Ledezma, candidato dell’opposizione e figlio di un italiano fa campagna elettorale nelle favelas di Caracas

Uno dei vecchi politici della Quarta Repubblica (1830-1999) adesso si mostra preoccupato per le fascie povere della popolazione

 

 

Ledezma finge di voler tornare nelle favelas dopo le elezioni

Ledezma finge di voler tornare nelle favelas dopo le elezioni

 

  

CARACAS – Il candidato per l’alcaldia mayor di Caracas e figlio di un italiano, Antonio Ledezma, si è recato ieri in piena campagna elettorale a Propatria, una delle zone povere dell’ovest della capitale, per dimostrare che la sua attenzione non andrà unicamente ai quartieri ricchi della città, ma anche alle zone che sono state sempre abbandonate a se stesse.

“Mio padre – ha dichiarato l’avvocato Ledezma alla Voce d’Italia – è sempre stato un padre per me. Era di Avellino e il cognome è Bruno”. L’ex sindaco del municipio Libertador non è mai stato riconosciuto dal padre, ma come altri candidati per le prossime elezioni regionali è discendente di un immigrato italiano. 

Dinanzi a circa un centinaio di persone nella strada 3 di Propatria, Ledezma ha sottolineato che uno dei punti principali del suo programma politico è “la lotta all’insicurezza in tutta la città e l’eliminazione del crimine”. “Proporrò – ha affermato – un piano d’emergenza di sicurezza in cui si lavori sulla prevenzione dei delitti. Caracas è tristemente nota per essere una delle città più pericolose al mondo, noi faremo in modo che non sia più così. Creeremo una nuova istituzione: la Polizia municipale di sicurezza che si incaricherà della repressione dei delitti e lavorerà congiuntamente ai leader delle comunità locali”.

Nel periodo in cui Ledezma era alcalde del municipio Libertador (1996-2000) vigeva un sistema di accesso ristretto in determinate zone agiate di Caracas: Baruta, Chacao, Hatillo. E la repressione esercitata dalla polizia era molto maggiore a quella attuale. L’opposizione sostiene che a quei tempi si registrava un minor numero di delitti. L’insicurezza si combatteva quindi limitando la libertà di circolazione dei cittadini nella città, ossia ghettizzando. Il numero di delitti dell’epoca della Quarta repubblica era minore solo perché lo stato era meno presente nelle favelas e mancava, non solo, un apparato giudiziario capace di registrare i crimini, ma anche un registro delle identità dei cittadini che lì vivevano.

Nel suo percorso nelle vie di Propratria il candidato unico dell’opposizione per l’alcaldia mayor ha sottolineato anche che “vi sarà un cambiamento radicale per quanto riguarda la pulizia delle strade della città. Attueremo un piano d’emergenza e ripuliremo ogni angolo della capitale”. Mentre pronunciava queste parole Ledezma indicava i kili di sporcizia ammassati lungo il marciapiede denunciando le carenze dell’attuale amministrazione del sindaco Freddy Bernal per risolvere il problema dei rifiuti.

Ledezma ha camminato per le strade, stretto la mano ai commercianti che lavoravano lungo il suo percorso ed è entrato nei negozi per salutare i proprietari. “Penso che voterò per Ledezma – afferma l’impiegato del negozio di cd accanto alla stazione della metro Cruz Ramirez – per vedere un cambiamento a Propatria, Bernal non ha fatto molto per questa zona”. “La gente delle comunità della Parroquia Sucre – sottolinea invece la venditrice ambulante Jaquelin Chacon – non appoggia Ledezma, le strette di mano sono solamente formali. Questo quartiere sostiene il suo avversario politico Aristóbulo Istúriz”.

Riguardo al suo passato politico, Ledezma è ricordato anche per aver raso al suolo la stazione dei pullman di Caracas del Nuevo circo. Nella zona dove si trovava la vecchia stazione si concentrava la prostituzione, il traffico di armi, il traffico di droga e il crimine organizzato. Per combattere questi problemi la soluzione presa dall’ex sindaco era stata quella di eliminare fisicamente la struttura senza però costruirne un’altra. Caracas quindi oggi si ritrova a non possedere una stazione centrale, ma un mosaico di piccole strutture private sparse in tutta la città.

 

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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