L’AVANA – Una delegazione guidata da Bisa Williams, vice assistente del segretario di Stato per gli affari dell’Emisfero Occidentale, e comprendente anche alcuni rappresentanti del servizio postale americano, è giunta domenica a L’Avana per iniziare i colloqui su una possibile ripresa delle comunicazioni epistolari tra Cuba e gli Stati Uniti. Dall’anno seguente all’imposizione unilaterale dell’embargo da parte degli Stati Uniti, la corrispondenza fra i due paesi è stata interrotta.
Il servizio postale diretto tra i due Paesi è stato sospeso nell’agosto del 1963, un anno dopo l’imposizione dell’embargo. Negli ultimi quarantasei anni le lettere spedite dai cittadini americani a Cuba e viceversa hanno sempre dovuto passare per un terzo Stato prima di giungere a destinazione. La Casa Bianca aveva proposto una ripresa degli scambi epistolari già dieci anni fa, ribadendo la propria disponibilità ad avviare le trattative anche nel 2000 e nel 2002. Il governo cubano ha però accettato la proposta soltanto a maggio, offrendosi, lo scorso luglio, di ospitare l’incontro bilaterale. Il Presidente Obama ha affermato che queste negoziazioni potrebbero essere un modo “per migliorare la comunicazione” tra gli Usa e l’isola, nonostante soltanto tre giorni fa l’embargo sia stato esteso fino al 2010 per il rifiuto cubano di accettare cambiamenti politici, economici o sociali. “L’embargo è unilaterale e dev’essere revocato unilateralmente”, ha dichiarato il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez, ribadendo che il suo Paese non farà alcuna concessione politica, per quanto piccola, a Washington per ottenere la fine delle sanzioni.