“Magnicidio vs maletín” in campagna elettorale

Le brucianti accuse lanciate da governo e opposizione: parlano il candidato all’alcaldia Libertador Stalin Gonzalez e gli intellettuali Roberto Hernandez e Luís Britto Garcia

CARACAS – In piena campagna elettorale fra governo e opposizione è stato muro contro muro. Accuse e contraccuse. Il presidente Hugo Chávez ha denunciato un tentativo di colpo di stato accusando gli Stati Uniti di parteciparvi. L’opposizione ha accusato il governo di essere legato allo scandalo della valigia degli 800 mila dollari che sarebbe stata inviata in Argentina per finanziare la campagna elettorale di Cristina Fernandez Kirchner.

“E’ molto difficile – dichiara il candidato all’alcaldia del municipio Libertador Stalin Gonzalez – che una tale ingente quantità di denaro possa uscire dal Venezuela senza l’autorizzazione del governo poiché il controllo del cambio dollari-bolivares è molto rigido. Inoltre – conclude – sono state accusate molte persone vincolate alla compagnia petrolifera statale Pdvsa”.

Sul tema l’intellettuale e attuale presidente del Celarg Roberto Hernandez Montoya ha fatto notare che se l’imprenditore statunitense e venezuelano Guido Antonini Wilson fosse stato legato al governo “avrebbe cercato protezione in Venezuela e si sarebbe sottoposto a un processo nel paese, invece di andare a rifugiarsi negli Stati Uniti”. “Perché inoltre utilizzare dei liquidi – si domanda – e non gli strumenti della finanza internazionale ben più sicuri in un trasferimento illecito di denaro?”.

A settembre Antonini ha dichiarato nel processo attualmente in atto negli Usa, la cui imparzialità è stata messa in dubbio da vari analisti, che avrebbe incontrato Chávez nella Casa Rosada a Buenos Aires dopo il sequestro della valigia e che sarebbe entrata in Argentina un’altra valigia contenente 3 milioni di dollari. “Il sequestro della valigia – sostiene invece lo scrittore Luis Britto Garcia – è una manovra organizzata dai settori dell’opposizione con cooperazione degli Stati Uniti appositamente affinché venga scoperta. Non è un caso che il processo negli Usa sia iniziato adesso in piena campagna elettorale”.

Sul presunto «magnicidio» per il quale sono stati arrestati sei ufficiali dell’esercito, Gonzalez ha ricordato che “è la 31 esima denuncia dall’inizio della presidenza di Chavez”. “Sono quindi una media di 3,1 denunce all’anno – conclude – è una mania di persecuzione del presidente. E’ sicuramente una vicenda portata a galla adesso per nascondere lo scandalo del “maletín” ”.

“E’ insito nell’imperialismo – spiega Hernandez – che questo cerchi di imporsi con la forza. Hanno agito così l’impero romano e tutti gli imperi successivi”. Non è un caso che quasi contemporaneamente alla presunta cospirazione contro Chávez anche il governo boliviano abbia denunciato un “colpo di stato civile organizzato dall’opposizione con la cooperazione degli Usa” e abbia espulso l’ambasciatore statunitense Philip Goldberg. “Vi sono dei documenti del dipartimento degli Usa – puntualizza Britto – che provano la collaborazione degli Stati Uniti nel colpo di stato contro Chávez del 2002 e in molti altri “golpe” in America latina”. “L’opposizione ha contestato unicamente la data del video che prova la cospirazione contro il presidente – conclude lo scrittore – ha dato quindi per assodato che sia stato organizzato un golpe”.

Questi sono stati i due temi più scottanti nella agitata campagna elettorale. Ma in un paese in cui non vi è dialogo fra governo e opposizione e la campagna è all’insegna dell’estrema polarizzazione, il cittadino viene bombardato con notizie che spesso sono pura propaganda politica più che vera informazione. Recentemente non solo l’opposizione, ma anche il partito della coalizione chavista Ppt, hanno denunciato che il Partito socialista unito del Venezuela (Psuv) sia avvantaggiato nella campagna elettorale dall’esplicito appoggio del governo. “Chávez – spiega l’ex dirigente studentesco Gonzalez – inaugura le opere pubbliche insieme ai candidati del Psuv come se fosse lui stesso il candidato per le elezioni regionali: questo non garantisce una parità di opportunità fra i partiti”. “Il Psuv è avvantaggiato – ammette Hernandez – dalla propaganda prodotta dal canale statale. Questo è un abuso commesso dalla televisione pubblica, ma ovviamente i canali privati fanno lo stesso”.

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

 

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