A 80 anni dalla nascita del “Che” Guevara

Nella sua città natale è stata eretta una statua realizzata con il bronzo donato da 15 mila persone

Inaugurazione della statua al Che

Inaugurazione della statua al "Che"

15 giugno 2008

Il Che Guevara: un simbolo, un ideale, un modello. Il 14 giugno avrebbe compiuto 80 anni se non fosse stato ucciso nelle montagne della Bolivia dall’esercito boliviano che represse la guerriglia comandata dallo stesso “Che”. Una figura che a 40 anni dalla sua morte risveglia ancora gli animi intorpiditi dal consumismo, fa sorgere aspirazioni e iniziative concrete, riesce a unire formalmente in una grande manifestazione i movimenti di sinistra di tutta l’America latina.

In occasione dell’ottantesimo anniversario della nascita del Che, da tutte le regioni dell’Argentina e da numerosi paesi del Sudamerica, migliaia di giovani sono andati a Rosario (centro dell’Argentina), la città natale del Che Guevara, per rendergli omaggio con una grande manifestazione patrocinata dal governo della regione e dal municipio della città.

Il giorno della nascita del “Che”, al termine della marcia, si è inaugurata la statua, realizzata dallo scultore argentino Andres Zerneri, che rappresenta il Comandante vestito da guerrigliero. La statua di bronzo di quattro metri di altezza è stata installata nella Piazza battezzata “Che Guevara”.

A 40 anni dalla sua morte, Ernesto riesce ancora a mobilitare la gente, ed infatti l’idea della statua è stata di varie organizzazioni di base. Sono stati gli stessi cittadini a rendere possibile la realizzazione e il trasporto del monumento a Rosario, non c’è stato bisogno né di un finanziamento dall’alto, né di uno sponsor. Sono servite tre tonnellate di bronzo per la costruzione e tutto è stato donato dai cittadini che hanno portato 15 mila chiavi e piccoli oggetti di bronzo nella casa dello scultore.

“Questo argentino, nato a Rosario, non si stanca mai di essere un esempio” ha detto Aleida Guevara, la figlia del “Che” durante l’inaugurazione in cui è stata scoperta la statua dinanzi a circa 50 mila persone. “Come persona è così completa – ha continuato commossa – che non riusciamo a eguagliarlo; sicuramente cerchiamo di farlo, però la maggior parte di noi poi si riduce solo a parlare, e disgraziatamente non facciamo nulla di concreto. E a che servono i discorsi e i monumenti, se non concretiamo i suoi ideali e le sue convinzioni? Abbiamo bisogno di unità, una parola magica che sempre usiamo ma che non mettiamo in pratica”.

Alla manifestazione hanno partecipato 96 organizzazioni, fra cui sindacati, partiti politici, collettivi studenteschi e organizzazioni sociali e dei diritti umani. Tutte le organizzazioni sfilavano con la propria bandiera e quella della famosa foto di Korda del volto del “Che”, ma poche organizzazioni hanno abbassato la propria bandiera dinanzi alla statua quando Aleida Guevara chiedeva unione fra tutti i movimenti di sinistra e i popoli dell’America latina per sconfiggere l’imperialismo. Nelle manifestazioni in Argentina infatti quasi tutti i partecipanti sfilano sotto la bandiera e con l’organizzazione di cui fanno parte. Spesso ogni organizzazione è preceduta da persone che sono incaricate di non permettere infiltrazioni e che difficilmente tollerano l’ingresso nella zona da loro controllata di soggetti non affiliati al movimento.

L’omaggio a Ernesto Guevara si è tenuto in un momento di forte tensione fra le confederazioni agricole che rappresentano i medi e grandi produttori di alimenti della pampa e il governo progressista di Cristina Fernandez Kirchner. Tre mesi fa il governo ha annunciato l’aumento delle imposte che avrebbero colpito in particolare i piccoli, medi e grandi esportatori di soia del paese, da quel momento sono iniziate le serrate patronali e i blocchi stradali organizzati dalla Confederazione agricola che hanno portato alla scarsezza di alimenti nelle città ed a un aumento dell’inflazione.

Nel discorso in omaggio al Comandante, il militante pacifista argentino Adolfo Perez Esquivel (premio Nobel della pace nel 1980) ha criticato sia l’arresto della produzione imposta dai produttori agricoli in protesta contro la manovra finanziaria del governo che l’autismo del governo che non intavola un dialogo con l’opposizione. Ha denunciato inoltre la strumentalizzazione della manifestazione da parte dei partiti politici che l’hanno promossa e che non attuano per niente secondo il pensiero del comandante guerrigliero. “Che penserebbe il Che? – si è chiesto l’attivista dei diritti umani sopravissuto alle torture inflittegli durante la dittatura argentina – vedendo che nel giorno del suo omaggio le grandi imprese argentine devastano l’economia del proprio paese e che i politici dicono una cosa e ne fanno un’altra”. Ha inoltre fatto appello al pubblico “per recuperare la vera figura del “Che” e essere rivoluzionari ogni giorno. Il “Che” non sarebbe stato orgoglioso di una celebrazione dedicata a lui quando in Argentina muoiono di fame 25 bambini al giorno”.

Il poeta cubano Miguel Barnet ha fatto omaggio a Ernesto Guevara con il poema da lui composto “Il poeta sei tu” e ha denunciato la commercializzazione dell’immagine del “Che”. Il suo volto infatti è uno dei più riprodotti al mondo dopo quello di Cristo, un fenomeno a cui lo stesso Guevara si sarebbe opposto se fosse stato in vita, essendo stato iconoclasta e sicuramente contrario a che la sua immagine potesse rappresentare un profitto per qualcuno.

Come avrebbe voluto il “Che”, al grido dell’ “unione dell’America latina”, l’omaggio per il suo anniversario si è concluso con un concerto nella piazza principale di Rosario dinanzi a migliaia di persone. Sovrastati da un’immensa stella rossa luminosa, tutti i musicisti latinoamericani presenti sul palco hanno cantato l’immancabile “Hasta siempre” composta da Victor Jara.

Barbara Meo Evoli

http://www.meoevoli.eu

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