso l’Universidad Central de Venezuela e Simón Bolívar e la dottoressa Anna Greco, responsabile didattica presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas.

“Il metodo delle classi speciali d’inglese per stranieri (Els) usato negli Stati Uniti è efficiente – spiega Giovetti – Sono necessari dei corsi specifici aggiuntivi di lingua per chi è straniero. Secondo il sistema nordamericano, le lezioni speciali devono essere dentro l’orario scolastico affinché lo studente non le percepisca come una punizione. Poi mano a mano che l’alunno migliora nella lingua le ore speciali di lezione vanno diminuendo fino a scomparire, ovviamente tutte le altre materie vengono seguite congiuntamente da connazionali e non”.

“Le classi separate per stranieri non devono essere fatte per dividere e creare distinzioni nelle aule – sostiene invece Greco – ma devono servire come potenziamento per chi non conosce la lingua del paese in cui vive. Le lezioni dovrebbero essere al di fuori dell’orario scolastico se gli stranieri sono una minoranza nell’aula”.

Siamo allora anche andati a interrogare chi da anni ha il compito di insegnare la nostra lingua a Caracas: il ‘Colegio Bolívar Garibaldi’, il ‘Colegio Agustín Codazzi’ e il ‘Colegio Patria’.

Tutti e tre gli istituti hanno una lunga esperienza nel campo dell’istruzione in italiano in Venezuela: la prima infatti funziona da quattro decenni, la seconda da 57 anni e la terza da 50.

“La nostra scuola – sostiene il preside della Bolívar Garibaldi Claudio Milazzo – è frequentata da venezolani, italo-venezolani e stranieri e i corsi sono in italiano per tutti indifferentemente dalla nazionalità”.

A causa della presenza di livelli molto diversi di conoscenza dell’italiano e dello spagnolo: “sono state create delle classi di recupero pomeridiane per venezolani o stranieri che non hanno la stessa competenza nella lingua dei propri compagni” spiega Milazzo. Alle elementari si sono istituiti, oltre alle classiche lezioni uguali per tutti, dei corsi specifichi aggiuntivi all’orario di base per chi ha delle difficoltà nell’apprendimento dell’italiano. Alle medie e al liceo funzionano, oltre ai corsi di recupero di italiano, dei corsi di spagnolo per gli stranieri che non hanno lo stesso livello di coloro che sono nati  e vissuti tutta la loro vita in Venezuela.

“Non si è mai pensato – conclude il preside – di separare le classi secondo la nazionalità o l’origine degli studenti”.

L’altra voce competente in materia interrogata sul tema è stata la vicepreside della scuola Agustín Codazzi Eleonora Vaccaro: “La finalità della nostra istituzione è trasmettere le tradizioni e la lingua italiana in Venezuela e l’obiettivo è promuovere un’integrazione fra culture diverse che così si arricchiscono l’una dell’altra”.

“Non abbiamo mai pensato – continua Vaccaro – a separare chi parla meglio da chi parla meno bene l’italiano, anche perché qui gli italo-venezolani, i venezolani e gli espatriati italiani si trovano bene insieme. Da quando è stata fondata la scuola, ossia all’epoca dell’emigrazione italiana del dopoguerra, siamo stati considerati un po’ come un’icona dell’italianità fondata sull’integrazione fra due popoli”.

Ma allora serve fare lezioni a parte per i bambini che non sanno bene la lingua d’insegnamento usata in una scuola dell’obbligo?

“Molti bambini quando arrivano a 6 anni in prima elementare alla Codazzi – spiega la vicepreside – non sanno proprio parlare italiano, solo lo capiscono un po’. E’ impressionante la capacità nell’infanzia, ma anche nell’adolescenza, di apprendere una seconda lingua: dopo soli tre mesi dall’inizio dell’anno scolastico si può già notare una vera e propria unificazione a livello di espressione linguistica fra gli alunni di una stessa classe”.

Il giovane direttore della suola ‘Patria’, frequentata da venezolani, italo-venezolani e stranieri (provenienti dalla Cina, Giappone, Bielorussia, Gran Bretagna e altri paesi), conferma l’opinione di Vaccaro:

“Lo scambio fra culture diverse garantisce un miglior e più veloce apprendimento della lingua del paese. Anche se gli alunni presentano livelli diversi di conoscenza del castigliano è meglio che stiano tutti assieme e che si istituiscano delle lezioni integrative di spagnolo per chi non è madre lingua. Un bambino straniero ha bisogno di stare con i bambini del paese in cui si trova: la condivisione con gli altri gli serve per integrarsi”.

 

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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Una risposta a In Italia: “classi differenziate” per stranieri, in Venezuela: insegnamento e integrazione

  1. odette levy ha detto:

    Salve, sono Odette Levy, titolare del MailBoxes etc, Ladispoli roma, sono una madre di due ex studenti della scuola Agustin Codazzi a Caracas- La Florida.
    Vorrei offrire il servizio di spedizioni di libri dalla Italia in Venezuela door to door , visto che sono numerose le richieste per spedire i libri in Italiano , che fino ad ora ho fatto privatamente con alcune mamme della comunita scolastica della scuola.
    Facciamo spedizione come centro franchising con tutti courriers, garantite ed a low cost, per qualsiasi informazione.scrivete al mio indirizzo mail.
    cordiali saluti
    odette levy
    store manager

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