Fingendosi avventuriere e viaggiando per il Sudamerica

Il programma andrà in onda su Rete 4 da gennaio. La XX spedizione di Donnavventura, partita da San Paolo e con meta l’Honduras,è iniziata ieri dall’Altamira Suites di Caracas

Le sei Donnavventura

Le sei Donnavventura

CARACAS – Un’esperienza unica e indimenticabile ma dura… così deve essere il viaggio da vera avventuriera. Sei donne italiane hanno intrapreso il 29 luglio scorso la XX spedizione di “Donnavventura” che, con partenza a San Paolo e meta finale Tegucicalpa, durerà tre mesi e mezzo. Sono rimaste quattro giorni a Caracas e ieri son ripartite alla guida del proprio pick up rosso per affrontare una nuova tappa della spedizione che le porterà fino in Honduras, passando per Colombia, Panama, Giamaica, Costa Rica, Nicaragua e El Salvador.

Le protagoniste della missione hanno già attraversato tutto il Brasile, partendo dal sud hanno costeggiato l’Oceano Atlantico e oltrepassato l’Amazzonia fino ad arrivare a Caracas. Nella foresta amazzonica Ilaria, Claudia, Stefania, Barbara, Alice e Marta hanno assistito a un combattimento fra un’enorme anaconda e un caimano, hanno dormito nelle amache sotto gli alberi su cui si inerpicavano le scimmiette urlatrici, hanno navigato sul Rio Negro e avvistato i delfini rosa, hanno pernottato su delle palafitte in prossimità del villaggio indigeno dove vive la tribù dei Sataré Maué, hanno guidato il pick up facendo delle derapate sulle dune… insomma hanno potuto visitare e osservare con i propri occhi la metà del continente sudamericano.

All’inizio erano sei italiane ma ieri due di loro sono tornate a casa e sono state sostituite da due venezuelane: la studentessa di 22 anni Catherin Aponte e la professoressa e traduttrice di 28 anni Giovanna Vallerotondo. “Sono una Donnavventura per caso – afferma Barbara Chiodini, 32 anni, di Foligno, commerciale estero – ho un ragazzo in Italia, fino a prima di partire vivevo con lui e avevo una vita tranquilla, ma questa è un’esperienza unica e indimenticabile, anche se i ritmi sono massacranti e non hai a disposizione neanche un attimo per te”. Ilaria Cervelli, 23 anni, laureata in lingue, di Roma, sottolinea che “la spedizione è unica come esperienza ma veramente dura. Inoltre non ci pagano”. “Quando tornerò in Italia – afferma Stefania Donati, una delle quattro italiane, 27 anni, di Domodossola, laureata in economia aziendale e contabile – ho voglia di stabilizzarmi e creare una famiglia, questa infatti è ben la mia terza spedizione”. “Sono partita con Donnavventura – spiega Claudia Armani, 25 anni, di Bergamo, commerciale in una ditta di trasporti – perché dovevo sposarmi e non mi sono più sposata, era il momento giusto per staccare con l’Italia e prendere un’aspettativa al lavoro”.

“Donnavventura – afferma il produttore, regista e capo spedizione Maurizio Rossi – da la possibilità alle donne comuni di oltrepassare i propri limiti e vivere delle esperienze uniche ma impegnative”. “Il Gran Ride do Brazil, Amazonas, Jamaica & Caribe – aggiunge – da alle ragazze selezionate l’opportunità di fare non solo le reporter, le inviate speciali, ma è anche un’esperienza lavorativa al seguito di una produzione televisiva davanti e dietro le telecamere”.

L’intera missione, oltre ad essere uno strumento pubblicitario per Mitsubishi Motors e Prima classe Alviero Martini, viene filmata e fotografata e andrà in onda in Italia su Rete 4 per sei mesi di sabato e domenica a partire da gennaio, mentre attualmente vengono diffuse le immagini della scorsa spedizione.

Le regole del gioco sono veramente dure: vietato scrivere mail, vietato l’uso del cellulare (è permesso il suo utilizzo solo per 15 minuti al mese e la chiamata viene registrata), vietato ricevere telefonate, vietato l’uso di equipaggiamento personale, vietato fumare, obbligo di scrivere settimanalmente i reportage, di selezionare le immagini e i video. Le Donnavventura devono eseguire esattamente quello che dice il capo spedizione. Lui decide l’abbigliamento che indosseranno, il menù di tutti i pasti, il posto che occuperanno a tavola con giornalisti o ospiti, e in caso di violazione delle regole lui dispone il rimpatrio immediato della partecipante.

Qual è l’idea di una donna avventuriera? Un’avventura è un viaggio in cui non si sa quello che succederà il giorno seguente e in cui non si è sottomessi a regole imposte da un capo. L’avventura non potrà mai essere una finzione televisiva. La finalità del programma dovrebbe essere dimostrare che anche una donna sa superare le difficoltà di una spedizione in posti inospitali. Con tale tipo di programmi la donna rimane un bel oggetto da osservare senza alcuna capacità decisionale, in una gabbia d’oro sotto l’occhio dei media. Questo è il concetto di donna che la società contemporanea dovrebbe tentare di superare. Sfortunatamente questa è l’immagine di donna che compra la Mediaset.

Barbara Meo Evoli

www.meoevoli.eu

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10 risposte a Fingendosi avventuriere e viaggiando per il Sudamerica

  1. FabioNews ha detto:

    Ciao Barbara, purtroppo in questi tempi e in questa Italia non vorrai mica aspetatrti che una Donan sia considerata in grado di far eun’avventura vera senza essere controllata da qualche maschio italico…
    Lo dico scherzando ma sono davvaero molto preoccupato per la degenerazione del nostro apese e del ruolo della donan semrpe piu’ solo ed esclusivamente presa in considerazioen come “oggetto”.
    Se fossi donna (coem ho scritto oggi su Fabionews) sarei ancora piu’ incazzata per l’involuzuione del fu “bel Paese”…
    beata et che hai lasciato questo schifo …
    Hasta la proxima
    Fabio

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  2. barbarameoevoli ha detto:

    io anche sono davvero preoccupata, in particolare, per la degenerazione della rappresentazione della donna nei media… inoltre questo articolo l’avevo scritto quasi un anno fa.. da quel momento in poi le cose sono pure peggiorate!

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  3. catherine ha detto:

    Yo estuve allí, soy Catherine la venezolana incluída, la aventura fue regular, pero fascinante; espero haberme desempeñado bien.- gracias por la oportunidad!

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  4. barbarameoevoli ha detto:

    te gustò entonces la aventura? no te sentiste demasiado controlada por el jefe responsable de la mision? las otras chicas italianas dijeron que ni podian decidir donde sentarse en la mesa… chao!

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  5. junior ha detto:

    Cara Barbara,
    sinceramente non capisco il tuo commento finale. Credi che Donnavventura sia una finzione??ti sbagli moltissimo. Ma soprattutto non capisco come tu possa parlare in questi termini dell’unico programma che dà alle donne la possibilità di dimostrare le proprie capacità…UNICO!perchè non parli di programmi come il GF???lì si veramente c’è da vergognarsi per le cose che si vedono!!
    Per concludere..regole per portare al termine un programma del genere ci devono essere per forza, qual’è il problema, è che il capo spedizione sia un uomo???farebbe alcuna differenza se fosse una donna??non riesco a capire…
    Probabilmente non conosci il programma, altrimenti ne parleresti in termini molto diversi

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  6. barbarameoevoli ha detto:

    Non ho parlato del Grande Fratello, a mio parere un programma infimo, semplicemente perché non è stato girato in Venezuela. Come giornalista in questo paese mi attengo a quello che tocca la comunità italiana qui e alle relazioni fra Italia e Venezuela. Secondo te creare una falsa avventura qui in Venezuela condotta da donne mostra le capacità delle donne? ma perché, invece di fare una fiction, non si mostrano le vere imprese condotte dalle italiane sia in Italia che nel mondo?

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  7. CATHERINE ha detto:

    Hola, soy yo nuevamente. La verdad… Maurizzio conmigo fue muy especil, siempre tuvo un trato diferente, de hecho, no cumplo con algunoss requisitos requeridos, pero cuando me vio por primera vez (der casualidad) no sé porque pero creo que le agradé. La aventura me gustó pero menos de lo que esperaba, creo que mis espectativas superaban la realidad. Y con relación al caracter de Maurizzio, pues puedo decir que sí, efectivamente a ellas las controlaba en gran manera, afortunadamente tuve cierto margen de libertad en muchos aspectos. Parece mentira pero resulta más complicada la convivencia con las chicas que con el jefe. Gracias!!!

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  8. CATHERINE ha detto:

    Sé que a muchas personas no les agradó que escogieran a unas venezolanas para participar, sin embargo, lo que puedo decir, es que hay cosas en la vida que son cuestión del destino. Yo pasé por un lugar equivocado en el momento en el que buscaban una mujer con mis características, pero la verdad, si pudiera volver a escoger, lo pensaría muyyyyy bien. Así que no les envidio nada a las que les guste estar allí.

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  9. barbarameoevoli ha detto:

    hola catherine, que pasò exactamente con maurizio? cual era el trato de el hacia las otras chicas de la mision? y como te escojieron a tì? quien dijo que no le gustaba que hubiera venezolanas en donnaventura? cuentanso

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  10. CATHERINE ha detto:

    Desde que entré a la expedición hubo como cierta ironía, no es mi culpa, fue pura casualidad, adicionalmente en uno de los foros diferentes personas manifestaron que no les agradaba que fuese una venezolana y hablo de una, ya que la otra chica (Giovanna) es italo- venezolana y quizas tiene más semejanza con lo requerido, pero indudablemente hubo mucha tensión, considero que las chicas que mejor se comportaron conmigo fueron Barbara, aun cuando en la ciudad de Coro barbara hizo un comentario alegando que yo era una “vergoña”, termino que sabrás tú mejor que yo, que significa VERGUENZA. pero aun asi, me cae bien, tambien Ilaria se portó muy bien. El Sr. Maurizzio cuando me vió me dijo que yo era la chica indicada, en todo momento me decía “píccollina” y en varias oportunidades viejé en su vehículo, en la selección habia quedado ademads de mi una Colombiana quien por asuntos personales no pudo participar y en el lugar de ella escogieron a Giovanna. El trato de él hacia ellas es el que tu conoces, sí, efectivamente era bastante grosero, no entendi nunca por qué, afortunadamente aun cuando sin querer le dije “cornudo” no me dijo nada, siempre me trató bien, me decia que su mamá se llamaba Catherina, durante el viaje la recordabamos a traves de sus relatos. Saludos Barbara!

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