“Inhabilitaciones politicas”: parola a Lopez e Russián

L’alcalde di Chacao è in attesa del responso della Corte interamericana dei diritti umani sull’incostituzionalità dell’interdizione. Il Controllore: rispettate legge e Costituzione

Dinanzi un centro commerciale nella parte ricca di Caracas

Dinanzi un centro commerciale nella parte ricca di Caracas

 

CARACAS – La posta in gioco è alta: il 23 novembre si eleggeranno 23 governatori e 332 sindaci. Oggi l’opposizione non ha rappresentanza nel parlamento, governa solo in due regioni e 57 comuni. I partiti che si oppongono al presidente Hugo Chavez hanno denunciato che, attraverso l’interdizione dai pubblici uffici imposta dal Controllore generale della repubblica (che svolge una funzione equivalente alla Corte dei conti), il governo avrebbe voluto eliminare gli avversari politici più temibili.

Sul credo politico delle persone interdette, lo stesso Controllore Clodosbaldo Russian ha dichiarato che non ne è a conoscenza, secondo il quotidiano chavista Ultimas Noticias, il 52% degli interdetti apparterrebbe a partiti affini al governo ed il 48% sarebbe di opposizione, ed invece, secondo il quotidiano di Miami El Nuovo Herald, il 90% delle persone interdette sono dell’opposizione.

A febbraio Russian ha imposto a ben 272 funzionari la sanzione amministrativa dell’interdizione dai pubblici uffici per aver commesso delle irregolarità nell’esercizio delle proprie funzioni, tra cui «la più comune è stata – segnala il Controllore alla Voce d’Italia – la mancata stipula di contratti di appalto per l’acquisizione di beni o servizi». I partiti dell’opposizione si sono battuti affinché fossero annullate le sanzioni allegando che l’interdizione, essendo una pena accessoria, può essere imposta solo attraverso una sentenza penale definitiva e non con un semplice atto amministrativo emesso da un’istituzione della quale hanno cuestionato l’imparzialità.

Contro le interdizioni dai publici uffici imposte dal Controllore Russian dal 2004 ad oggi hanno interposto ricorso di incostituzionalità 15 funzionari pubblici, tra cui hanno fatto scandalo solo quattro candidati chiave nelle prossime elezioni: Enrique Mendoza (stato Miranda), Antonio Barreto Sira (stato Anzoategui), Leopoldo López (comune di Caracas) e William Méndez (stato Tachira). Tutti e quattro sono stati interdetti per malversazione di fondi statali.

Così Lopez ha fatto ricorso agli strumenti internazionali prima recandosi dinanzi alla commissione dei diritti umani del parlamento del Mercosur e poi chiedendo l’appoggio del parlamento Europeo ma senza risultato. La Commissione interamericana dei diritti umani ha invece accettato la sua petizione di esaminare la sanzione impostagli perché violerebbe gli artt. 8, 23 e 25 della Convenzione interamericana dei dirritti dell’uomo. L’attuale sindaco di Chacao, che secondo i dati dello stesso comune avrebbe una popolarità pari al 60%, è stato interdetto quattro anni fa dai pubblici uffici per malversazione di fondi quando lavorava come analista presso Pdvsa nel 1998 e come sindaco nel 2002. «Mi hanno impedito di candidarmi per nove anni – afferma Lopez alla Voce d’Italia – per aver pagato degli insegnanti, dei pompieri e aver finanziato un programma di educazione ma io sono innocente. La sanzione mi è stata imposta per ragioni politiche».

«Nel 1998 un gruppo di opposizione – ricorda Lopez – aveva cercato di far interdire Chavez, ma la Corte suprema di giustizia, la massima istituzione competente a giudicare in materia, aveva sancito che, nonostante avesse commesso un colpo di stato con altri tre ufficiali e ci fossero stati più di 100 morti, avrebbe potuto candidarsi perché non vi era una sentenza di un tribunale contro di lui». Hugo Chavez era stato però prima delle elezioni del 1998 condannato, interdetto legalmente e in prigione per ben due anni.

«La Controlaria general de la republica venezuelana – dichiara Clodosbaldo Russian – fa parte insieme ad altri 187 paesi dell’Onu dell’organizzazione Intosai che raggruppa tutte le corti dei conti del mondo, ha le stesse funzioni e applica gli stessi meccanismi che usano gli organismi degli altri paesi del mondo con il compito della vigilanza delle entrate pubbliche e del patrimonio statale». «Il regime costituzionale – sottolinea rispondendo alle critiche lanciate – garantisce l’indipendenza dell’istituzione. Ed infatti non vi sono “intoccabili” in Venezuela».

«Una modestissima interdizione amministrativa – il Controllore ribadisce – si applica come pena accessoria ai funzionari pubblici, la sanzione non ha gli stessi effetti di un’interdizione imposta con sentenza penale. Io sono stato interdetto penalmente per le mie idee politiche, sono stato in prigione per ben 2.250 giorni durante i governi di Betancourt e Raul Leoni».

L’interdizione non è uno strumento nuovo sorto adesso in epoca di campagna per le elezioni locali poiché «è previsto – afferma Russian – dalla legge organica della Controloria general, all’art. 105, votata all’unanimità in parlamento nel 2001 da tutte le forze politiche, anche dai partiti come Copei, Ad, Un nuevo tiempo, che adesso denunciano l’illegalità delle interdizioni». In realtà fin dall’entrata in vigore della legge sono state numerose le persone interdette, infatti tra il 2002 e il 2008 sono stati dichiarati responsabili in via amministrativa 696 funzionari pubblici, di cui solo 397 sono state interdetti dai pubblici uffici.

In tutti i paesi dell’America latina come in Italia, l’interdizione può essere imposta unicamente da un giudice penale e non con un atto amministrativo, ma «la Costituzione del 1999 promossa da Chavez – sottolinea il Controllore della repubblica – pone le basi di uno stato di diritto nettamente diverso dallo stato moderno, fondato su uno schema di divisione dei poteri e degli equilibri fra le istituzioni diversi dal modello di stato tradizionale». Non si può far allora riferimento ai vecchi modelli per denunciare una violazione dell’ordine costituzionale vigente.

 

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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